Subiaco: Il ponte Medioevale di San Francesco e il Convento.

by / lunedì, 26 febbraio 2018 / Published in Il blog, L'Italia che non ti aspetti, Viaggiando .....

Ponte San Francesco

Si tratta di un ponte molto caratteristico, è uno dei luoghi tra i più interessanti e i più belli della cittadina, posto, sull’Aniene a poca distanza dall’ingresso alla città, prende il nome dal vicino convento di San Francesco. Il ponte fu costruito interamente in blocchi di una pietra locale detta “Cardellino” di colore ocra, la sua struttura è a una sola arcata, a “Schiena d’Asino”, e ha misure piuttosto importanti, la sua lunghezza, infatti, è di trentasette metri e la sua altezza è di venti metri. L’architettura di questo ponte Medioevale è ben equilibrata, l’opera è giunta fino a noi perfettamente conservata. La caratteristica principale, del ponte, è la torre di avvistamento e controllo che lo sovrasta, la quale presenta una base quadrangolare ed è posta a un capo del ponte stesso ed era vicina a dove passava la Via Sublacense. Il ponte fu costruito per volere dell’abate Ademaro, nel 1356, in questo modo volle festeggiare la vittoria che l’esercito abbaziale sublacense ebbe sui Tiburtini, nella battaglia di Campo d’Arco. La battaglia comportò anche la cattura di molti prigionieri, per il loro rilascio gli abitanti di Tivoli dovettero pagare un grosso riscatto e sembra che proprio con quei soldi Ademaro fece costruire il maestoso ponte di San Francesco. Il ponte fu restaurato nel 1789, in quest’occasione Pio VI, si recò a Subiaco per inaugurare l’Arco di Trionfo eretto in suo onore dai sublacensi e per consacrare la concattedrale di Sant’Andrea.

Convento di San Francesco

Passato l’Aniene, troviamo il convento di San Francesco da cui, come si è detto, il ponte prende il nome. Nonostante Subiaco sia una culla benedettina, ospita un convento francescano ricco di testimonianze artistiche. La storia di questo convento e piuttosto semplice, San Francesco volle conoscere i luoghi in cui era vissuto San Benedetto e arrivò in pellegrinaggio a Subiaco. L’abate di Santa Scolastica, Giovanni VI, fece dono, al Santo, del romitorio di San Pietro in Desertis, che poi divenne il convento di San Francesco. E’ proprio In quest’occasione che fu dipinto il ritratto del Santo nella cappella di San Gregorio Magno nel Sacro Speco. Quello che oggi si può vedere è un monumentale convento immerso nel verde di un castagneto, che fu edificato nel 1327, in cui sono ben riconoscibili elementi romanici gotici. Fu abitato in origine dai Minori Conventuali, poi nel 1498 dai Minori Osservanti, nel 1593, durante il breve pontificato di Clemente VIII, dai Minori Riformati e dal 1907 nuovamente dai Minori Osservanti. La chiesa presenta una sola navata con una volta a capriate, mostra vari rifacimenti effettuati nel corso dei secoli, sull’altare maggiore vi è un trittico ligneo, del 1467, opera di Antoniazzo Romano, al centro del quale è raffigurata una Madonna col Bambino, ai lati San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova. A sinistra della navata vi sono tre cappelle, l’architettura della navata centrale fu modificata nel cinquecento proprio per costruire le tre cappelle, tutte e tre presentano altari il legno. La prima cappella fu dedicata alla Madonna delle Grazie, la seconda fu rivolta alla crocefissione, opera del 1665, realizzata dal frate francescano Stefano da Piazza Armerina, la terza fu destinata alla Natività, l’opera fu eseguita dal Pinturicchio o più probabilmente, da un suo allievo, in questa cappella sono presenti anche affreschi attribuiti al Sodoma, al secolo Giovanni Antonio Bazzi. Inoltre si possono osservare: una magnifica tela di Giulio Romano, lo Sposalizio della Vergine; un bel San Francesco che riceve le stimmate, opera attribuita a Sebastiano del Piombo. Dietro l’altare maggiore fa mostra di se un bellissimo coro, in noce interamente intarsiato, opera realizzata nel 1504 da un frate francescano reatino. Al centro del convento si apre un bellissimo chiostro a pianta quadrata, in stile romanico, restaurato e ristrutturato nel 1893, il quale è composto di sedici arcate a tutto sesto, al centro presenta un pozzo e una colonna proveniente dalla villa di Nerone. Sulle pareti del chiostro sono presenti venticinque lunette con affreschi del pittore romano Ludovico Grillotti, raffiguranti la vita e la storia di San Francesco e dell’ordine francescano. Nel convento è presente una piccola biblioteca, fondata nel XIV secolo con testi liturgici e biblici. In questa biblioteca sono presenti testi che vanno dal 1500 al 1700 riguardanti vari argomenti sacri, quali: l’oratoria, le Sacre Scritture, il diritto canonico, la teologia e la morale; ma, ci sono anche volumi che trattano di storia, di letteratura, di filosofia, di scienze naturali, di medicina e di farmacologia. Il convento, dopo l’unità d’Italia, cadde in abbandono e degrado, fortunatamente, nel 1893 per volontà del monsignor Agostino Benedetto Spila, fu restaurato e riportato agli antichi splendori, fu sempre lui che commissionò gli affreschi a Ludovico Grillotti, il convento fu restituito ai frati minori. Altri restauri furono eseguiti nel 1939, durante questi ultimi lavori furono asportati i rifacimenti settecenteschi, la chiesa tornò cosi ad assumere l’aspetto originario. Col diminuire delle vocazioni, però il convento fu chiuso all’inizio di questo secolo, in questo periodo sono le suore francescane a prendersene cura e speriamo che anche in futuro qualcuno possa continuare a farlo, non bisognerebbe mai permettere che vadano perdute opere d’arte, testimonianza di chi eravamo e di chi siamo, o che siano abbandonati luoghi pregni della nostra vita e della nostra storia, a prescindere che essi siano sacri, laici o pagani.

.

Potrebbe Interessarti:

.

Torna a Subiaco.

La Villa di Nerone.

  Il Monastero di Santa Scolastica

  La Rocca Abaziale o dei Borgia.

Monastero di San Benedetto: Il Sacro Speco.

.

Clicca sulle foto per Ingrandirle

 

.

 

 

(25)

Lascia un commento

TOP