Video con la REFLEX

by / giovedì, 23 luglio 2020 / Published in Alta Fotografia, Fotografia, Francesco, Il blog

 

VIDEO CON LE REFLEX

Utilizzando la tecnologia attuale

 

 

Oltre a scattare le foto la nostra fotocamera molto spesso ci permette di acquisire dei “brevi filmati” anzi alcune fotocamere, sia mirrorless sia reflex, sono state progettate per le riprese come loro uso principale. Le case costruttrici hanno investito molte risorse in questo settore.

Innanzi tutto ricordiamo le principali risoluzioni che sono significative per le riprese video:

Linee\formato

4:3

3:2

16:10

16:9

480

640 Video Graphics Array 720 Wide VGA 854 Full Wide VGA

720

1280 High Definition (HD)

1080

1920 Full HD

2160

3840 Ultra HD o 4K (4 Kappa)

2560

4096 4K (4 Kappa)

3160

6144 6K (6 Kappa)

4320

7680 Full Ultra HD o 8K (8 Kappa)

8640

15360 Quad Ultra HD o 16K (16 Kappa)

 

confronto tra le principali risoluzioni utilizzate per le riprese cinematografiche. Raddoppiando il formato l’area quadruplica

La grande maggioranza delle fotocamere sfrutta la risoluzione Full HD ma ormai si sta sempre più utilizzando il 4K ed in alcuni dispositivi si comincia ad usare il formato 8K. La risoluzione di 4K in realtà è un termine generico che individua i dispositivi di visualizzazione (televisione, cinema, fotografia) che hanno una risoluzione orizzontale della grandezza di circa 4000 pixel. La sigla 4K è un abbreviazione presa in prestito dall’elettronica digitale e numericamente è il risultato del calcolo di 2 elevato alla 12 cioè il valore 4096.

La prima reflex che permetteva di fare riprese con la risoluzione di 720 pixel, il formato HD, è stata la NIKON D90 nell’anno 2008. La prima reflex che permetteva di fare riprese con la risoluzione di 1080 pixel, il formato Full HD, è stata la CANON 5D Mark II commercializzata poco dopo la precedente.

la fotocamera NIKON D90 è stata la prima reflex che permetteva di fare riprese in formato HD. la fotocamera CANON EOS 5D Mark II è stata la prima reflex che permetteva di fare riprese in formato Full HD

nel caso delle riprese video professionale si usano delle cineprese che permettono delle funzionalità avanzate rispetto alle fotocamere reflex. Ad esempio permettono di variare la focale dell’obiettivo in modo automatico (zoom elettrico)

Nel 2013 la Canon ha presentato la EOS-1D C che è la prima fotocamera professionale che permette di registrare filmati in formato 4K specificatamente progettata per l’uso cinematografico. Nel 2014 la Panasonic ha presentato la Lumix GH4 una fotocamera EVIL che permette di registrare filmati in formato 4K.

la fotocamera CANON EOS 1D C è la prima reflex professionale specificatamente progettata per le riprese che permette filmati in 4K. La fotocamera PANASONIC LUMIX GH4 è la prima fotocamera EVIL che permette filmati in 4K

Nel caso del cinema le prime cineprese commerciali nel formato 4K sono dell’azienda Dalsa Origin intorno al 2005. In commercio è stata lanciata la Red Epic Dragon che ha raggiunto la risoluzione di 6K.

la Red Epic Dragon è una cinepresa professionale che permette di girare filmati nel formato 6K

Registrare un video con una reflex digitale non sarà come fotografare, bisognerà ragionare in maniera cinematografica e dovremo utilizzare altri parametri nell’impostazione della fotocamera. Con riferimento ad un fotocamera Nikon D3200 imposteremo:

  • La risoluzione video: la qualità del video, questo parametro è legato al suo uso. Con una risoluzione alta otterremo una qualità migliore (Full HD) ma per ottenere risultati buoni saremo obbligati ad utilizzare accessori con ottime prestazioni, ad esempio avremo bisogno di una scheda di memoria con una capacità elevata (parecchi Gbyte per filmati lunghi) e contemporaneamente la velocità di scrittura della scheda dovrà essere alta (una velocità continua di almeno 10 Mbyte al secondo). In pratica dovremo usare un supporto adeguato ma costoso.
  • Il frame rate: il numero dei fotogrammi al secondo per la ripresa. In Italia si usa lo standard televisivo PAL che funziona a 25 fotogrammi al secondo e sarà necessario, per riprese fluide, impostarlo allo stesso valore. Nel caso in cui si volessero effettuare delle riprese rallentate (slow motion) dovremo utilizzare il valore di 50 fotogrammi al secondo. Valore che però risulta impostabile solo a risoluzioni meno elevate delle massima.
  • Il Picture Control: i controlli necessari alla corretta esposizione, dovranno essere scelti in funzione del soggetto o della scena ripresa. Inoltre utilizzando i valori predefiniti o quelli automatici dovremo stare molto attenti alle condizioni in cui effettuiamo la ripresa, ad esempio un controluce. Se utilizziamo i valori corretti in fase di acquisizione sicuramente risparmieremo molto in tempo in post produzione.
  • La sensibilità ISO: la sensibilità del sensore alla luce. Più è bassa, compatibilmente con la luminosità ambiente, e minore sarà la quantità di rumore digitale acquisito.
  • La temperatura colore: il corretto bilanciamento del bianco per la scena.
  • La velocità dell’otturatore: il tempo, per ogni fotogramma, in cui l’otturatore rimane aperto permettendo il passaggio della luce, in questo modo viene determinata la corretta quantità di luce necessaria. Normalmente sarà necessario almeno l’inverso del doppio del frame rate per ottenere un movimento fluido e piacevole come al cinema. In pratica dovremo impostare un 1/50 di secondo per lo standard PAL e nel caso di slow motion un 1/125 di secondo. Se possibile si dovrebbero utilizzare tempi ancora più veloci. Con bassa illuminazione si dovranno abbassare i tempi ma si possono presentare effetti di mosso. Per le riprese con luce al “neon” sono necessari tempi multipli di 50Hz, la frequenza della rete elettrica (Europa), per evitare l’effetto “flichering”.
  • Il diaframma di lavoro: l’area dell’apertura dell’obbiettivo durante la ripresa. Con valori bassi avremo il passaggio di una grande quantità di luce. Durante la ripresa la fotocamera dovrà funzionare in modalità Live View ed alcune funzionalità (ad esempio la messa a fuoco) subiscono delle notevoli variazioni. All’attivazione del Live View il diaframma si posizionerà al valore impostato.
  • L’esposizione: la corretta coppia dei tempi e dei diaframmi. Nei video a differenza della fotografia il tempo di esposizione rimarrà quasi sempre costante (1/50 s) e si agirà sul diaframma.
  • La messa a fuoco: la corretta esposizione focale sul sensore di acquisizione. È consigliabile utilizzare l’impostazione manuale.
  • L’audio: il sistema di acquisizione del sonoro. Possiamo regolare il volume dell’audio fino ad arrivare alla sua esclusione, in questo caso il sonoro sarà aggiunto in post produzione. La posizione interna del microfono incorporato nella fotocamera ne limita tantissimo la qualità nel caso di registrazioni professionali. Sarà assolutamente necessario montare un microfono esterno di buona qualità.

alcune impostazioni possibili nel menu di ripresa per la Nikon D3200. Un menu simile è adottato dalla Nikon D7100

Possiamo pensare, come buona norma, prima di iniziare le riprese, di eseguire ed analizzare un piccolo filmato di prova per poter eventualmente correggere le prime impostazioni adottate. Dopo l’eventuale correzione delle impostazioni saremo pronti per le riprese video.

Il passo finale sarà la post produzione. Nei processi fotografici professionali con la post produzione si può fare il fotoritocco (la correzione del colore, l’applicazione dei filtri, etc.). La post produzione è presente in ogni lavoro professionale (pubblicità, moda etc.).

A maggior ragione nel caso della processi cinematografici, dopo le riprese si procede mediante la post produzione ma in modo diverso poiché vanno gestiti i processi che riguardano sia la parte visiva che quella sonora. Anzi possiamo dire che se vogliamo realizzare non un semplice filmato da mettere su YouTube dovremo “quasi necessariamente” eseguirla.

Nel caso di lavori professionali ci saranno degli specialisti per ogni fase ma le operazioni in ogni caso saranno:

  • Il montaggio, il riordino delle scene girate per il film utilizzando degli opportuni software (film digitale) o una moviola (film analogico).
  • La gestione delle musiche in sincronia con il film montato.
  • L’applicazione degli effetti speciali visivi (ad esempio i titoli).
  • L’aggiunta degli effetti speciali sonori (le voci fuori campo o il doppiaggio).
  • la sincronizzazione di tutti gli effetti.
  • Il rendering finale. Questa procedura richiederà l’uso di software specialistici e degli elaboratori con ottime caratteristiche anche nel caso di lavori artigianali.

Tutte queste procedure per essere correttamente applicate richiedono molto più tempo di quello utilizzato per girare il film.

L’utilizzo di una fotocamera reflex permette di sfruttare la gamma dei suoi obiettivi ed avere a disposizione le funzioni di una cinepresa digitale ma ad un prezzo inferiore. Un difetto notevole rispetto ad una video camera è la mancanza del pulsante per lo zoom elettrico della focale, fare la zoomata a mano produce dei risultati poco precisi.

In generale per ottenere un buon risultato dovremo:

Pianificare le riprese: fare delle riprese senza organizzazione non è semplice, “bisogna” prevedere le scene da riprendere e quando eseguirle.

Usare le impostazioni manuali: la scena di un video varia continuamente, specie con soggetti in movimento, e di conseguenza gli aggiustamenti dovuti agli automatismi vanno ad inficiare la ripresa.

Usare un supporto a spalla o un treppiede efficiente per avere la stabilità. Sono sicuramente di aiuto anche delle slitte su cui montare tutti gli accessori (gli illuminatori, il microfono, etc.).

quando utilizziamo una fotocamera per filmare una scena è molto importante che il sistema sia ergonomico. Si trovano in commercio tutta una serie di accessori come un mirino elettronico utilizzato come oculare o delle staffe di supporto per ampliare il sistema. Vediamo la stessa fotocamera senza accessori in basso a sinistra

Se prendiamo in considerazione le fotocamere che permettono di fare i filmati notiamo subito che oltre a quelle di tipo reflex troviamo le fotocamere EVIL (Electronic Viewer Interchangeable Lens = Mirino elettronico, Obiettivo intercambiabile).

la fotocamera mirrorless Hasselblad X1D è una medio formato che permette filmati in Full HD

Quindi se siamo interessati ad eseguire dei piccoli cortometraggi con la nostra fotocamera andiamo ad analizzare alcune significative proposte commerciali tra le tante altre (ovviamente i prezzi sono puramente indicativi e variano molto a seconda degli accessori utilizzati).

  • Sansung Galaxy S7 permette di girare filmati in 4K, (550 euro) [smartphone]
  • Apple iPhone 7 permette di girare filmati in 4K (650 euro) [smartphone]
  • Canon EOS-1D C (7000 euro) [fotocamera professionale per uso cinematografico]
  • Canon PowerShot SX610 HS permette di girare filmati in HD (250 euro) [fotocamera compatta]
  • Panasonic Lumix GH4 permette di girare filmati in 4K (1000 euro) [fotocamera EVIL].
  • Nikon D5 filmati in 4K a 30 f/sec (6000 euro) [fotocamera professionale]
  • Nikon D3200 filmati in Full HD (500 euro) [fotocamera]
  • Hasselblad X1D mirrorless a medio formato con video in Full HD (13000 euro) [fotocamera professionale]
  • GoPro Video camera HERO4 Silver Edition (350 euro) [web cam]
  • Red Epic Dragon cinepresa digitale per filmati in 6K (50000 euro) [cinepresa professionale]
  • Sony AX1 Handycam® professionale per il 4K (4500 euro) [camcorder professionale]
  • Canon EOS C500 camcorder permette di girare filmati in 4K (15000 euro) [camcorder professionale]

Con la tecnologia attuale anche alcuni smartphone permettono di girare dei video fino al formato 4K. In generale il costo degli apparati commercializzati per questa risoluzione è però troppo alto per un utilizzo di massa.

Personalmente per i professionisti vedo sempre una netta differenza tra la ripresa video e la fotografia. La qualità richiede delle tecnologie specialistiche piuttosto che una tecnologia che le racchiuda entrambe. Personalmente trovo il sistema della mia Canon poco ergonomico mentre giro dei video, dovendo utilizzare la modalità Live View bisogna tenere la fotocamera davanti al volto, ed inoltre il pulsante di attivazione del video è poco visibile come il segnale di acquisizione dei video. Apprezzo di avere in un unico dispositivo sia la fotocamera che la cinepresa ma abbastanza raramente ho sfruttato questa risorsa. L’uso più comodo che ho personalmente apprezzato è stato di poter girare dei filmati di backstage durante un set fotografico.

 

FRANCESCO

questo articolo è stato pubblicato sulla rivista FOTOGRAFARE 12 (Dicembre) del 2016 nella rubrica di ALTA FOTOGRAFIA.

P.S. Visto il tempo trascorso dalla pubblicazione va precisato che l’impianto tecnico dell’articolo è sempre valido ma risulteranno poco attendibili le eventuali ricerche di mercato o le scansioni temporali dei prodotti fotografici citati nel medesimo.

 

 

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