Teotihuacan, la città dove gli Dei ebbero origine.

by / venerdì, 22 febbraio 2019 / Published in Il blog, Popoli e Civiltà

Un titolo altisonante, ma non troppo, una “Metropoli” precolombiana di cui non si conosce ancora il nome originario, ma in alcuni testi geroglifici della regione Maya compare definita come “Puh”, ossia la regione dei canneti. Il nome Teotihuacan fu dato alla città dagli Aztechi ma solo secoli dopo la sua caduta, la cui traduzione non è univoca, infatti, è tradotto come “Il luogo dove furono creati gli Dei”, oppure “Il luogo di nascita degli Dei” o ancora “Il luogo di coloro che hanno la via degli Dei”. In tempi recenti al glifo, che rappresenta la città, è stata data una traduzione molto diversa, cioè “Il luogo del sacrificio prezioso”. Mettiamo però da parte tutte le incertezze che riguardano il nome, questa città situata nella valle del Messico a circa quaranta chilometri da Città del Messico, rappresenta, oggi, uno dei maggiori siti mesoamericani, considerato primario, dagli archeologi, per la sua storia, i sui misteri e la sua architettura. La leggenda narra che Teotihuacan fu edificata nel luogo dove gli Dei si riunirono per dare origine all’uomo, o meglio dove progettarono e programmarono la creazione. La realtà storica ci dice che l’origine della città e quella dei suoi fondatori è avvolta in un alone di mistero e oggi è soggetto di discussioni tra storici e archeologi. Andiamo, però, con ordine, gli studiosi, per molti anni hanno pensato che questa città fosse stata edificata dalla cultura Tolteca, ma in seguito è stato dimostrato che la costruzione di Teotihuacan è precedente a questa civiltà. L’equivoco nacque dal termine Nahuatl, Toltec che significando grade maestro artigiano, quindi non è detto che sia sempre attribuibile alla civiltà Tolteca, come si è creduto traducendo alcuni scritti Aztechi. A questo punto alcuni studiosi elaborarono l’ipotesi che questa città fosse frutto della civiltà Totonachi, altri, almeno inizialmente, hanno creduto che fosse stato popolo azteco, ma la verità è che quando gli Aztechi scoprirono il sito era già in rovina da qualche secolo. in definitiva la realtà ci dice che l’argomento è tutt’oggi in piena discussione e che per ora resta misteriosa la fondazione di questa città. Sembra che esistano prove che gli abitanti di Teotihuacan provenissero da diverse regioni, è stata comprovata la presenza di etnie Zapoteca, Mixteca e Maya, inoltre, sembrerebbe che, la cultura e l’architettura di questa città furono influenzate da quelle della civiltà Olmeca, che fu considerata la prima di tutte le culture dell’area mesoamericana, da alcuni fu definita “La civiltà Madre”. La nascita di Teotihuacan resta comunque un “Bell’intrigo” da dipanare. Parliamo però di quello che realmente si sa, il sito copre una superficie di ottantatré chilometri quadrati ed è stato, nel 1987, inserito nel patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Non è possibile stabilire una data precisa di fondazione della città e molto probabile che l’edificazione iniziò tra il 300 a.C. e il 100 a.C., certo è che Teotihuacan raggiunse massimo del suo splendore nel periodo compreso tra il 150 d.C. e il 450 d.C., quando divenne il più importante centro della cultura e certamente la più venerata città della storia di tutta la Mesoamerica nel periodo precolombiano. Gli studiosi hanno calcolato che durante questo periodo gli abitanti erano tra i centocinquanta mila e i duecento mila, la cosa che stupisce è la totale mancanza di costruzioni militari e quella di mura fortificate, parrebbe, che la grande influenza che la città ebbe nel territorio fosse legata, piuttosto che alle armi, ai commerci e alla religione. C’è però da dire che la mancanza di fortificazioni non implica necessariamente che la popolazione fosse pacifica e per nulla bellicosa. Si può però dire che almeno in parte, la prosperità della città era data dal controllo dei depositi preziosa ossidiana della vicina Pachuca, non dimentichiamoci che questa pietra vulcanica era utilizzata per la costruire punte di lancia e di frecce, che erano spesso commercializzate. Oltre all’ossidiana le merci che transitavano per la città erano: cotone; sale; cacao per fare cioccolato; piume di uccelli esotici; conchiglie. Inoltre il terreno e le acque abbondanti permettevano la coltivazione di mais; di fagioli; di zucche; di pomodori; di amaranto, una pianta commestibile, usata nell’alimentazione umana e apprezzata per il sapore delicato; di avocado; di fichi; di peperoncini, notevoli e avanzati erano i sistemi d’irrigazione, in essi erano incanalate le acque sorgive. Poiché la zona era paludosa, per la coltivazione usarono, non si sa se questa popolazione fu la prima attuarlo, il cosiddetto sistema chinampa, queste erano isole artificiali galleggianti, che misuravano circa trenta metri di lunghezza per circa due metri e cinquanta centimetri di larghezza, raramente erano più lunghe. Erano costruite puntellando il fondo delle acque basse con dei paletti, creando una forma rettangolare, era così delimitata un’area che, poi, riempita di fango, sedimenti e vegetazione in decomposizione, diveniva idonea alla coltivazione delle piante. Questa tecnica in seguito fu usata con grade successo dagli Aztechi. Completavano la dieta piante selvatiche, insetti, rane, pesci, cervi, conigli, pecari e cani. Nella città esistono prove di produzione tessile, agli abitanti, perlomeno i nobili, avevano un sistema di scrittura proprio, simile, ma di aspetto primordiale, a quello usato dai Maya, generalmente era limitato nell’utilizzo di date e nomi, almeno ciò è quello che è giunto sino a noi. Nel periodo di massimo splendore la città fu anche un importantissimo centro manifatturiero dove lavoravano stabilmente degli ottimi vasai e gioiellieri, più in generale c’era una presenza molto alta di artigiani.

Anche se, come si diceva prima, gli abitanti di questa città conoscevano la scrittura, a noi non sono giunti testi scritti nella loro antica lingua, quello che abbiamo sono i riferimenti a Teotihuacan che ci hanno lasciato i Maya sulle iscrizioni dei propri monumenti. Tuttavia esistono e sono studiati, dei bassorilievi che decorano le vestigia di questa e altre antiche città, alcuni studi sono stati portati avanti anche sui cosiddetti affreschi Wagner che, però sono in collezioni private. Uno studio importane sulla lingua fu fatto da Terrence Kaufman il quale riuscì a provare che il più importante gruppo etnico di Teotihuacan fosse di ceppo Totonaca o Mixteca Zoque. Sembra che la popolazione di questa città praticava una religione similare alle altre mesoamericane, Teotihuacan fu, però un importantissimo centro religioso, ed è probabile che la classe sacerdotale non fosse del tutto estranea al potere politico. Alcuni studiosi hanno formulato l’ipotesi che, diversamente dal solito, fosse donna la loro principale divinità e nello specifico: la Dea Ragno che era una divinità del creatore, molto raffigurata nei dipinti murali e nella scultura, normalmente era dipinta con una maschera simile alla bocca di un ragno con tanto di zanne. Altri Dei rappresentativi della città, e nelle successive culture, furono Chalchiuhtlicue, ossia la divinità di tutte le acque della terra, Tlaloc Dio della pioggia e della guerra, il Serpente Piumato, cioè Quetzalcoatl, il Dio creatore, conosciuto come il vecchio Dio del fuoco, che ritroviamo in quasi tutte le antiche religioni del Centro America. Gli archeologi hanno trovato, nel corso dei loro scavi prove ben precise di riti in cui erano offerti, in sacrificio agli Dei, uomini e animali. I resti di uomini e di animali, fanno pensare che in questa città si credeva necessario placare le divinità, come accadeva in altre culture mesoamericane, in particolar modo era necessario rabbonirsi gli Dei direttamente coinvolti nei cambiamenti climatici e quelli legati alla fertilità. Alcuni ipotizzano che, quando venivano costruiti nuovi edifici o ampliati e rimaneggiati, erano effettuati, per consacrarli, riti che potevano comprendere sacrifici umani. Per molto tempo alcuni studiosi pensavano che tra VII secolo o l’VIII questa città fosse stata invasa, saccheggiata e data alle fiamme, qualcuno aveva anche supposto che il popolo invasore fosse quello Tolteca, l’errore fondamentale fu quello di analizzare solo gli edifici principali, quelli che appartennero alla nobiltà, e i templi, questi, infatti, presentavano tracce d’incendio e quindi la conclusione che tutta la città fosse stata messa a ferro e a fuoco. Studi più approfonditi e più recenti hanno appurato che gli incendi furono circoscritti agli edifici e alle residenze riservate alla nobiltà, quelli popolari, al contrario, risultano essere rimasti quasi intatti, prova questa che stabilisce, con molta probabilità, che l’incendio fu provocato da una ribellione interna. Gli studi più approfonditi degli archeologi hanno, quindi, appurato che l’incendio e la distruzione si limitarono alle principali strutture cittadine, quelle che erano poste lungo il cosiddetto “Viale dei Morti” che era un simbolo del potere. Da frammenti ritrovati di alcune statue si è potuto costatare che loro distruzione fu metodica e i loro resti furono volontariamente dispersi in larghe aree. La domanda principale è: quali fatti hanno provocato la rivolta o eventualmente l’invasione? Gli studiosi sembrano convergere sull’ipotesi di cambiamenti climatici avvenuti tra gli anni 535 e 536, ciò sarebbe dimostrato dall’aumento del ritrovamento di scheletri, di giovani e mal nutriti, relativi a questo periodo. Di conseguenza una mancanza d’acqua o, più in generale, una carestia, potrebbero aver provocato un’insurrezione interna o, eventualmente, un conflitto con i popoli vicini. Il risultato finale fu che dopo questo evento climatico, la più grande città mesoamericana del periodo, rimase popolata per altri due secoli ma, ormai, senza svolgere alcun ruolo, importate o no, nella regione. Beni, per così dire, di lusso e ceramiche di Teotihuacan sono state ritrovate in alcune ricche sepolture in varie regioni messicane tra cui i centri Maya di Tikal e Copan. Sono stati trovati affreschi su cui sono rappresentati guerrieri con dardi e scudi rettangolari, i quali sulla testa portano copricapi di piume. Com’era strutturata la città, o meglio quale forma aveva Teotihuacan? Partiamo dal lungo viale centrale che fu chiamato “Viale dei Morti“, Miccaohtli in lingua Nahuatl, questo perché, lungo il viale stesso, s’innalzano delle basse piattaforme che gli Aztechi per primi e gli Spagnoli poi, credettero fossero i tumuli funerari dei nobili. Evidentemente non conoscevano le abitudini e i costumi funerari degli abitanti di questa città, in realtà un po’ particolari, infatti, solevano cremare i corpi dei defunti e seppellire le loro ceneri sotto il pavimento delle abitazioni, lo spirito degli avi proteggeva i discendenti. A prescindere dal nome questo viale, che poi è l’asse principale della città, va da Nord a Sud, ha una lunghezza di quasi quattro chilometri e una larghezza di quarantacinque metri, e su di esso fanno bella mostra tutti i più importanti edifici e monumenti di Teotihuacan. Il viale non è pianeggiante e presenta gradini atti a superare un dislivello di circa trenta metri che vi è tra l’inizio e la fine. Teotihuacan era, quindi, una grande metropoli precolombiana e aveva un’urbanizzazione basata su un asse principale, un grande palazzo e quindici piramidi monumentali.

  • La Cittadella.

La cosiddetta cittadella, cosi definita dagli Spagnoli credendola una fortezza, è posta lungo il viale dei morti e si tratta di uno dei più importanti centri cerimoniali della città. La sua grande importanza la si può dedurre anche dalla grandezza, si tratta, infatti, di una spianata di circa quattrocento metri di lato e presenta ben quattro piattaforme sopraelevate. Tutto intorno alla piazza sorgevano dei templi che rappresentavano il fulcro politico e religioso della città, mentre al suo interno, nascosto da una piattaforma alta e con scalini molto ripidi, vi è il tempio di Quetzalcoatl, o, se preferite, il “Tempio del Serpente Piumato”, quest’ultimo, purtroppo piuttosto rovinato, è a base piramidale con quattro o sei, non si è certi di ciò, livelli che presentavano ornamenti meravigliosi non paragonabili agli altri presenti nella città.

Le rampe di protezione delle scalinate sono impreziosite e decorate con sculture che riproducono la testa del Dio Quetzalcoatl, al centro si trovano raffigurazioni dell’intero serpente piumato e del Dio della pioggia Tlaloc, infine, vi sono altri decori che, ancora una volta raffigurano, in rilevo, il Serpente Piumato insieme a delle conchiglie. Un’importante curiosità, durante alcuni scavi archeologici eseguiti nel 2010, è stato ritrovato, proprio sotto il tempio, un tunnel che ha un’estensione di circa dodici metri da cui si diramano cunicoli secondari, gli studiosi presumono che tale galleria fu obliterata nel 200 d.C., non se ne conoscono, però i motivi. Inoltre sembra che per festeggiare il completamento del tempio siano stati sacrificati uomini donne e animali, sono stati ritrovati due gruppi di diciotto giovani guerrieri con le mani legate dietro la schiena, i loro corpi sono stati rinvenuti in due grandi pozzi posti uno sul lato nord e uno su quello sud dell’edificio. Meritevole di menzione è anche il Palazzo di Quetzalpapalotl, il nome deriva dai bassorilievi di animali mitologici, questo termine in lingua nahuatl significa uccello o farfalla, che decorano i pilastri di tre delle gallerie del patio centrale, intorno al quale si aprono diverse sale.

  • La Piramide del Sole.

Costruita lungo il cosiddetto Viale dei Morti, nelle vicinanze della Piramide della Luna e della Cittadella, la Piramide del Sole è la più grande della città ed è la seconda, per grandezza, tra le piramidi precolombiane, dopo quella di Cholula, le sue dimensioni sono molto ragguardevoli, edificata su quattro piani, ha un’altezza di quasi settantadue metri, il lato di base misura duecento ventitré metri e cinquanta centimetri, per un perimetro di ottocento novantaquattro metri. Se si considera la base perfettamente quadrata e le facce lisce, la sua superfice laterale è di ben cinquantanove mila e duecento quattordici metri quadrati, mentre, con la stessa considerazione di prima, il suo volume è di un milione centoottanta quattro mila e ottocento ventotto metri cubi. Inoltre, la piramide presenta un’inclinazione di trentadue gradi e mezzo. Probabilmente questo monumento fu costruito in due fasi distinte, la prima parte fu edificata intorno al 100 d.C., mentre la seconda all’inizio del III secolo d.C., già dopo la prima fase le dimensioni erano quasi quelle attuali, durante la fase successiva, sulla terrazza terminale della piramide fu innalzato, anche, un altare, che non è arrivato a noi, il quale doveva avere un’altezza di quasi quattro metri e fu costruita la piattaforma addossata. La piramide, infine, fu decorata con intonaco, sul quale furono dipinti, con colori brillanti, giaguari, stelle, serpenti a sonagli e altri simboli della cosmologia Mesoamericana. La piramide è giunta sino a noi in ottimo stato, ma dell’intonaco e delle pitture non vi è più traccia, poiché il tempo con loro non è stato clemente e si sono sgretolati. Anche il nome alla Piramide del Sole fu dato dagli Aztechi, la sua vera denominazione c’è ignota, come, del resto, quella della città stessa. Alcuni studiosi hanno calcolato che per la costruzione sono occorsi tremila uomini per oltre trent’anni di lavoro e perlomeno due milioni e mezzo di tonnellate di mattoni che erano essiccati al sole. Chi la costruì certamente aveva conoscenze ingegneristiche, astronomiche e matematiche molto ragguardevoli, non si conosce bene lo scopo della costruzione, si è ipotizzato che la Piramide fosse usata per venerare una divinità propria della civiltà di Teotihuacan. Purtroppo, il tempio eretto sopra la piramide fu distrutto e ciò ha reso impossibile, agli archeologi, identificare tale divinità. L’orientamento della piramide non è casuale, e può assumere vari significati il suo asse va da est a ovest leggermente spostato verso nord e guarda caso corrisponde al tramonto del sole nei giorni 12 agosto e 29 aprile, rappresentando un anno del calendario divinatorio di Teotihuacan. Inoltre, la prima di queste date, coincide con l’inizio dell’era presente ed era il giorno iniziale, per i Maya, del loro calendario del lungo computo. Sembra, poi che dalla piramide si potessero osservare eventi astronomici legati all’agricoltura e alla fede. L’orientamento dell’asse, però, è anche il verso del cammino del sole, ovviamente osservandolo dalla terra, in realtà il movimento è terrestre. Forse quindi, la piramide simboleggiava il centro dell’universo, con i quattro angoli che corrispondono ai quattro punti cardinali e con il vertice che andrebbe interpretato come il centro della vita. La risposta in realtà non esiste… non si ha certezza sul vero significato di questa costruzione quello che rimane sono ipotesi più o meno verosimili. Nei primi anni settanta dello scorso secolo gli studiosi scoprirono una cavità artificiale proprio sotto la piramide e di conseguenza nascono altre domande che per risposta hanno solo ipotesi. Questa cavità era utilizzata, forse, come sito di culto? C’è da dire che i popoli mesoamericani consideravano simili gallerie il ventre da cui il sole, la luna e di conseguenza tutti gli uomini erano scaturiti all’inizio del tempo. Era quindi il mitico sito di Chicomoztoc? O forse più semplicemente era uno spazio in cui ricavare una tomba reale? L’unica cosa tangibile che esiste è che si tratta di una galleria a circa sei metri sottoterra, che si dirige per un centinaio di metri verso est.

  • La Piramide della Luna.

Di dimensioni più piccole, rispetto alla precedente, ma sempre di tutto rispetto, infatti, è alta quarantadue metri e i suoi lati misurano cento quarantacinque metri per un perimetro alla base di cinquecento ottanta metri, la superfice laterale è di trentanovemila quattrocento metri quadrati e il volume occupato è di duecento novantaquattro mila trecentocinquanta metri cubi. Questa costruzione copre una struttura preesistente, costruita sicuramente prima del 200, poiché la costruzione della Piramide della Luna e da ritenere avvenuta tra il 200 e il 450. La piramide presenta una scalinata che ha l’accesso diretto dal Viale dei Morti, salendo si giunge a una piattaforma che era utilizzata per le cerimonie sacre. La Piramide della Luna fu costruita per celebrare e onorale la Grande Dea di Teotihuacan, quella dell’acqua, della fertilità, della terra ed anche della creazione stessa, una divinità quindi molto importante e in questo caso ben identificata dagli archeologi, anche grazie alla statua che fu rinvenuta ai piedi della piramide. Proprio difronte all’altare della Grande dea si trova la cosiddetta “Plaza della Luna”, si tratta di uno spiazzo al cui interno trova posto un altare centrale che presenta quattro sezioni. La Plaza è formata da quattro corpi perfettamente rettangolari e diagonali, in modo da formare quella che gli studiosi chiamarono: ”Croce di Teotihuacan”. Gli scavi e gli studi sulla piramide sin sono svolti anche in tempi recenti, in particolare alcune indagini hanno mostrato che la costruzione a subito ben sei rifacimenti ognuno dei quali, ben documentabile, ricoprì quello precedente. Gli Aztechi parlarono di una grande pietra, raffigurante la Luna, posta sulla cima della piramide, oggi non è presente, ma se la cosa corrisponde alla verità, nasce una domanda come hanno portato una pietra che doveva pesare perlomeno una ventina di tonnellate, fino su la cima di questa struttura?

  • Gli edifici.

Vicino ai templi vi erano ricchi edifici che ospitavano sia i palazzi pubblici, sia le abitazioni dei più ricchi e potenti, gli archeologi hanno ne rilevato ritrovato uno di dimensioni mastodontiche, misurava, infatti, quasi tremila duecento metri quadrati. Ovviamente il popolo viveva in abitazioni, meno lussuose, comunque si può dire che risiedevano in una sorta di condomini, quindi anche queste costruzioni erano più o meno grandi. In questi edifici spesso trovavano posto botteghe e laboratori artigianali che producevano e vendevano beni di ogni genere, anche l’urbanistica dell’intera città è ben studiata, la posizione di ogni costruzione non è certo casuale, tutto e disposto a rappresentare, simbolicamente, l’universo o meglio, quello che all’epoca era creduto tale. Vi erano anche piccole abitazioni che ospitavano in nucleo familiare. Alcuni edifici avevano anche cisterne che offrivano la possibilità di rifornimento idrico indipendente. Lungo il Viale dei Morti si affacciano alcune piattaforme, quelle che come detto furono scambiate per tumuli funerari, che in realtà erano altari cerimoniali sopra i quali erano eretti dei templi. Su alcune pitture murali sono raffigurati guerrieri con strumenti per lanciare dardi e con degli scudi, sui loro costumi vi sono gusci di conchiglie, indossano copricapi e mantelli di piume.

  • L’arte di Teotihuacan.

Gli abitanti di questa città furono abili ceramisti, capaci scultori ed efficienti decoratori, si tratta, però di un’arte minimalista e stilizzata. Si sono trovate maschere di basalto, di giada, di terracotta e di andesite, frequentemente lucidate e con molti dettagli, particolarmente curati erano gli occhi spesso di ossidiana. Molti furono gli edifici decorati con pitture murali, la maggior parte delle quali ritraggono eventi religiosi, cortei, a volte, però, anche scene con fontane, fiumi, paesaggi e dettagli di architettura. Alcune pitture contengono dei glifi, il che fa pensare che esistesse un sistema di scrittura, anche se meno sofisticato di quello usato dai Maya, furono usati colori luminosi e alcune tonalità di rosso. Pure gli edifici più modesti erano spesso dipinti, solo che questo caso furono utilizzati, anche, degli stampini. Oltre i classici vasi di ceramica, tipici di Teotihuacan, sono stati ritrovati piatti rotondi con tre piedi rettangolari, coperchi e vasi panciuti decorati con disegni geometrici. Le migliori ceramiche di Teotihuacan furono molto richieste in tutta la Mesoamerica. Sculture di varie dimensioni sono state ritrovate all’interno della città e vicino ai templi, specialmente raffiguranti gli Dei, come quella della Grande Dea di otre tre metri di altezza, sembra che l’arte della scultura fosse praticata senza l’ausilio di strumenti di metallo. Beni di lusso e ceramiche di Teotihuacan sono state ritrovate nelle sepolture nobiliari in tutto il Messico, anche nell’estremo sud.

Come già accennato Teotihuacan, è uno dei più importanti siti archeologici Mesoamericani Precolombiani, la sua architettura, le sue imponenti piramidi, le sue particolari pitture murali, fanno, di questo luogo affascinate, una meta ricercata da archeologi, storici e visitatori. In realtà non fu mai perso il ricordo di questa città, per gli Aztechi era un luogo di pellegrinaggio, un sito sacro legato al mito di Tollan, era il posto dove gli Dei avevano creato l’era odierna, compreso il quinto sole, quello attuale, fu visitata anche dagli Spagnoli conquistatori, i quali ne rimasero estasiati, per tutto il XIX secolo fu visitata da innumerevoli studiosi e turisti. Sempre in questo secolo cominciarono i primi timidi scavi archeologici e piccoli rifacimenti, solo nel 1905 iniziarono scavi, restauri sistematici e significativi, anche se non fu fatto un lavoro del tutto ottimale. La Piramide del Sole fu restaurata più per celebrare il centennale dell’indipendenza del Messico, del 1910, che non pensando alla conservazione. Altri scavi e restauri furono compiuti tra il 1917 e il 1928 questi con grosse difficoltà e con lo spirito della rivoluzione messicana, alla fine della riforma gli studi furono più scientifici, tra gli anni 1960 e 1965, i lavori lasciarono da parte le ricostruzioni e si concentrarono su studi approfonditi e opere di mantenimento dei monumenti. Gli studi e i restauri si sono succeduti negli anni, com’è ovvio che sia, ci lavorarono e ci lavorano ricercatori internazionali, sempre nella direzione di analisi e conservazione. Interessanti sono gli oggetti recuperati: nei pressi e all’interno della Piramide del Sole furono ritrovate punte di freccia in ossidiana e statuine con fattezze umane, quest’ultime sono state scoperte anche vicino alla Piramide della Luna, al Tempio del Serpente Piumato e nella Cittadella, tanto che alcuni studiosi sono convinti che rappresentassero delle vittime sacrificali. Sepolture di bambini sono state rinvenute agli angoli della Piramide del Sole, mentre scavi recenti hanno riportato alla luce un corpo tumulato nella Piramide della Luna, queste spoglie sembrano appartenere, così alcuni affermano, a un umo sepolto vivo, vicino a lui vari manufatti artistici, gioielli e dei sacrifici per gli Dei. Interessantissima fu la scoperta di una tomba datata tra il 100 d.C. e il 200 d.C., nella quale sono stati ritrovati: quattro scheletri umani, ossa animali, gioielli, lame di ossidiana e vari oggetti votivi. Altresì interessante e importante è la tomba dedicata alla Grande Dea, nel suo interno fu trovata una sola vittima sacrificale si tratta di un uomo che fu seppellito insieme a un lupo, un giaguaro, un puma, un serpente, vari scheletri di uccelli e oltre quattrocento oggetti tra cui una pietra preziosa, figure di ossidiana, coltelli cerimoniali e punte di lancia, un vero e proprio patrimonio per gli studi antropologici e archeologi. In conclusione si può anche affermare che Teotihuacan fu una grande fonte per la cultura centroamericana in generale, qui nacquero le piramidi a gradini che ritroviamo nell’architettura Maya e Azteca, il culto del Dio serpente piumato e il gufo rappresentante la guerra sono solo due esempi d’iconografia Teotihuacan che divenne onnipresente in tutta la Mesoamerica. Questo, non a caso, è il sito archeologico del Messico più visitato.

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