Mitraismo

by / mercoledì, 07 Ottobre 2015 / Published in Il blog, Miti e Leggende

Il Mitraismo o Mithraismo, le cui tracce risalgono circa al 1400 a.C., fu una religione ellenistica, di derivazione Indo-Persiana, essa si basava sul culto del Dio Meithras, Mitra per i Persiani. Non ci sono molte notizie sulla diffusione del culto, alcuni Romani, probabilmente soldati che facevano parte di spedizioni in Medioriente, cominciarono ad adorare Mitra nel I secolo a.C., scrive Plutarco che i pirati della Cilicia praticavano riti mitraici intorno al 67 a.C. e che quando furono deportati da Pompeo in Grecia presero contatto con i soldati Romani. La diffusione, in maniera capillare, del culto, nell’impero Romano, si ebbe a partire dal I secolo d.C. e fu popolare specialmente tra i soldati, fu abolito ufficialmente in seguito al decreto di Teodosio del 391 d.C., che vietò tutti i riti pagani e, almeno in apparenza, si estinse poco più tardi. Si tratta di una religione misterica, con questo temine sono indicati i culti, fondamentalmente di carattere esoterico o segreto, che hanno origine da inizializzazioni primitive, si diffusero dapprima nel mondo greco e medio-orientale, ebbero un notevole sviluppo nell’età ellenistica, per poi giungere in quasi tutta l’Europa con la divulgazione nell’Impero Romano. La caratteristica fondamentale e comune dei culti misterici è che qualunque fossero le credenze, le attività religiose e la vera natura di esse, erano svelate esclusivamente agli iniziati, i quali avevano l’obbligo di non violare il segreto, che doveva rimanere tale per tutti gli altri; l’etimologia del termine “Misterica o Mistero”, che probabilmente dovrebbe avere una radice indoeuropea, aveva il significato di “Chiudere la Bocca” da qui deriverebbero poi i termini Greci “Iniziare ai Misteri” e “Iniziato”. I riti misterici hanno alcuni elementi comuni che sono per lo più cerimonie, simboli sacri, sacramenti e rituali di purificazione che spesso implicano sacrifici animali, aspersioni, danze, digiuni e banchetti sacri, un’altra caratteristica di questi culti è che tutte le pratiche svolte tendono alla salvezza spirituale, ossia il superamento delle limitazioni umane, il Dio rappresenterà sempre la morte e la resurrezione.

Mitra

Esistono almeno due leggende sulla nascita di Mitra, la prima ci narra che nacque da una pietra da cui sarebbe uscito già fornito di una daga in una mano e una fiaccola nell’altra, sul capo portava un berretto frigio. La seconda, ci mostra un Dio che decide di venire al mondo incarnandosi nel ventre di una donna vergine e vide la luce in una grotta, la sua nascita fu festeggiata il venticinque dicembre e decise di tornare in cielo dopo trentatré anni dalla sua incarnazione, qualunque sia la versione, venne al mondo per assicurarne la salvezza ed ebbe una vita eroica. Anche per le sue azioni esistono almeno due versioni del mito, la prima lo vede, comandato dal Dio Sole tramite un corvo, uccidere un toro che rappresenta la totalità e la completezza della vita. Mitra aiutato da un cane riesce a portare il toro in una grotta, qui lo intrappola gli solleva la testa per le narici e lo uccide piantandogli un coltello nel fianco. Dal corpo dell’animale sgozzato scaturirono tutte le piante necessarie alla vita dell’uomo, dal sangue nacque la vite e dal midollo il grano, mentre dal suo seme nacquero tutti gli animali utili all’essere umano, infine il toro ascende alla luna. Secondo questa versione altri due animali aiutarono il Dio nella sua missione, un serpente che morse il toro e uno scorpione che punse l’animale ai testicoli. Nell’altra versione, pur rimanendo l’uccisione del toro e tutto ciò che deriva da tale azione, il serpente e lo scorpione, mandati dal dio del male Ahriman, cercano di contrastare, senza riuscirvi, la creazione della natura. In questa versione Mitra inizialmente soggioga il Dio Sole per poi riconciliarsi con lui celebrando un banchetto con le carni del toro, infine ebbe in dono una corona luminosa. Quando il Dio terminò la sua opera sulla terra, tornò in cielo, con l’aiuto del Dio Sole e da qui continuò a proteggere la terra e gli esseri umani. Nell’iconografia classica Mitra è comunemente raffigurato nell’atto della tauroctonia, l’uccisione del toro, spesso in compagnia del “Sole”, della luna, del corvo, del cane, del serpente e dello scorpione. In alcune rappresentazioni Mitra è ritratto insieme ad altri due protagonisti, i dadofori, cioè i portatori di fiaccole, Cautes, che l’aveva rivolta in alto e Cautopates che invece l’aveva diretta verso il basso, un simbolismo per indicare sia il ciclo solare, dall’alba al tramonto, sia il ciclo dell’esistenza, dalla vita alla morte. Si possono trovare anche iconografie che mostrano la nascita del Dio da una roccia, generato sulla riva di un fiume e all’ombra di un albero sacro.

I gradi d’inizializzazione

Il Mitraismo, essendo un culto misterico e iniziatico, era essenzialmente segreto quindi le notizie giunte non sono uniche ma, presentano alcune varianti sicuramente dipendenti dall’epoca e dai luoghi, in conclusione si può dire che in culto ha subito cambiamenti sia per il passare del tempo sia per le località in cui era celebrato. Certamente gli aderenti al culto erano divisi in sette gradi o ranghi, i primi quattro forse rappresentavano il progresso spirituale mentre gli ultimi tre erano specialistici per il rituale e l’organizzazione, ogn’uno di essi si trovava sotto la protezione di un corpo celeste. Una variante è quella che associa a ogni grado una porta, una sfera planetaria, un metallo e un giorno della settimana, a volte, secondo le versioni, si hanno associazioni planetarie diverse.

  • Corax ovvero Il Corvo, era il primo grado d’inizializzazione, in Persia era diffusa l’abitudine di esporre i cadaveri su delle torri per lasciarli mangiare dai corvi; nel simbolismo mitraico rappresentava la morte dell’adepto, ovvero il cambiamento spirituale e la rinascita, dopo un lungo sonno, verso la luce. Al neofita era assegnato un mantra da ripetere più volte e i suoi “Peccati” erano mondati con l’acqua in una sorta di battesimo così purificato l’iniziato poteva entrare nella luce. Il pianeta protettore era Mercurio gli emblemi erano: la coppa, il caduceo, il corvo, l’ariete, la tartaruga, la lira; metallo associato, il ferro.

  • Cryphius o Nymphus ovvero la Crisalide, era il secondo grado d’inizializzazione, rappresentava la nascita, così come le farfalle nascono dalle crisalidi gli adepti, che non potevano vedere la luce della verità, ora la vedono, sono promessi al culto e diventano, perlomeno per la durata di questa fase, casti, erano gli sposi di Mitra e offrivano all’immagine del Dio una coppa di acqua che simboleggiava, rispettivamente, il loro cuore e il loro amore. Il pianeta protettore era Venere, gli emblemi erano: il serpente, il diadema, la lucerna; metallo associato, lo stagno.

  • Miles ovvero il Soldato, era il terzo grado d’inizializzazione, rappresenta la battaglia, l’adepto sembra che dovesse combattere, molto probabilmente simbolicamente, contro un uomo per conquistare la corona, dopodiché la cerimonia prevedeva che s’inginocchiasse nudo, bendato e con le mani legate. L’iniziato si doveva inginocchiare per dimostrare la sua totale sottomissione all’autorità religiosa; doveva essere nudo per simboleggiare l’addio alla vecchia vita; era poi incoronato e la corona era offerta sulla punta di una lancia, subito dopo, con la stessa lancia, erano tagliate le corde e tolta la benda, ciò simboleggiava la sua liberazione dalla materialità del mondo. A questo punto il neofita si toglieva la corona dalla testa e l’appoggiava sulla propria spalla ripetendo una frase rituale che doveva essere qualcosa di simile a: “Mitra è la mia sola corona”, in questo modo accettava il Dio come sua unica guida. Il pianeta protettore era Marte, gli emblemi erano: lo scorpione, il gambero, l’elmo, la lancia, il berretto frigio, la bisaccia; metallo associato, la lega, non meglio definita.

  • Leo ovvero il Leone, e il quarto grado d’inizializzazione, rappresentava il primo passo per valicare la porta “dell’Oltre” o del non “commensurabile”, simboleggiava il fuoco, l’adepto a questo punto aveva una nuova visione del mondo, non più una materialistica ma quella trascendentale, percezione a cui l’iniziato poteva accedere solo se riusciva a esprimere tutta la sua forza interiore. Il neofita, durante il rituale, non poteva toccare l’acqua ma, doveva lavarsi le mani e cospargersi la lingua con del miele, gli adepti si dovevano impegnare nel controllo della fiamma sull’altare sacro, nel portare il pane e il vino, preparato dagli appartenenti ai gradi inferiori, per Il banchetto rituale, questo rappresentava l’ultimo pasto di Mitra con i suoi compagni prima di salire in cielo sul carro del Sole. Il pianeta protettore era Giove, gli emblemi erano: il cane, il cipresso, l’alloro, il fulmine, l’aquila, la vespa, il sistro; metallo associato, il bronzo.

  • Perses ovvero il Persiano, è il quinto grado d’inizializzazione, rappresentava Cautopates, il dadoforo con la torcia abbassata, l’adepto era purificato con il miele, che simboleggiava la fertilità e la purezza. L’iniziato che otteneva questo grado riceveva le più alte rivelazioni della saggezza, diveniva il custode delle grotte, o più in generale delle sale, mitraiche. Il pianeta protettore era la Luna, gli emblemi erano: la spada persiana, l’arco, la faretra, il bastone, la falce di luna, la civetta, l’usignolo, gli archi, la brocca, il delfino, il treppiede, la spiga; metallo associato, l’argento.

  • Heliodromomus ovvero il corriere del Sole, è il sesto grado d’inizializzazione rappresentava Cautes, il dadoforo con la torcia in alto, simboleggiava il viaggio giornaliero compiuto dal Dio Sole attorno alla terra. Era dovere dell’adepto imitare il Sole durante il banchetto rituale, si vestiva di rosso, che era il colore del sangue del fuoco e del sole, si sedeva accanto al Pater. Il pianeta protettore era il sole, gli emblemi erano: la corona a sette raggi, la torcia, la frusta, la spiga, il globo, il gallo, la lucertola, il coccodrillo, la palma; metallo associato l’Oro.

  • Pater ovvero il Padre, era il settimo grado d’inizializzazione, rappresentava in terra Mitra, la luce. L’adepto era colui che guidava la confraternita ed elargiva gli insegnamenti alla comunità, vestiva di rosso, compreso il berretto frigio, portava un bastone che esprimeva la sua autorità spirituale. Il pianeta protettore era Saturno, gli emblemi erano: la patera, il bastone, il berretto frigio; metallo associato il piombo.

Il Rituale

C’è subito da fare una considerazione, nonostante che Mitra rappresenti una divinità solare, i mitrei, cioè i templi in cui erano officiati tutti i riti erano sotterranei, la motivazione non è del tutto chiarita, forse perché, trattandosi di un culto misterico e quindi segreto, gli iniziati tendevano ad allontanarsi il più possibile dalle altre persone cercando di isolarsi, o forse per ricordare la grotta in cui il Dio nacque e dove uccise il toro. Come si è più volte detto purtroppo si sa ben poco dei rituali e delle simbologie del culto mitraico, che probabilmente erano molto complesse e conosciute unicamente dagli adepti e a volte solo dai gradi più alti. Le conoscenze che abbiamo provengono quasi totalmente dalle iconografie trovate nei mitrei e da qui pochi scritti, oltretutto di autori non appartenenti a tale culto, non dimentichiamo che gli adepti erano obbligati al segreto. Da studi e osservazioni fatte sembra probabile che gli adepti, per evidenziare il loro grado di appartenenza, portassero delle maschere, è poi verosimile che il cerimoniale culminasse con un banchetto rituale a base di pane e vino, il primo deriva dal grano il quale scaturì dal midollo del toro, il secondo è prodotto dall’uva che nacque dal sangue dell’animale. Un altro elemento fondamentale era l’acqua che quasi sicuramente assumeva il ruolo di purificatrice, poco credibile, vista le piccole dimensioni che di solito avevano i mitrei e che erano normalmente atti a contenere una trentina di persone, è la possibilità che potesse avvenire un rituale che contemplasse il sacrificio di un toro. Vero è che, in quasi tutti i mitrei, era presente una cella sotto l’aula principale, la cosiddetta fossa “sanguinis”, ma tuttalpiù poteva essere utilizzata per il sacrificio di qualche piccolo animale, tipo le galline, oppure, come qualcuno ha ipotizzato, poteva essere utilizzata per una sorta di battesimo.

I Mitrei

I Mitrei erano il punto d’incontro dei seguaci del culto e il suo centro, a volte erano ricavati in caverne o cavità naturali, spesso, invece, realizzati in locali sotterranei privi di finestre e anche quelle poche volte che erano in edifici sopraelevati, difficilmente avevano aperture che consentissero l’ingresso della luce. Generalmente il Mitreo era formato da due stanze attigue, il vestibolo, che era l’entrata e lo spelaeum, una stanza rettangolare con due panchine lungo le mura laterali, servivano per consumare il banchetto rituale, sul fondo era posto un altare dietro al quale spesso compariva una nicchia con una statua o un bassorilievo o un affresco di Mitra nell’atto di uccidere il toro, sul soffitto era spesso dipinta la volta celeste stellata. Quindi i mitrei differivano completamente dai templi pubblici, dedicati alle varie divinità, sia per la logistica sia per le dimensioni, ma il loro numero era elevato, ne sono stati ritrovati in tutto l’impero Romano, anche nelle località più remote e poco rilevanti. Sono stati ritrovati nell’Inghilterra settentrionale, a Housesteads, a Carrawburgh e Rudchester; a Londra; lungo il Danubio e il Reno; in Dacia; in Numidia; in Germania; in Slovenia; in Ungheria, ecc. Ovviamente ne sono stati ritrovati tantissimi nella penisola italica, in primo luogo a Roma, ma anche dal Friuli alla Sicilia, di notevole importanza ne sono stati rinvenuti a Napoli, a Ostia a Santa Maria Capua Vetere, a Ischia, a Capri, a Marino, a Sutri (clicca qui per leggere l’articolo), a Vulci a Duino, ecc. A Roma sono presenti diversi mitrei, alcuni dei quali molto interessanti:

  • Mitreo del Circo Massimo, si tratta di un mitreo del III secolo d.C. e si trova nei sotterranei del teatro dell’Opera di Roma, all’interno è presente un bassorilievo che raffigura Mitra nella tauroctonia e simboli mitraici: il corvo, il cane, lo scorpione e il serpente; al centro della sala vi è un’anfora interrata, nelle pareti vi sono delle nicchie vuote che, ovviamente, contenevano oggetti ormai andati perduti.

  • Mitreo delle Terme di Caracalla, si tratta, sicuramente, di uno dei mitrei più maestosi di tutto l’impero, era posto nei sotterranei delle terme sotto l’esedra occidentale, era formato da più sale ed è l’unico, di quelli conosciuti, abbastanza ampio da poter permettere, eventualmente, il sacrificio di un toro. Sotto la sala principale, quella per il banchetto rituale, vi è un altro locale, comunicante col primo attraverso dei cunicoli, affianco alla fossa “sanguinis”, che si presume fosse usato, forse, per le cerimonie “Battesimali”, sono presenti anche altri locali probabilmente usati come spogliatoi.

  • Mitreo di San Clemente, si tratta di un mitreo del III secolo d.C. e si trova nei sotterranei della chiesa dedicata a San Clemente, nei pressi del Colosseo, vi si accede attraverso un angusto corridoio scavato nella pietra, forse chi lo costruì voleva simboleggiare lo specus, cioè la grotta di Mitra. La sala presenta un soffitto a volta e lungo i lati le classiche panchine in muratura, al centro è ancora presente un altare scolpito, accuratamente, su quattro lati, le pareti presentano alcune sculture e dei bassorilievi raffiguranti la tauroctonia, i dadofori e il serpente.

  • Mitreo Barberini, si tratta di un mitreo costruito in due fasi, la prima è riferibile al I secolo d.C. la seconda al III secolo d.C. e si trova nei sotterranei di palazzo Barberini, edificio capolavoro del barocco, il mitreo è molto importante, poiché è uno dei pochi che contiene raffigurazione abilmente dipinte. La sala dotata di panchine lungo i lati è rettangolare e sullo sfondo si trova un affresco dedicato all’uccisione del toro sulle fasce del quale ci sono dieci riquadri, cinque per lato, in cui sono dipinti i simboli e le azioni eroiche della divinità e precisamente: Zeus che fulmina i Giganti, Saturno, Mitra che nasce dalla roccia, Mitra che fa scaturire l’acqua da una roccia colpendola con una freccia, Mitra che trasporta il toro, il banchetto rituale, Mitra che sale sulla quadriga del Sole, il patto di alleanza tra Mitra e il Sole, Mitra inginocchiato tra due alberi, Mitra che colpisce con una zampa del toro il dio Sole, inginocchiato davanti a lui; sulla destra del dipinto c’è un muro, con sopra delle concrezioni in calcare messe lì a imitare la roccia, che sosteneva una piccola volta e un bipedale che formava un arco sul quale vi era dipinto lo zodiaco con in evidenza il segno dei pesci.

  • Mitreo di Santa Prisca, si tratta di un mitreo di notevole importanza poiché anch’esso conserva, come pochi altri, alcuni affreschi lungo le pareti e si trova nei sotterranei della chiesa di Santa Prisca, sul colle Aventino. Scendendo una scala, la prima stanza che s’incontra è un piccolo ninfeo adattato a museo degli scavi, qui si possono vedere alcune teste in stucco appartenenti alla decorazione del mitreo, dopo aver attraversato la cripta della chiesa si giunge in un ambiente, probabilmente il vestibolo, infine, proseguendo si giunge nella sala delle celebrazioni. E’ un ambiente rettangolare con decorazioni a stucco, pitture e una nicchia sulla parete di fondo, decorata dall’immancabile tauroctonia ma, in questo caso, si tratta di una rappresentazione molto particolare visto che Mitra è raffigurato nudo; all’ingresso ci sono due nicchie, ormai vuote, che probabilmente contenevano le statue di Cautes e Cautopates, la prima è conservata nel piccolo museo, la seconda è andata perduta. Le pareti laterali, come già accennato, sono ricoperte di pitture di notevole importanza vi sono raffigurati: un uomo seduto con berretto frigio vestito di rosso, un giovane con nimbo e globo in mano, una figura poco visibile, un personaggio posto di tre quarti che regge il mantello della figura precedente e che tiene sul petto un oggetto tondeggiante, una figura in piedi con un oggetto rosso; tutte questi dipinti sono accompagnati da interessantissime iscrizioni. Vi sono poi raffigurati personaggi reali, tutti con il grado di Leo, e con il loro nome evidenziato, una sorta di pellegrinaggio che trasportava vari animali, un toro, un gallo, un montone, un cratere e un maiale, Infine è rappresentata una grotta con Mitra e il Sole sdraiati nell’atto del rituale banchetto e due personaggi con la testa di corvo che li servono.

  • Mitreo di Santo Stefano Rotondo, si tratta di un mitreo anch’esso costruito in due fasi, la prima del II secolo d.C., la seconda della fine del III secolo d.C. e si trova nei sotterranei della chiesa di Santo Stefano Rotondo, è probabile che lo utilizzassero i soldati che erano alloggiati nei vicini “Castra Peregrina”. Scendendo una scala che parte dal pavimento della chiesa, si giunge in un ambiente di forma rettangolare, con ai lati le solite panchine per il banchetto e sul fondo una nicchia con un altorilievo in stucco policromo, che rappresentava Mitra che uccide il toro tra i due dadofori, nella seconda fase, quando il mitreo venne allargato, la nicchia fu coperta da un rilievo marmoreo policromo anch’esso raffigurante la tauroctonia. Sulle pareti vi sono affreschi che riproducono elementi vegetali ma, fra tutti spicca quello con la personificazione della Luna.

  • Mitreo di Marino, si tratta di un mitreo di rilevante importanza, fu ricavato da una cisterna, sulle pareti furono ricavati dei fori per poggiare le lucerne e furono aggiunte le due panchine per consumare il rituale banchetto. L’affresco che è in fondo alla sala è, a dir poco, eccezionale sia per la fattezza sia per la conservazione dei colori, ovviamente al centro è rappresentato Mitra che uccide il toro, qui il Dio e vestito con una tunica e calzoni di colore rosso, sulle spalle porta un mantello blu bordato di rosso e sul quale vi è raffigurato il cosmo, con in evidenza i sette pianeti iniziatici; sull’affresco sono anche rappresentati: il Sole, il corvo, la Luna e i dadofori. Ai lati dell’affresco ci sono otto scenette, quattro per lato che rappresentano alcune fasi del mito di Mitra: la lotta fra Giove e i Giganti; Saturno sdraiato; la nascita di Mitra da una roccia; Mitra che cavalca il toro; Mitra che trascina il toro, per le zampe posteriori, nella grotta per il sacrificio; il Sole, inginocchiato davanti a Mitra; Mitra e il Sole che si stringono la mano destra e divengono alleati, Mitra fa sgorgare l’acqua da una roccia colpendola con una freccia. Davanti all’affresco c’è un cippo con questa iscrizione: “INVICTO DEO CRESCES ACTOR ALFI SEBERI D P” cioè Al dio invitto pose come dono Cresces, amministratore di Alfio Severo”. Vicino all’ingresso troviamo ancora due affreschi che raffigurano di nuovo Cautes con la fiaccola accesa verso l’alto e Cautopates con la fiaccola spenta verso il basso.

Il declino e le similitudini con il Cristianesimo

Il mitraismo, pur non essendo mai riconosciuto come religione ufficiale, segnò il suo apice tra il II e il III secolo d.C. godendo di una vasta fortuna, oltre che nell’esercito, il culto si espanse tra le classi più povere della società, era praticato dagli schiavi, dai liberti, dagli operai, dagli artigiani e dai negozianti. Nel IV secolo d.C. cominciò il suo declino, l’impero Romano perse la Dacia e vari invasioni di popolazioni provenienti dal nord Europa distrussero molti mitrei lungo la frontiera dell’impero, la diffusione del Cristianesimo e l’editto di Teodosio del 391 d.C. ne decretarono la fine, anche se, tracce del mitraismo si possono trovare, fino al V secolo d.C., in alcune regioni orientali. Alcune similitudini tra Mitraismo e Cristianesimo sono però molto evidenti, anche se alcune “tradizioni” derivano da tempi lontanissimi, come il banchetto rituale, comune a tutte e due i culti. Le analogie comunque ci sono e ovviamente c’è chi crede che le abbia copiate il Mitraismo e chi invece è convinto che il Cristianesimo per cancellare definitivamente il culto di Mitra si sia appropriato di tutte le vicende e delle date più popolari dell’altro culto. Le origini sono tutte e due orientali; tutte e due le religioni fissano la nascita, rispettivamente, di Mitra e di Cristo il venticinque dicembre, giorno del solstizio d’inverno; Mitra fa sgorgare l’acqua dalla roccia così come Mosè nel miracolo della rupe e San Pietro in quello della fonte; il Battesimo è presente in tutte e due i culti anche se, forse, con significati diversi; la comune credenza della resurrezione dalla morte e il giudizio finale presieduto da Mitra o da Cristo, a secondo della religione; l’ultima cena di Mitra con i fedeli prima di ascendere in cielo sul carro del Sole e l’ultima cena di Cristo con gli apostoli prima della passione e della resurrezione; c’è poi da aggiungere che sopra molti mitrei sono state costruite basiliche e chiese.

 Mitreo di Santa Prisca_13

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 Alcuni Mitrei di Ostia_014
 Mitreo di Duino

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Vedi il culto di Iside

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