Tikal, la più estesa delle citta Maya.

by / venerdì, 08 marzo 2019 / Published in Il blog, Popoli e Civiltà

Siamo in Guatemala, Tikal è nel dipartimento di Peten e fa parte del parco nazionale di Tikal, il sito è annoverato come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. I resti di questa città Maya sono adir poco affascinati, non a caso è divenuta, nel tempo, una delle maggiori mete turistiche della Mesoamerica, è a circa trenta chilometri da Santa Elena e da Flores. Il sito è su una pianura ricoperta da una foresta pluviale ricca di flora e fauna, qui ci sono gli alberi consacrati dai Maya, i Ceiba; notevole è la presenza di Mogano e di cedri. Variopinta è la fauna, qui hanno la loro casa: gli aguti, roditori grandi quanto un coniglio; le atelinae, sottofamiglia di scimmie; le scimmie urlatrici; i pavoni; i tucani; i pappagalli verdi; le famose formiche tagliatrici di foglie; i giaguari; i coati, specie di mammiferi appartenenti alla famiglia dei Procionidi. La nascita di Tikal risale al VII secolo a.C., in quest’epoca si stabilirono i primi Maya in questa zona, scelsero un luogo selvaggio per vivere indisturbati, però è solo nel 200 a.C., che iniziano a sorgere i primi edifici. Tikal, quindi, è uno dei più antichi siti Maya sul suolo guatemalteco, divenendo, alla fine del periodo Preclassico, uno dei centri regionali, sia politico sia religioso. Il parco nazionale di Tikal, dove la città Maya fu edificata, ha un’estensione di ben cinquecento cinquanta chilometri quadrati, e vi sono molti complessi risalenti a questa civiltà. L’area centrale della città si sviluppa su sedici chilometri quadrati, al suo interno furono edificati oltre quattromila strutture, alcune delle quali si sono conservate quasi integre. Ma torniamo alla storia e alla sua cronologia, non si sa molto di questa città, non almeno sino a quando salì al trono Chak Tok Ich’aak, nel 360 d.C., da qui in poi i dati che sono giunti sino a noi sono più consistenti. Infatti, sono molti i manufatti di ceramica e i monumenti su cui spicca il nome di questo sovrano, la città nel frattempo era divenuta fiorente, probabilmente, nell’area, era diventata politicamente molto potente e importante. Tikal per molto tempo fu un centro religioso importante, ma anche un crocevia commerciale molto strategico, nonostante la città visse successioni al trono, molto animate. Nel 378 la città fu invasa dall’esercito di Teotihuacan, che all’epoca era la maggiore forza militare della Mesoamerica, Chak Tok Ich’aak era morto da poco tempo e all’arrivo delle truppe teotihuacano ancora no vi era il successore. Sul trono salì Yax Nuun Ahyiin I, figlio del re di Teotihuacan e di una principessa Maya di Tikal, mentre regnava questo sovrano a Tikal si fece un grande uso d’iconografia teotihuacana, in tutto quello che era arte pubblica, anche il sovrano fu sempre ritratto nello stesso stile. Le cose cambiarono totalmente quando salì al trono il Siyaj Chan K’awiil II, infatti, questo sovrano fece erigere una stele, definita trentuno e che divenne molto celebre, dove la sua figura è abbigliata come re Maya, mentre, al suo fianco vi è l’immagine di suo padre in uniforme teotihuacana. È da precisare che l’immagine del padre compare in entrambi i fianchi. Un, definiamolo così, quasi mistero che è ancora privo di risposte definitive, ma che continua a essere oggetto di studio. Tikal raggiunse il massimo replicas relojes splendore tra l’VIII e il IX secolo, la città fu edificata, rispettando il codice simbolico corrispondente alle credenze cosmiche e universali dei Maya, di conseguenza i templi più importanti furono costruiti presso la Grande Piazza Centrale, Il centro di culto è composto di sette complessi architettonici che ospitano stele e altari, mentre l’Acropoli probabilmente era a uso residenziale. Nel suo massimo splendore a Tikal si potevano ammirare oltre duecento templi cerchiamo di analizzare qualcuno di essi: Un lungo sentiero immerso nel verde conduce alla zona della Gran Plaza, qui s’incontra subito al cosiddetto Tempio 1, ovvero il tempio del Gran Jaguar, si tratta di una mastodontica costruzione piramidale eretta nel 734 per raccogliere le spoglie del re Luna Doppio Pettine. Sulla sommità del tempio, che è alto quarantaquattro metri, fu posto un piccolo recinto che a sua volta presenta tre piccole stanze coperte da una falsa volta. Il corredo funerario era molto imponente e vasto ed era composto, tra l’altro, di lische di pastinache, una sorta di razza, circa duecento pregiati oggetti di giada, inoltre c’erano un centinaio di pezzi di osso incisi con geroglifici e tempestati di perle. Difronte a questa costruzione si erge il cosiddetto Tempio 2, detto anche tempio delle Maschere, di altezza leggermente inferiore al precedente, circa quaranta metri, ma di altrettanta imponenza e bellezza, fu costruito come omaggio per la sposa del re confinante, da qui si ha l’accesso all’Acropolis del Norte. Molto importante dal punto di vista storico, qui, infatti, furono rinvenute oltre cento strutture diverse, di cui la più antica fu datata, dagli archeologi, al 400 a.C., il che ha un preciso significato, la zona a quell’epoca era già abitata e fiorente. Sullo stesso lato furono poste due file di stele, quasi sicuramente a ricordo delle imprese più grandi dei re della città e ovviamente a ricordo degli stessi sovrani, rendendo così sacra la loro memoria. A breve distanza vi è la Plaza Oeste, la quale è delimitata dal cosiddetto Tempio 3, o del Gran Sacerdote, fu eretto nel periodo Tardoclassico e ha un’altezza di cinquantacinque metri, oggi privo di copertura.

Imboccando una delle molte vie sacre, quella rialzata denominata Tozzer, si può osservare e ammirare il cosiddetto Tempio 4, denominato del Serpente bicefalo ed è alto la bellezza di sessantaquattro metri. Tikal ha varie zone ancor oggi misteriose, sicuramente quella di maggiore impatto visivo è l’Acropolis Central, si tratta di un complicatissimo labirinto che fu ritenuto, dagli studiosi una residenza adibita a ospitare i nobili della città, studi più approfonditi hanno evidenziato che, le sale di questo edificio furono cambiate e modificate più volte nel corso dei secoli. Venne, quindi, avanzata l’ipotesi che questo edificio fosse la residenza di una famiglia nobile o addirittura di quella reale, da qui l’esigenza di eseguire lavori per adattare, le sale, alle diverse esigenze che man mano cambiavano. A sud della Gran Plaza vi è l’Acropolis del Sur, dove svetta il cosiddetto Tempio 5, costruito nel 600 d.C., ed è alto cinquantotto metri, da qui si può osservare l’interessante Plaza de los Siete Templos, nella nostra lingua sarebbe la “Piazza dei Sette Templi”. La caratteristica fondamentale di questa piazza è che presenta, appunto, sette piccoli edifici tutti del periodo Tardoclassico affiancati l’uno agli altri, sembra servissero per le misurazioni astronomiche. A sud ovest della Gran Plaza, si può ammirare il cosiddetto: El Mundo Perdido, si può facilmente intuire che la traduzione Italiana è “Il Mondo Perduto”. Questo è un grande complesso formato da trentotto strutture dominato da una grande piramide costruita proprio nel suo centro, tutte le costruzioni sono di epoche diverse. La piramide, alta trenta metri, è di epoca Preclassica mentre il Templo de las Calaveras, o Tempio dei Teschi, è del periodo Tardoclassico. Quest’ultimo tempio presenta quattro facciate ognuna decorata con stile proprio e diverso dalle altre, durante gli scavi effettuati al suo interno, sono emerse quattro piramidi poste sotto la facciata esterna. In definitiva la monumentale Acropolis del Norte conteneva circa sedici templi, il più grande era alto trenta metri, mentre l’Acropolis del Sur era composta di sette piattaforme con alla sommità la piramide. Nella città sono presenti nove complessi a doppia piramide e numerose vie sacre costruite tra i templi per motivi astronomici ed estetici. Molti sono i bassorilievi che ricoprono gli edifici, attraverso il loro simbolismo, insieme ai geroglifici presenti sulle stele, ci parlano della storia di questa città Maya che fu grande, ma che poi, come molte altre, conobbe un’inesorabile decadenza. Per vari secoli Tikal fu centro politico e religioso molto importante, ma nell’anno 900 inizia la sua fine, nell’anno 1000 non era più abitata e cento anni dopo la foresta, inesorabilmente, si era ripresa l’intera area. La riscoperta del sito avvenne nel XIX secolo ma, gli archeologi prima di studiarla dovettero aspettare, che perlomeno iniziasse, un grande lavoro di pulizia della zona, la maggior parte, della quale, fu eseguita nel XX secolo. La prima esplorazione ufficiale risale al 1848 da allora, Tikal è stata studiata, cartografata, fotografata e ovviamente saccheggiata a piene mani. Non si sa bene perché, ma agli inizi degli anni cinquanta fu costruita una pista non adiacente al sito, bensì all’interno di esso. Finalmente, nel 1979, Tikal fu dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, e le cose cambiarono. Una città “Magica” edificata da un popolo che non conosceva la ruota ma che esprimeva architetture imponenti innovative e meravigliose. Una civiltà che praticava il sacrificio umano, ma conosceva l’astronomia in maniera migliore degli europei dell’epoca. Una civiltà che si è dissolta repentinamente, mente era al massimo del suo sviluppo, una scomparsa dovuta, questa è l’ipotesi ritenuta più probabile, alla siccità, anche se è difficile immaginare una mancanza d’acqua tra tanto verde e a tanta umidità, non a caso si tratta di una foresta pluviale.

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