Parco di LAHEMAA – (TALLINN) 2018

by / venerdì, 14 settembre 2018 / Published in Francesco, Il blog, Viaggiare

 

Parco di LAHEMAA

VIAGGIO NEI PAESI BALTICI

(TALLINN) 2018

 

 

Già prima di partire avevo deciso di fare una escursione da Tallinn al Parco Nazionale di LAHEMAA sia perchè la guida la dava come escursione da non perdere ed anche poiché sul sito di una traveller blogger (Viaggi Verde Acido), come adesso si chiamano nel web (tra l’altro un pochino pensiamo di esserlo anche Noi), ho trovato l’indicazione di una agenzia di viaggi che la proponeva ad un prezzo che ho ritenuto giusto.

Per essere precisi l’agenzia locale è la traveller (sito – https://www.traveller.ee/) che organizza tutta una serie di tour sia in città che nei dintorni.

clicca sulla mappa per vederla in alta risoluzione

Facciamo per prima cosa una rapida presentazione del parco:

  • il parco è stato istituito quando il territorio era ancora sotto il controllo dell’Unione Sovietica il 1° giugno 1971.
  • Il nome Lahaema si può tradurre come “terra delle baie” poiché la costa del parco è formata da quattro penisole separate da baie.
  • Il parco confina a nord con il golfo di Finlandia e a sud con l’autostrada Tallinn-Narva (E20).
  • Nel parco troviamo il punto più settentrionale dell’Estonia: il Capo Purekkari.
  • Circa il 70% del territorio è ricoperto da foreste ed inoltre l’8% del parco è costituito in riserve chiuse ai visitatori per conservare la flora e la fauna.
  • Per la Flora si possono vedere oltre 900 specie di piante.
  • Per la Fauna si possono vedere oltre 20 specie di pesci, 50 specie di mammiferi e oltre 200 specie di uccelli, tra cui alcune specie minacciate. Nel Parco Nazionale trovano rifugio circa 150 alci, 10-15 linci e castori; ovviamente vengono avvistati solo nelle migliori condizione (a parte qualche uccello da lontano Noi non abbiamo visto niente).

 

La prima tappa del viaggio sono state le cascate di Jalaga (Waterfall Jalaga).

La cascata si trova nel corso inferiore del fiume Jägala circa 4 km prima che il fiume sfocia nel Golfo di Finlandia. La cascata è alta circa 8 metri e larga più di 50 metri. È la cascata naturale più alta dell’Estonia.

E’ stato molto simpatico quando la guida ci ha detto che l’Estonia “is not flat but super flat”; di conseguenza gli otto metri diventano un dislivello notevole. Visto il clima impazzito in tutto il globo anche la cascata si è notevolmente ridotta nella sua portata (d’inverno con una portata maggiore non solo tutto il greto è invaso dall’acqua ma capita frequentemente di trovarla ghiacciata).

La seconda tappa del viaggio è stato il complesso di Kolga Manor.

È una tenuta appartenuta ad una nobile famiglia di origine Svedese.

Il sito inizialmente, stiamo parlando del 1230, apparteneva ai monaci cistercensi che vi avevamo installato un centro per il controllo delle rotte commerciali tra la Russia e i paesi Baltici. Nel 1581 il re svedese Giovanni III diede la tenuta ed i terreni circostanti alla famiglia Kolga.

La famiglia Stenbock fece ricostruire negli anni intorno al 1820 tutto l’edificio da quello precedente all’elegante palazzo classicista tutt’ora visibile. A causa degli alti costi previsti per una ristrutturazione completa ad oggi il molti degli edifici, tra cui spicca il palazzo padronale, sono in rovina. Ai piani bassi ho trovato i locali parzialmente sistemati per un bar ed una mostra autogestita. I piani superiori vengono dichiarati inagibili. L’atmosfera risulta misteriosa ma anche affascinante.

La terza tappa del viaggio è stato il villaggio dei pescatori di Kasmu dove ci siamo anche fermati a mangiare.

Il villaggio si trova sulle rive del mar Baltico e vanta, fin dal 1400, una fortissima presenza di capitani e marinai per ogni famiglia. Adesso è diventato un posto dove i turisti vengono a rilassarsi ed a trascorrere una giornata in spiaggia durante la breve stagione calda. Sulla spiaggia troviamo alcuni massi erranti provenienti dalla Scandinavia a causa delle glaciazioni. Abbiamo mangiato a casa di Arne, un vecchio marinaio, che ha fondato un piccolo museo privato in casa sua. Il Museo Marittimo di Kasmu che contiene tutti oggetti raccolti e restaurati da Arne, che per pochi euro ci ha preparato una squisita fetta di salmone affumicato con patate cotto alla brace, il tutto con una salsa a base di insalata russa ed una fetta di dolce fatto in casa. Promosso a pieni voti.

Per la quarta tappa del viaggio ci siamo fatti una rilassante passeggiata tra i boschi fino ad arrivare sulle rive del mar baltico.

La passeggiata è servita a rilassarci camminando piacevolmente tra i boschi. Abbiamo anche visto il più grande dei massi erranti che si trova dentro il bosco. Sono rimasto sorpreso quando uscendo dal bosco mi sono trovato sulla riva del mar Baltico. Siamo anche passati a vedere la ricostruzione di una serie di capanne con i tetti di canne che venivano abitate in tempi remoti. Le capanne possono essere tranquillamente spostate a seconda delle necessità.

Per la quinta tappa del viaggio ci siamo recati a Sagadi Manor.

È una tenuta nobiliare costruita nel 1749 per la famiglia Fock, e rimasta di loro proprietà fino al 1919, in cui il palazzo padronale è stato fatto in stile rococò mentre il parco ha conservato l’impianto barocco. In uno degli annessi è stato sistemato un museo forestale, sull’industria del legno in Estonia.

Il primo nucleo storico, in legno, risale al 1469. Nel 1687 la proprietà passò a un ufficiale svedese. Il castello fu costruito con eleganza barocca ed è uno dei pochi esempi di decorazione rococò dell’epoca in Estonia. Il palazzo fu completato nel 1753.

Purtroppo anche a costo di sembrare ripetitivo ho dovuto per l’ennesima volta constatare i cambiamenti climatici: dello stagno con le paperelle dietro la casa non era rimasto che una desolata landa di fango semiseccato.

 

L’ultima tappa sono state le paludi di Viru.

Dopo aver lasciato il minivan ci siamo addentrati nella vegetazione per iniziare la nostra camminata nella palude. Inizialmente la passerella di legno ha attraversato una zona con poca acqua dove a fatica sta crescendo un bosco; le piante trovano poco nutrimento e di conseguenza la loro crescita è molto lenta. Finalmente siamo arrivati ad un insieme di vari laghetti sparpagliati all’interno della torbiera. Come ci ha detto la guida il posto è il paradiso degli archeologi poiché scavare di pochi metri corrisponde a tornare indietro nel tempo di vari millenni. A metà circa della passerella troviamo una torre di legno che ci permette una visione a 360 gradi della palude. La nostra guida dopo la torre ci ha indicato la passerella da seguire ed è tornata indietro a recuperare il minivan per aspettarci alla fine del percorso (circa 3 chilometri). Ci siamo anche imbattuti in un piccolo gruppo di persone che faceva il bagno nell’acqua di colore quasi nero di un laghetto.

 

 

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Ad Maiora

FRANCESCO

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