Trasferimento TALLINN RIGA

by / mercoledì, 31 Ottobre 2018 / Published in Il blog, Viaggiare

 

TRASFERIMENTO da TALLINN a RIGA

VIAGGIO NEI PAESI BALTICI 2018

 

  

Come letto sul sito di una traveller blog per andare da Tallinn a Riga invece di prendere l’autobus diretto mi sono prenotato un viaggio in minivan (8 persone più la guida, che era anche l’autista) con una serie di tappe intermedie per scoprire qualche sito interessante tra le due località.

Appuntamento presso il centro informazioni turistiche di Tallinn, caricato il bagaglio e dopo le presentazioni con i compagni di viaggio e la guida …. si parte.

Durante il viaggio, che dura in ogni caso diverse ore (senza tappe oltre 4 ore, ci sono da percorrere oltre 300 chilometri) le varie tappe oltre a visitare i posti servono anche ad interrompere la monotonia del viaggio.

La prima tappa è stata la cittadina di Viljandi (in tedesco: Fellin, in polacco Felin) è posizionata nell’Estonia meridionale, capoluogo della contea di Viljandimaa, con circa ventimila abitanti caratterizzato da un insieme di edifici del XIX secolo molto gradevole da girare a piedi, ci si sente subito immersi in un’atmosfera di altri tempi. Sorge lungo le rive del fiume Valouja ed è nota per le rovine del suo castello, posto a sud del centro cittadino e fondato dai Cavalieri Portaspada. La città era l’antica sede della Chiesa evangelica luterana estone.

Viljandi si trova a 160 chilometri a sud di Tallinn, lungo la strada che porta verso Valga che è posizionata esattamente sul confine tra la Lettonia e l’Estonia. Viljandi si trova su una vallata con al centro il lago di Viljandi. Da qui, avendo più tempo del nostro, si può facilmente raggiungere le bellezze naturali del Parco Nazionale di Sooma o rilassarsi nei numerosi agriturismi immersi nella campagna.

Il castello di Viljandi (estone: Viljandi ordulinnus, tedesco: Ordensburg Fellin), di cui sopra vediamo una ricostruzione, iniziò la costruzione nel 1224 sul sito di un antico castello conquistato dai crociati di Sword Brethren e per molto tempo fu uno dei castelli più forti della Lettonia. Fù distrutto nelle guerre polacco-svedesi all’inizio del XVII secolo ed attualmente le sue rovine ora formano una popolare area di villeggiatura.
Il castello fu gestito dai Cavalieri Teutonici tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Nei secoli seguenti il castello fu ampliato e fortificato ulteriormente fino al XVII secolo e dopo la sua distruzione non è stato più riparato. Nel XVIII secolo, le rovine sono state utilizzate come cave di materiali.
Un palcoscenico all’aperto si trova nell’ex cortile centrale e quando lo abbiamo visitato era utilizzato da una maestra con la sua scolaresca per fare ginnastica all’aperto.

 

La seconda tappa è stata la cittadina di Valga (Valga in Estonia e Valka in Lettonia) ed il suo museo militare (Valga Militaarteemapark-Muuseum).

Storicamente le tre repubbliche baltiche sono sempre state terre di conquista, prive di confini geografici ben definiti, essendo il territorio quasi totalmente pianeggiante.

Nel 1918 la divisione dei territori di Estonia e Lettonia divenne problematica poiché rispettivamente il 24 febbraio e il 15 novembre, i due paesi proclamarono la loro indipendenza dalla Russia. Nel 1920 una commissione internazionale guidata dal colonnello inglese Stephen Tallents definì il confine fra Lettonia ed Estonia. Simbolicamente viene scelta la città di Walk, fondata dai teutonici nel tredicesimo secolo e importante snodo ferroviario della regione. Dopo essere stata per oltre sette secoli un’entità amministrativa unica, viene divisa in due città gemelle. A sud, in Lettonia, Valka; mentre a nord in Estonia Valga. Le due città vivono assieme l’occupazione sovietica. Nel 1991 Estonia e Lettonia tornano ad essere due stati indipendenti e il confine stabilito nel 1920 torna a segnare la vita quotidiana dei cittadini. Valga e Valka sviluppano una gestione amministrativa autonoma e adottano una valuta diversa. Per andare da una parte all’altra della città era necessario esibire un passaporto.

Nel 2007 entrambi i paesi entrano nell’Unione Europea ed il confine diventa una formalità.

Abbiamo visitato il piccolo Museo Militare (Valga Militaarteemapark-Muuseum). Il museo racconta la storia militare dei paesi che sono stati invasi più volte e di conseguenza hanno sviluppato un forte senso nazionale. La guida ci ha raccontato anche le sue storie durante i periodi di transizione. Per il mio gusto personale gli oggetti esposti sono difficili da capire per un turista poco esperto della storia locale, ma la visita alle sue curiosità risulta piacevole.

La terza tappa è stata il Parco Nazionale di Gauja (Gauja National Park).

Nel parco troviamo la ricca natura dell’antica valle del fiume Gauja e le sue aree circostanti, abbiamo una grande diversità di specie di piante, uccelli e insetti.
Le origini della valle risalgono a più di 350 milioni di anni fa quando il terreno è stato modellato dai ghiacciai alla fine dell’era glaciale. Il Gauja, il fiume più lungo della Lettonia (452 km), si snoda attraverso il parco nazionale e già dall’antichità era una importante via commerciale per gli insediamenti posti sulle sue rive. Nel 13 ° secolo furono costruiti vari castelli in pietra e le città si svilupparono attorno a questi castelli.

Oggi il parco si divide in leggende del passato e moderni luoghi di svago. Il modo migliore per viverlo è fare escursioni, anche in bicicletta, a cavallo o in barca lungo il fiume. Purtroppo il tempo, anche meteorologico a causa pioggerellina, del nostro gruppo era poco e ci siamo limitati ad una passeggiata lungo le passerelle che costeggiano le rive di arenaria piene di grafiti. Passaggio nel punto più alto della Lettonia, poco oltre i 300 metri sul livello del mare, e si prosegue.

 

La quarta tappa è stata la cittadina di Cēsis (tedesco: Wenden, estone: Võnnu). È una città Lettone di circa 18.000 abitanti situata sull’altopiano del Vidzeme centrale. Cēsis si trova sulla valle del fiume Gauja in una zona boschiva.

La città fu fondata nella seconda metà del XIII° secolo. La città era circondata da un muro di pietra con otto torri e cinque porte. Al centro erano posizionati il mercato e la chiesa di San Giovanni. A difesa era stato eretto il castello di pietra dell’Ordine di Livonia con le sue tre torri fortificate.

La prima costruzione è stata un castello fortificato in legno. Il castello di 18 metri di altezza con il suo sistema di fortificazione parzialmente conservato è ancora visibile nel parco del castello. Questo insediamento controllava le principali rotte commerciali da ovest a est. I crociati tedeschi detti i Fratelli della Spada Livonia iniziarono la costruzione in pietra che venne usato come residenza per il Maestro dell’Ordine. Nel 1577 la guarnigione distrusse il castello per impedire che cadesse sotto il controllo di Ivan il Terribile. Dopo la conquista Svedese fu ricostruito e nuovamente distrutto nel 1703. Dal 1949, il Museo Storico Cisano è situato nel Nuovo Castello. Il parco del castello, progettato nel 1812, ha molte piante esotiche ed un laghetto che riflette le rovine del castello.

L’ultima tappa è stata la pista di bob e slittino di Sigulda (Bob trase). La pista si trova nella città di Sigulda, in via Šveices 13. La pista è stata costruita nel 1986 dalla gestione russa che volevano replicare la stessa pista che si trova in Iugoslavia (come si vede chiaramente dalla scritta impressa nel cemento “GRAMING SARAJEVO JUGOSLAVIJA”. È lunga 1200 + 220 metri ed formata da 16 curve. In pista dai professionisti sono state raggiunte velocità di 125 km l’ora.

Prima che le piste ghiacciate artificiali russe fossero costruite a Paramonovo e Sochi la pista di Sigulda era l’unica pista nell’Europa orientale. Dalla rampa di partenza per gli uomini, posta più in alto rispetto a quella per le donne, c’è una vista panoramica sulla valle del fiume Gauja, sulla città di Sigulda e sulla pista stessa.
La pista, per la folle somma di 0,60 euro – dimezzata per i bambini, può essere visitata tutti i giorni dalle 8,00 alle 20,00. Saliti con l’ascensore al sesto piano della struttura siamo ridiscesi camminando lungo i giri della pista fino alla partenza donne.

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