TIME-LAPSE CON LA FOTOCAMERA

by / venerdì, 30 ottobre 2020 / Published in Alta Fotografia, Fotografia, Francesco, Il blog, Per non dimenticare

 In Memoria di Francesco

Questo articolo fa parte di quelli di alta fotografia sono, come da indice, già pronti sempre fatti da Francesco, del resto sono articoli che furono pubblicati sulla rivista Fotografare. Ho  dovuto, però, impaginarlo, spero di averlo fatto nel modo più vicino possibile al suo. Tutti gli altri saranno pubblicati con la stessa cadenza che usava lui, i due Sarchiaponi non si fermano… Ciao Francesco. 

TIME-LAPSE CON LA FOTOCAMERA

Quando riusciamo a fare scorrere il tempo a nostro piacimento

Se vogliamo vedere lo sbocciare di un fiore o un paesaggio che muta durante l’alternanza della notte e del giorno abbiamo due possibilità: passare ore a vedere sempre la stessa scena o ricorrere alla tecnica cinematografica del Time-Lapse. Questa tecnica ci permette di velocizzare in modo notevole il tempo così da poter vedere in modo apprezzabile dei fenomeni naturali, il movimento delle stelle ad esempio, troppo lenti per l’occhio umano.

1- nelle riprese NORMALI vengono acquisiti 24 fotogrammi al secondo ed il proiettore utilizza sempre 24 fotogrammi al secondo. In questo modo vedremo durante la proiezione la scena con la stessa velocità con cui viene ripresa. Nelle riprese in TIME-LAPSE viene acquisito, nel caso proposto, un singolo fotogramma ogni quattro. Durante la proiezione viene utilizzata la stessa velocità per la visione. In questo modo avremo la sensazione che il tempo scorra 4 volte più velocemente della realtà.

 

 

 

 

 

 

Procediamo con ordine ed analizziamo il materiale che ci serve per realizzare un filmato Time-Lapse:

  • La fotocamera: è il primo dispositivo necessario ed in particolare possiamo usare:
    • Gli smartphone possiedono una fotocamera, spesso di buona qualità, che in condizioni di luce non critiche eseguono buone fotografie, inoltre permettono di installare qualche applicazione dedicata alla fotografia Time-Lapse, in pratica viene realizzato un intervallometro mediante il software. Ad esempio IguanaLapse per il sistema Apple e Time-Lapse – Lite per il sistema Android;
    • Le fotocamere compatte, specie quelle di fascia alta, possiedono a volte un intervallometro o possono installare dei firmware che supportano tale funzionalità
    • Le fotocamere reflex sono quelle che permettono la qualità più alta ad un prezzo adeguato.
  • L’intervallometro: è un dispositivo elettronico che ci permette di controllare lo scatto della fotocamera secondo un valore temporale ripetuto a propria scelta. Il dispositivo può essere integrato nella fotocamera oppure può essere esterno.
    • Alcune fotocamere Nikon, ad esempio la Nikon D3, possono attivare dal menù un intervallometro “Interval Timer Shooting”. Anche alcune compatte possiedono questa opzione.
    • La Canon non produce fotocamere con questa funzione integrata ma vende l’accessorio specifico Canon TC-80N3. Inoltre è possibile utilizzare il software a corredo con le fotocamere (le EOS Utility) che non comporta ulteriori spese ma necessita della connessione diretta e costante tra un laptop/smartphone ed il corpo macchina.
2- esistono diversi tipi di intervallometri. Possono essere inseriti in un telecomando o possono essere dei dispositivi collegati direttamente alla fotocamera con un cavo.

 

 

 

 

Un treppiede: non è essenziale ma sicuramente ci aiuta a mantenere l’inquadratura costante. Deve essere stabile e possibilmente alla nostra stessa altezza visiva.

3 – un treppiede stabile e di altezza opportuna (occhi umani) permette di effettuare comodamente delle buone riprese.

 

  • I filtri ND: sono necessari se vogliamo utilizzare tempi lunghi anche durante la giornata.
  • Un battery grip: la fotocamera va alimentata in modo continuo e senza interruzioni (non è possibile cambiare la batteria senza alterare l’inquadratura), l’alimentazione va quindi curata in modo adeguato.
  • Software di post-produzione: dopo aver scattato la sequenza dei fotogrammi è necessario assemblare tutto il filmato. Si può utilizzare PhotoLapse3 (gratuito), QuickTime Pro (circa 25€), Adobe Lightroom con il plug-in LRTimelapse.

Tra gli intervallometri commerciali troviamo, ad esempio, della Phottix il modello TR-90 (funziona in Wi-Fi fino a 60 metri per fotocamere Nikon, Canon, Olympus e Sony). Della Aputure (programmabili e comodi). Della gentLED-AUTO (dispositivo ad infrarossi che permette di scattare ad intervalli prefissati). Un telecomando programmabile è la soluzione ideale.

4 – alcune fotocamere Nikon (sia compatte che reflex) presentano al loro interno un intervallometro che può essere gestito dal menù.

I risultati del nostro lavoro possono portarci a due diversi prodotti ma entrambi di sicuro effetto.

  • Un singolo fotogramma che includa tutta la sequenza temporale
  • Un filmato che riproduce la nostra creazione

Ovviamente il filmato ci richiederà di elaborare una mole maggiore di informazioni. In ogni caso per ottenere un buon risultato dovremo:

  • Scegliere il soggetto da fotografare: potendo variare il tempo si può raccontare una storia invisibile ad occhio nudo, dopo averla scelta pensiamo a come rappresentarla.
  • Piazzare la fotocamera sul treppiede: questa è l’operazione preliminare e, utilizzando la livella dello stesso o della fotocamera, posizioneremo il sistema con l’inclinazione scelta.
  • Impostare la fotocamera:
    • Svuotare la memoria, averla libera permetterà di fare sequenze di scatti più lunghe.
    • Scegliere il formato della fotografia. Il formato RAW ne produce di ottima qualità ma necessita di grandi quantità di memoria ed inoltre ha bisogno di un maggior tempo per la post-produzione delle immagini. Il formato JPEG funziona esattamente al contrario ma con una qualità inferiore, a parità di formato. Spesso le fotocamere di fascia alta permettono di scattare contemporaneamente in sRAW + sJPG, cioè entrambi i formati ma con dimensioni ridotte (di qualità sempre più alta di un video Full HD) che rappresenta un buon compromesso tra le esigenze contrapposte.
    • Utilizzare il Live View, se possibile, per la messa a fuoco. Dopo aver selezionato il punto preciso per la messa a fuoco conviene passare alla modalità manuale con il doppio vantaggio che il punto non può cambiare e si risparmierà il consumo delle batterie. Inoltre si riduce al minimo il flickering.
    • Impostare la modalità di scatto, per evitare fastidiose variazioni conviene mettere sul manuale: la modalità di scatto, il valore ISO, il bilanciamento del bianco e la messa a fuoco.
    • Scegliere il tempo ed il diaframma. La scelta del tempo va fatta con attenzione poiché se si usa un tempo troppo piccolo nel video finale si perde la fluidità del movimento. Una regola empirica fissa il valore a meno della metà dell’intervallo tra due scatti (scattando con un intervallo di 5 secondi si dovrebbe usare il tempo di 1,6/2,5=0,64 secondi arrotondati a un mezzo). Per intervalli maggiori ed in pieno sole diventa impossibile applicare questa regola a meno di utilizzare dei filtri ND oltre ad usare bassa sensibilità ISO ed un diaframma chiuso.
  • Impostare l’intervallometro: poiché il tempo di persistenza della retina è di 1/20 di secondo, utilizzando lo standard televisivo, ogni secondo si trasmettono almeno 25 fotogrammi, un minuto di filmato necessita quindi di 1500 fotogrammi. Supponendo di scattare ogni 4 secondi per acquisire lo stesso filmato ci vorranno 4*1500=6000 secondi cioè 1 ora e 40 minuti. Nella tabella successiva vengono riportati dei valori tipici a seconda delle scene. Al tempo di scatto del fotogramma bisognerà sempre aggiungere quello necessario al suo salvataggio.
  • Iniziare l’acquisizione: ogni tanto è buona norma, mediante il preview, controllare la singola acquisizione ed eventualmente cambiare le impostazioni in modo graduale facendo la massima attenzione a non muovere la fotocamera.
  • La postproduzione: finita l’acquisizione inizierà il processo di elaborazione dei fotogrammi fino ad arrivare al risultato finale.
5 – la Canon produce un telecomando TC-80N3 che possiede anche la caratteristica di programmare la sequenza di scatto.

Uno dei disturbi più fastidiosi è il “flickering” ma possiamo eliminarlo utilizzando vari software: Il programma LRTimelapse (economico) è la soluzione più conosciuta. Il programma TLTools (gratuito sia per PC che per Mac) è molto utilizzato.

I Time-Lapse trovano applicazioni in vari campi come ad esempio in astrofotografia, in flow motion (con il termine hyperlapse si intendono i Time-Lapse realizzati con la fotocamera in movimento) oppure in combinazione con la tecnica HDR (ampia gamma dinamica). MSU Deflicker è un plug-in gratuito per il software Virtual Dub. il software di Adobe After Effects dopo aver utilizzato Lightroom prima, con il plug-in LRTimelapse permette di assemblare il video.

6 – il Battery grip permette di aumentare il numero dei scatti possibili per la fotocamera. Possono montare contemporaneamente due batterie o le comuni batterie alcaline (che possiamo trovare anche in tabaccheria).

 

 

La sequenza delle operazioni di post-produzione è fortemente dipendente dal software utilizzato e dalla qualità finale desiderata ma in linea generale si può ricondurre alle seguenti operazioni: creare una rapida anteprima, operare un primo processamento approssimato delle singole immagini cominciando da quella campione (contrasto, colore, etc.), elaborare l’intera sequenza delle immagini, eseguire il rendering del filmato ed infine esportarlo nel formato voluto.

La tabella seguente riassume dei valori indicativi per i tempi d’esposizione e intervalli consigliati (i valori produrranno un minimo di scia per rendere il filmato fluido, Per questi tempi di esposizione a volte sono necessari i filtri ND):

Soggetto

Esposizione (sec.)

Intervallo (sec.)

Persone vicine 0,2 2
Persone lontane 0,2 2
Traffico diurno 0,1 1
Traffico notturno 1 2
Nuvole veloci 0,1 1
Drive-lapse 0,1 1
Tramonti o albe Variabile Da 2 a 4
Nuvole lente 0,1 Da 2 a 4
Sole (senza nuvole) 0,1 Da 5 a 20
Luna 0,1 Da 5 a 20
Ombra 0,1 Da 5 a 20
Stelle Variabile a seconda della formula
(600/lunghezza focale). Da 15 a 60
Esposizione +
Tempo di salvataggio

 

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Registriamo inoltre che si possono trovare, per varie fotocamere Canon, una serie di firmware, Magic Lantern o CHDK (Canon Hack Development Kit) basati su piattaforme aperte e gratuite che permettono non solo di realizzare delle estensioni non presenti in quelli originali (ad esempio i misuratori audio, fattori di crop personalizzati, lo scatto in bracketing maggiore di 3 esposizioni etc. e naturalmente un intervallometro) ma anche di crearne delle proprie. Questi firmware con creano problemi poiché utilizzano un avvio differente del sistema operativo della macchina che viene copiato su una memory card. La versione originale Canon viene ripristinata togliendo la memory card dalla fotocamera.

                       7 – un esempio di fotografia con la tecnica del Time-Lapse.

In rete si trovano dei siti specializzati dove si possono vedere moltissimi esempi, specie di filmati, e trovare tante informazioni tra cui dei tool per calcolare i tempi di scatto sulla base delle nostre idee da realizzare. Un sito veramente ben fornito è il seguente: http://timelapseitalia.com/ .

                       8- Un altro esempio di fotografia con la tecnica del Time-Lapse.

 

Personalmente questa trovo questa tecnica affascinante e cercherò di approfondirla.

FRANCESCO.

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista FOTOGRAFARE 3 (Marzo) del 2017 nella rubrica di ALTA FOTOGRAFIA.

P.S. Visto il tempo trascorso dalla pubblicazione va precisato che l’impianto tecnico dell’articolo è sempre valido ma risulteranno poco attendibili le eventuali ricerche di mercato o le scansioni temporali dei prodotti fotografici citati nel medesimo.

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