Subiaco: la Storia, l’Arte, l’Archeologia che non ti aspetti.

by / sabato, 03 febbraio 2018 / Published in Il blog, L'Italia che non ti aspetti, Viaggiando .....

Subiaco un comune della provincia di Roma di circa sessantatremila chilometri quadrati e quasi diecimila abitanti, è situato a quattrocent’otto metri sul livello del mare sopra un colle alle falde del Monte Calvo e alla destra del fiume Aniene. Il territorio comunale si sviluppa sia in pianura, sia in montagna ed è attraversato dall’Aniene e sovrastato da alcune cime dei Monti Simbruini, tra cui Monte Calvo Monte Livata. Subiaco, Sublaqueum ovvero “Sotto i laghi”, le sue origini sono di età neroniana, Nerone fece sbarrare l’Aniene, in questo modo si vennero a formare tre laghetti artificiali, fece edificare una villa maestosa che si rispecchiava in quelle acque. Della grande diga, che fungeva anche da ponte per collegare le due sponde del fiume, non è rimasto praticamente nulla, a parte qualche traccia delle fondazioni. Tacito nei suoi Annales ci racconta che questo ponte, denominato “Pons marmoreus”, fu realizzato per completare la residenza di Nerone che, molto probabilmente, nella sua interezza doveva essere imponente e magnifica. Plutarco invece ci spiega che il nome Aniene deriva da Anio, un re Etrusco, del resto all’inizio della storia di Roma i Romani ebbero stretti rapporti con questa popolazione, basta pensare che ben tre dei sette re della città furono Etruschi: Servio Tullio, Tarquinio Prisco e l’ultimo re Tarquinio il Superbo. La leggenda ci narra che il centro antico della cittadina si sviluppò da un villaggio, posto a valle dei laghi, fondato dagli schiavi che lavorarono alla costruzione della Villa. La storia però ci dice che questi luoghi erano abitati dagli Equi che furono sconfitti dai Romani nel 304 a.C., in seguito, per impedire ogni tipo di rivolta fu ideata la tribus Aniensis, fu costruita la Via Valeria, migliorando la viabilità di tutta la zona. La qualità della vita di queste popolazioni migliorò notevolmente, anche per lo sviluppo lo sfruttamento delle risorse idriche della zona e la costruzione di nuovi acquedotti. Nella villa neroniana, che fu proprietà imperiale fino al III secolo d.C., sono stati rinvenuti alcune sculture che oggi si possono ammirare a Roma presso il Museo Nazionale Romano, la storia di questi luoghi continua con lo stretto legame con San Benedetto, VI secolo d.C., il Santo dopo aver sperimentato una vita eremitica, fondò nella zona dodici monasteri per dare ospitalità ai suoi primi discepoli. Di questi dodici monasteri, fondati dal Santo, l’unico rimasto è quello di Santa Scolastica, che inizialmente era dedicato a San Silvestro, gli altri purtroppo furono distrutti o abbandonati. Lo stesso monastero di Santa Scolastica subì due devastazioni da parte dei Saraceni. Nel XII secolo d.C. gli abati presero la decisione di costruire un convento sopra la grotta che vide San Benedetto fare la sua esperienza da eremita, nacque il Monastero di San Benedetto o “del Sacro Speco”, un complesso costruito, in più epoche, in parte appoggiato alla roccia e in parte scavato nella stessa. Verso la fine dell’XI secolo d.C. fu fatta costruire, dall’abate di Santa Scolastica, la Rocca Abaziale o Rocca dei Borgia con uno scopo ben preciso, quello di instaurare il dominio monastico su Subiaco. Per questo fu eretta, su una collina molto ripida, con fortificazioni, una torre di avvistamento, una chiesa e carceri. Il territorio ebbe un periodo di grande splendore tra i secoli XI e XII d.C., divenne un feudo, per la sua importanza economica e politica, molto desiderato. Da papa Callisto III l’abazia fu trasformata in “Commenda” e fu affidata al Cardinale Giovanni Torquemada, zio dell’inquisitore molto famoso, la commenda era un tipo di contratto, di origine medievale, in cui una parte investe il proprio lavoro e l’altra il capitale. Nel 1467 passò a Rodrigo Borgia, che divenne in seguito papa Alessandro VI, poi, nel 1492, divenne feudo dei Colonna, successivamente, nel 1608, dei Borghese e nel 1633 de Barberini. Le cose cambiarono nel 1753, quando papa Benedetto XIV tolse agli abati commendatari il potere temporale lasciando, ai prelati, solo quello ecclesiastico e spirituale. Papa Pio VII fece restaurare l’abbazia, dopo che essa fu abolita dai Francesi all’inizio del XIX secolo, e fu reintegrata come “Abbazia nullius”, o l’abbazia territoriale, da papa Benedetto XV nel 1915. Il codice di diritto Canonico recita: “La prelatura territoriale, o l’abbazia territoriale, è una determinata porzione del popolo di Dio, circoscritta territorialmente, la cura della quale viene affidata, per circostanze speciali, ad un Prelato o ad un Abate che la governa a modo di Vescovo diocesano, come suo pastore proprio.” La storia di Subiaco non si ferma certamente qui, questa cittadina vide la campagna di liberazione di Roma da parte di Giuseppe Garibaldi, in questi luoghi, in uno scontro con i pontifici, perse la vita il capitano garibaldino Emilio Blenio e alcuni suoi compagni. Questi garibaldini, inizialmente seppelliti in questo territorio, furono poi trasportati al monumento e ossario di Mentana. Durante la Seconda guerra mondiale, Subiaco subì ingenti danni poiché, a causa della presenza di un comando tedesco, la cittadina dovette sopportare violenti e intensi bombardamenti, secondi solo a quelli di Montecassino. Nonostante tutto, la città ha conservato il suo aspetto medioevale e presenta opere artistiche di rilevante bellezza e importanza, resti archeologi interessanti e favolosi paesaggi naturalistici. Il convento di San Francesco, del 1327, con la sua chiesa che conserva, sia pitture pregevoli del XV e XVI secolo, sia altari lignei; Sant’Andrea che purtroppo fu quasi completamente distrutta dalle bombe della seconda guerra mondiale, ma fu poi ricostruita e restaurata; Santa Maria della Valle in stile neoclassico; la Piazzetta Pietra Sprecata con i suoi due archi gotici e la sua edicola della fine del 1700 che conserva un affresco della Madonna della Pietà. Seguiteci… vi faremo assaporare le bellezze dei monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto, il profumo storico della Rocca dei Borgia e del ponte di San Francesco, l’incanto archeologico della Villa di Nerone.

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