Palmira

by / lunedì, 15 Giugno 2015 / Published in Archeologia2, Il blog

La città di Palmira, soprannominata la sposa del deserto per il rilievo che aveva nel tragitto dei mercanti che attraversavano il deserto della Siria, era un centro carovaniero che collegava l’occidente all’oriente, è collocata a 240 chilometri a nord est da Damasco, capitale della Siria, e a 200 chilometri da Deir ez Zor, città che si trova sull’Eufrate. Il nome greco della città, Palmyra (Παλμυρα), è traduzione letterale dall’originale aramaico, Tadmor, che significa appunto “palma”, la città vide il suo massimo sviluppo tra il I ed III secolo d.C. eppure le sue origini risalgono a 2000 anni prima della nascita di Cristo, si trovano citazioni sia negli archivi Assiri del XIX secolo a.C. che in quelli di Mari, in Mesopotamia, del XVIII secolo a.C. Le notizie sulla città, nonostante le citazioni, sono molto carenti fino al I secolo a.C. quando Palmira cominciò ad assumere importanza come centro carovaniero, la città si erigeva lungo il confine tra l’impero Romano e quello dei Parti. Benché la Siria divenne provincia Romana nel 64 a.C. sembra che la città mantenne una propria autonomia fino al 19 d.C. quando, durante il regno di Tiberio, divenne ufficialmente una provincia di Roma, pur mantenendo una certa forma di indipendenza. Raggiunse il suo massimo splendore durante il regno di Adriano, 117 d.C. 138 d.C., nella metà del terzo secolo il principe arabo Odenato riuscì a sconfiggere i Persiani che erano penetrati in territorio Romano conquistando Antiochia, assunse così il titolo di re dei re, pensò di fare di Palmira uno stato indipendente ma morì, molto probabilmente ucciso, nel 267 d.C. senza portare a termine il suo progetto. Il disegno ideato dal re fu portato avanti da Zenobia, sua moglie, che fu capace di spingere il prestigio della propria città in vasti territori giungendo fino in Egitto, in realtà intorno a Palmira gravitavano tutte le provincie che non volevano sottostare al giogo Romano o Persiano. Fu a quel punto che in seguito ad una totale ribellione di Zenobia che l’imperatore Aureliano cancellò completamente ogni forma di indipendenza, saccheggiò la città e distrusse la sua potenza imponendo la superiorità di Roma, in seguito con Diocleziano divenne sede di una legione per poi cadere in mano agli Arabi nel 634 d.C. e da qui il totale declino e l’oblio. Plinio il Vecchio, nella sua opera Naturalis Historia, ci descrive Palmira evidenziando la ricchezza del suolo, perché ricca di fonti, e l’importanza che aveva assunto come via di commercio tra Persia, India, Cina e Roma.

Gli scavi archeologici, iniziati intorno alla metà del 1700, portati avanti da Francesi, Polacchi, Svizzeri, Siriani e Tedeschi, hanno fatto rinascere le vecchie vestigia riportando alla luce, pressappoco, l’intera città, si venne ad evidenziare così l’architettura mista dell’antica Palmira che vede da una parte una tipologia Partica e dall’altra un’impronta Ellenistica e Romana. Sono tornati a spendere numerosi ed imponenti monumenti e fabbricati, alcuni dei quali sono stati più o meno parzialmente ricostruiti, è molto suggestiva la via colonnata, che veniva percorsa dai mercanti, di notevole interesse sono il tempio di Baal o Bel, assimilato a Zeus, il teatro, l’agorà, le terme di Diocleziano, il campo di Diocleziano, il santuario di Nebo. Le necropoli presentano sepolcri a torre e ipogei, scavati nella roccia ed a loculi sovrapposti, dagli scavi sono emerse innumerevoli sculture dalle caratteristiche stilistiche sia orientaleggianti che Romano-Ellenistiche, infine la pittura mette in evidenza uno spiccato senso decorativo, dagli sterri sono tornate alla luce anche stoffe e pregevoli monili.

Il santuario di Baal fu eretto in una delle zone più antiche della città, presenta elementi sia di tipo greco-corinzio sia babilonesi, da fonti storiche si sa che il tempio fu consacrato tra il 32 d.C. e il 38 d.C., presenta un importante colonnato eretto posteriormente, intono al 120 d.C., mentre i propilei furono innalzati alla fine del II secolo, intorno al santuario vi era un ampio recinto sacro, di forma quadrangolare, circa 210 per 205 metri, contornato da un muro di cinta esterno molto alto. Un ingresso monumentale permetteva l’accesso al tempio e quindi alla cella che era di circa 30 per 10 metri, un ampio cortile interno completamente lastricato e un porticato con due ordini di colonne completavano l’architettura del monumento. All’interno del tempio sono presenti due nicchie che molto probabilmente contenevano le statue di Baal, di Yarhibol, dio del sole e di Aglibol, dea della luna, dopo l’occupazione araba, la cella fu trasformata in moschea ed il tempio in fortezza.

La via colonnata Inizia di fronte all’ingresso del santuario di Baal ed e il proseguimento della via carovaniera che entrava in città, era divisa in due tratti dall’arco severiano, monumento a tre fornici, da qui la strada ripartiva con un angolo di circa 30°, la via si presentava, ai mercanti che entravano in città, con due portici e due file di colonne le quali, con l’ausilio di mensole, reggevano forse un migliaio di statue che probabilmente raffiguravano le persone più influenti di Palmira. La careggiata della strada era larga circa 11 metri, i portici erano alti circa 7 metri.

Il santuario di Nebo fu edificato, tra la fine del I secolo d.C. e la metà del II, appena dopo l’arco severiano, rappresenta una divinità mesopotamica che in seguito venne assimilata ad Apollo, all’interno del recinto possiamo notare che tre lati del monumento hanno un portico sorretto da colonne, mentre il quarto è murato.

Le terme di Diocleziano sono posizionate di fronte al tempio di Nabu, furono edificate nel II secolo d.C, non sono di grandi dimensioni, l’edificio misura circa 85 metri x 51 metri, astanti all’ingresso vi sono quattro colonne, costruite in un unico blocco, di un magnifico granito Egiziano.

Il teatro è una costruzione realizzata con una struttura classica dei teatri romani, fu costruito nel II secolo d.C., mostrava monumentali ingressi, un’imponente scena ed è in un ottimo stato di conservazione, almeno lo era fino all’occupazione di Palmira da parte dell’ISIS, ora?…

L’agorà evidenziava una pianta quadrangolare di circa 84 metri per 70 metri e vi erano portici su tutti e quattro i lati, le colonne mostravano delle mensole che quasi sicuramente reggevano delle statue, in un angolo dell’agorà sorgeva una basilica a base rettangolare, alcuni studiosi hanno pensato che potesse essere utilizzata per i banchetti.

Nel 1961 venne inaugurato un museo dove sono state collocate le opere rinvenute durante gli scavi archeologici. Oggi però esisterà ancora?…

Ora passo la penna o meglio la tastiera a Francesco, dato che lui Palmira l’ha vista con i propri occhi e che quindi può descrivere tutte le emozioni che sono scaturite da quel viaggio.

 

Era il ponte dell’Immacolata del 2009 e tre pazzi furiosi (Claudia, Mauro ed Io) arrivano in tarda serata all’aeroporto di Damasco. Che fare dormire e partire la mattina seguente? Ovviamente no, altrimenti che pazzi sarebbero.

Presa la macchina a noleggio e partenza per Aleppo, che si trova circa 350 Km a Nord, quando la mezzanotte era già passata.

Che fare quando dopo un paio di ore di viaggio attraversando una città locale ti perdi e non sai più dove andare? Ti fermi a chiedere agli abitanti, gentilissimi e disponibili nel loro inglese stentato, ad indicarti una direzione – DI LA’ (ovviamente i cartelli stradali sono solo in arabo, numeri compresi).

Praticamente all’alba siamo arrivati ad Aleppo (in arabo Halab) e dopo un meritatissimo riposo si va a visitare la cittadella antica che è un sito con il titolo di patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

La cittadella è situata su una collina che domina la città moderna ed il suo traffico di taxi che può tranquillamente essere confrontato con Lincoln Square a New York.

Per accede bisogna superare il fossato che la circonda con il ponte a gradini che immette al suo interno. Le parole per descriverla sono senz’altro meno efficaci delle immagini ma ci si ritrova in un mondo antico ed affascinante.

La cena tipica, a pochi metri sotto le mura della cittadella è quella tipica del posto: molti legumi, anche ridotti in cremine, e carne rigorosamente senza maiale. Ai turisti viene riservato il diritto di bersi una buona birra senza problemi.

Giro serale per la città nuova, dovuto anche alle temperature più basse, e poi ci si riposa.

Partenza al mattino verso Palmira (gli abitanti la chiamano Tadmor) che si trova circa 300 Km a sud-est di Aleppo. In pratica stiamo percorrendo l’antica via della seta e fortunatamente i cartelli stradali, oltre che in arabo, riportano anche le indicazioni in inglese.

L’albergo è vicinissimo agli scavi, e quindi facciamo una prima rapida visita mentre arriviamo (gli scavi sono tutti aperti tranne il teatro ed il tempio di Bel, che si possono visitare pagando il biglietto di ingresso). All’arrivo il portiere si rivolge a Claudia e Mauro in inglese mentre con me comincia a parlare in arabo, mi ha preso per la guida. Equivoco subito chiarito con grandi risate di tutti. La sera mentre loro si riposano prendo la macchina e vado da solo, al buio per buona parte degli scavi se non utilizzando la luce della luna, a fare fotografie di notte. Una sensazione di piacevolezza e di arrabbiatura unica (non ho ricaricato la seconda batteria della fotocamera e riesco a fare solo poche decine di foto). E’ uno dei posti nel mondo dove rimane una parte di me, se penso che gli integralisti potrebbero distruggerla mi viene da pensare che distruggerebbero anche un mio pezzo.

Il giorno dopo visita di tutti gli scavi (compreso il teatro ed il tempio di Bel) e di alcune delle tantissime tombe monumentali sparse tutto intorno al sito. Per finire visita al castello arabo sulla collina da dove si ha una vista totale del sito. Particolarmente apprezzabile è la luce al tramonto che rende l’atmosfera unica ed anche magica.

Ritorno a Damasco con visita alla moschea ed al suq.

La speranza è che le generazioni future possano continuare ad ammirare le meraviglie che i nostri antenati hanno lasciato alla “Intera Umanità”.

 

Per vedere la galleria fotografica desiderata cliccare sul link opportuno.

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Album fotografico Palmira



Album fotografico Siria

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FRANCESCO e PAOLO

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