Machu Picchu.

by / domenica, 16 settembre 2018 / Published in Archeologia1, Il blog, Le Sette meraviglie del Mondo moderne

Machu Pikchu, in lingua quechua machu significa “Vecchio” e pikchu, si può tradurre con “Cima” o “Montagna”, quindi Machu Picchu ossia “Vecchia cima”. Per popolo quechua s’intende l’insieme degli individui che, pur appartenendo a differenti sottogruppi etnici, hanno come lingua madre un idioma appartenente alla famiglia quechua, essi costituiscono la maggioranza della popolazione di Perù e Bolivia. Machu Picchu è un sito archeologico Inca situato in Perù, nella valle dell’Urubamba, posto a circa duemila quattrocentotrenta metri di altitudine sul livello del mare e ha un’estensione di circa un chilometro. Il sito è a circa cento dodici chilometri dalla città Cusco, la capitale dell’Impero Inca, ed è immerso nel Parco Archeologico di Machu Picchu, noto anche come “Santuario Storico”, questo parco ha una superficie molto vasta, circa trentaduemila seicento ettari e fu istituito per preservare la flora, la fauna, le formazioni geologiche e i resti archeologici di tutta l’area. Machu Picchu, la “Città perduta” fa parte del Patrimonio dell’umanità stilato dall’UNESCO ed è annoverata tra le sette meraviglie del mondo moderno. La valle di Urubamba è formata da una fitta vegetazione, da dirupi e da alte montagne che la circondano, qui scorre il fiume Wilkamay o Willka Mayu ossia “Fiume del Sole” o “Fiume sacro”, il quale ha le proprie sorgenti nel nevaio Willkan Uta ovvero “Casa del Sole” o “Casa sacra”. La città di Machu Picchu, invisibile a chi guarda dal fondovalle, è, dalla sua riscoperta, considerata, nell’immaginario popolare, un’antica, affascinante, misteriosa, città perduta con imponenti e maestose rovine, dalla quale l’occhio può spaziare su tutta la valle, che è circa quattrocento metri più in basso, perdendosi in un panorama, a dir poco, incredibile ed emozionante. La gola di Picchu, che si trova a metà strada fra le Ande e la foresta Amazzonica peruviana, fu colonizzata da alcune popolazioni montane in espansione, le quali provenivano dalle aree di Vilcabamba e della Valle Sacra, nella regione di Cusco. Gli archeologi hanno potuto stabilire che l’agricoltura fu praticata, nella regione, almeno dal 760 a.C., mentre una grande espansione demografica si ebbe dall’anno 900 d.C., stesso periodo in cui si sviluppò la lavorazione della terra a terrazze, che permetteva di aumentare la superficie coltivabile. Nonostante questa premessa storica ben accertata il sito della città di Machu Picchu, non presenta alcuna traccia di edificazione prima del XV secolo. Intorno al 1440 la gola di Picchu fu conquistata da Pachacutec, il primo imperatore Inca, in base a ciò gli archeologi e gli storici hanno supposto che proprio in quest’anno la città fu fatta edificare, appunto dall’imperatore, in una posizione ben celata, ciò era un segreto militare, i profondi dirupi, che circondano il sito, erano la miglior difesa naturale possibile, rimase abitata fino alla conquista spagnola del 1532. È probabile che Machu Picchu, come del resto la maggior parte delle città incaiche, la Llacta, aveva una popolazione non fissa, che poteva variare tra i trecento e i mille abitanti, gli operai agricoli erano coloni provenienti da luoghi diversi dell’impero, mente gli altri abitanti erano Acllas e membri della nobiltà, forse della panaca di Pachacutec. Le Acllas erano figure religiose femminili che ebbero una funzione cerimoniale, religiosa, produttiva ed economica nell’impero Inca, il termine panaca sta a significare discendenza. Quindi è probabile che Machu Picchu facesse parte delle proprietà personali dell’imperatore e che alla sua morte passarono tutte all’amministrazione della sua panaca, la quale doveva riservare le entrate, derivanti dalle suddette proprietà, a continuare e incrementare il culto della mummia del defunto. Sembra che questa situazione perdurò durante i governi di Tupac Yupanqui e di Huayna Capac, fino cioè al 1529. Questo luogo, però, probabilmente perse d’importanza con l’aumentare del prestigio personale dei successori di Pachacutec, ma forse, in declino derivò anche dall’apertura di una nuova strada che rese obsoleta quella della gola di Picchu. Sicuramente la guerra civile, dal 1531 al 1532, e l’invasione spagnola decisero la fine di dell’insediamento umano di Machu Picchu, la popolazione rurale era composta principalmente da mitmas, coloni di varie nazionalità spesso prigionieri e forzati nell’area, quindi al decadere della città ritornarono nel loro luogo d’origine. A questo si aggiunge il fatto che, i nobili presero parte alla resistenza Inca contro gli spagnoli comandata da Manco II, che nel 1536 convocò i titolati delle regioni vicine per rintegrare la corte del re nell’esilio di Vilcabamba. Tutto ciò contribuì allo spopolamento della città, anche se alcuni fonti non parlano di un abbandono totale, perlomeno per la parte rurale. Anche se la città perduta in realtà non fu mai perduta, gli abitanti locali ne conoscevano l’ubicazione. Alcuni esploratori, nell’ultimo quarto di secolo del 1800, parlano di aver visto le rovine di Machu Picchu, senza però raggiungerle, è solo il 24 giugno 1911, che una spedizione guidata da storico statunitense Hiram Bingham, accompagnato da alcuni locali, entrò a Machu Picchu. Bingham stava esplorando le vecchie strade inca, della zona, alla ricerca di Vilcabamba, l’ultima capitale Inca, sembra che inizialmente che lo storico americano fosse convinto di essere giunto in quella capitale da lui tanto cercata. Fatto sta che nel 1912 Bingham ottenne, dalle autorità peruviane, il permesso di compiere scavi e quello di prelevare i reperti per portali negli Stati Uniti, comunque fu lui che assegnò il nome alla città e ai quartieri della stessa. Quando lo statunitense giunse a Machu Picchu, i suoi occhi videro una città completamente ricoperta da una vegetazione molto fitta, dove scorrazzavano animali selvatici, alcuni dei quali pericolosi e velenosi per l’uomo. Da quella vegetazione però, spuntavano le vestigia di una città quasi del tutto intatta, con raffinate rifiniture, circondata da mura alte oltre cinque metri e da profondi dirupi. Ci sono voluti circa cinque anni per deforestare completamente il sito, ovviamente da quel 1912 molti altri studi e scavi sono stati eseguiti, sono state fatte varie pubblicazioni e tutto ciò ha portato un flusso turistico molto elevato tanto, forse, da creare problemi a tutto il Sistema Nacional de Áreas Naturales Protegidas por el Estado, il parco nazionale della zona.

La città.

L’area edificata di Machu Picchu è di cinquecento trenta metri di lunghezza per una larghezza di duecento metri il che porta a una superficie di circa centosei mila metri quadrati disposta su oltre centosettanta livelli, vi è una netta divisione tra la zona agricola e quella edificata. La prima è formata dall’insieme delle terrazze per la coltivazione, mentre la seconda è la zona urbana, quella cioè dove vivevano gli abitanti e dove si svilupparono le principali attività civili e religiose. Molto caratteristico è il mondo in cui le due parti sono separate, esse sono, infatti, divise da un muro, da un fosso e da una scalinata. Machu Picchu è una città che fu costruita tra due montagne e tra due faglie, di conseguenza è soggetta a terremoti frequenti ed è esposta ad abbondanti piogge durante tutto l’arco dell’anno, ciò farebbe impazzire qualsiasi costruttore, ma allora qual è il segreto della sua longevità? C’è chi afferma che tutto si deve all’ottimo sistema di drenaggio delle acque che gli Inca hanno saputo ideare e costruire, in effetti, nella città sono stati contati ben cento ventinove canali di scolo che, passando per tutto l’abitato, portano le acque drenate nel fosso che divide la parte urbana da quella agricola. In questo modo gli Inca hanno evitato frane ed erosioni e il fosso che divide i due settori era, evidentemente, il canale principale di drenaggio della città. Tutte le costruzioni sono di granito di colore biancoazzurro, provenienti da cave vicino alla città, si tratta di una pietra molto dura che gli Inca lavoravano, con molta cura, soltanto con strumenti di bronzo e con pietre più dure, il ferro non era conosciuto, la levigazione era effettuata con la sabbia, che serviva a lisciarle per abrasione. Nonostante tutto, le pietre erano lavorate, dando loro una forma di prisma rettangolare o poligonale, tale lavorazione era così perfetta che, spesso, sembra che le pietre s’incastrino perfettamente tra di loro senza nessun tipo di malta. La realtà non è proprio così, tra le pietre sono presenti piccoli strati di malta ma non visibili dall’esterno. Nella città non si è conservato nessun tetto originale, si pensa, però, che la maggior parte delle coperture era basata su una cornice di tronchi legati e coperti da più strati di una pianta erbacea locale. Le continue precipitazioni rendevano necessaria una grossa inclinazione di questi tetti, per cui queste coperture finivano con l’aumentare di molto l’altezza della parte dell’edificio costruito in pietra. La maggior parte delle facciate, delle finestre e delle nicchie hanno forma trapezoidale, la base è più larga della sommità.

La Zona Agricola.

Come detto i campi erano coltivati con terrazzamenti che servivano a sfruttare al massimo il terreno che aveva grandi pendenze, tanto è che i campi appaiono come grandi scale nel fianco della montagna. Le terrazze erano formate da mura di contenimento di pietra, si creava così uno spazio che era riempito da differenti strati di materiale diverso: piccole e grandi pietre, ghiaia, argilla e infine uno stato di terreno coltivabile destinato alla coltura di mais e patate. Tutto era calcolato per un buon drenaggio dell’acqua, ciò era necessario, per non sgretolare il terreno, considerando le copiose precipitazioni della zona. I terrazzamenti che invece sono presenti nella parte bassa intorno alla città non avevano uno scopo agricolo ma erano mura di contenimento. Sul lato sud, prima di entrare nella città, sono presenti cinque grandi costruzioni alcune delle quali, molto probabilmente, erano usate come magazzini o granai, infine entrando a Machu Picchu da ovest, lungo il cammino vi sono due grandi insiemi di terrazzamenti, il primo di forma semicircolare e l’altro rettilineo, il loro uso non è del tutto noto.

Il Posto di Vigilanza.

Si tratta di una piccola abitazione composta di tre pareti da cui è possibile vedere un grandioso panorama della città.

La Roccia Funeraria.

Si tratta di un monolito tagliato a forma di altare con gradinate laterali ed è collocato in posizione isolata, alcuni studiosi pensano che in questo luogo erano imbalsamati i defunti, altri credono che sia un osservatorio solare, poiché hanno osservato che durante il solstizio d’inverno la luce del sole si proietta, dalla Porta del Sole, proprio su questo monolito. La porta del Sole è un’apertura di una roccia di granito allineata perfettamente con il sorgere del sole.

Il Recinto dei Dieci Vani.

Questa è una costruzione che forse aveva la funzione di luogo di ristoro, una sorta di locanda per varie persone, l’ipotesi è scaturita per le dimensioni e la morfologia dell’edificio.

La Zona Urbana.

La zona urbana ha un alto valore architettonico, fu costruita in una zona molto impervia, ha numerose strutture di carattere religioso, che comprendono altari, oltre a lunghe scalinate, acquedotti, case, osservatori, piazze, templi, torri di avvistamento e un orologio solare, certamente non era una città tipica degli Inca ma, tutti i fattori considerati la rendono unica. La città presenta diverse unità abitative poste in differenti punti, a volte separate tra loro da ripidi sentieri, tutte le opere architettoniche furono realizzate con molta cura, anche se, è probabile che quelle più importanti fossero le più rifinite. Per alcuni è un luogo sacro, mistico ed esoterico, mentre per altri si tratta d’importanti e meravigliose vestigia di una grande civiltà. Scrisse il grande Pablo Neruda:

“Entonces en la escala de la tierra he subido \ entre la atroz marana de las selvas perdidas \ hasta ti, Machu Picchu. \ Alta ciudad de piedras escalares, \ por fin morada del que lo terrestre \ no escondiò en las dormidas vestiduras. \ En ti, como dos lineas paralelas, \ la cuna del relampago y del hombre \ se mecian en un viento de espinas”.

La traduzione in Italiano è:

Allora sulla scala della terra sono salito, \ tra gli atroci meandri delle selve perdute, \ fino a te, Machu Picchu. \ Alta città di pietra scalinata, \ dimora degli esseri che il terrestre \ non poté celare nelle vesti assonnate. \ In te, come due linee parallele, \ la culla del tempo e quella dell’uomo \ si dondolano in un vento di rovi.

Si diceva che un muro lungo quattrocento metri divide la città dalla zona agricola, parallelamente a esso vi è un fossato usato come scolo e nella parte alta del muro si trova la porta di Machu Picchu che aveva un interessante sistema di chiusura all’interno. La zona urbana fu divisa dagli archeologi in gruppi di edifici, per l’esattezza diciotto ripartizioni, prima di tutto, però, la città fu suddivisa in due settori, una parte alta o Hanan e una bassa o Hurin. Al centro di questa vera e propria divisione fisica vi è la cosiddetta “Plaza alargada”, costruita su terrazze a differenti livelli che vanno ad accordarsi al declivio della montagna.

Il Settore Hanan.

Il Primo Complesso.

Qui vi sono le strutture che servivano a espletare le necessità di chi entrava in città, infatti, vi erano: un’area vestibolare; dei ricoveri per animali, in particolare per i camelidi, come i lama, usati per i trasporti; dei laboratori; delle cucine; delle abitazioni. Il vestibolo, aveva due piani e molteplici entrate, sempre in questa zona vi erano le abitazioni di rango inferiore le quali, probabilmente, erano abitate dai lavoratori della cava situata vicino a questo settore. Tutte queste costruzioni hanno un’architettura semplice, di fabbricazione comune, anche se intonacate e pitturate.

Tempio del Sole.

Un importante asse della città, che va da est a ovest, attraversa tutte le rovine ed è formato da due elementi diversi, una larga e lunga scala e un insieme di corsi d’acqua; all’incrocio con l’altro importante asse della città, i due assi formano una sorta di croce, vi è una costruzione: il tempio osservatorio del Sole o El Torreon. Qui è ubicata la prima e la più importante delle fonti d’acqua della citta. Al Tempio del Sole si accedeva attraverso una porta a doppio battente, si sono conservati i resti del meccanismo che permetteva la chiusura. La parte principale della costruzione ha una pianta semicircolare e si eleva con una forma di cilindro aperto su un lato, fu edificato con blocchi di pietra lavorati finemente. Il tempio è costruito sopra una grande roccia sotto la quale c’è una piccola grotta che è stata riempita completamente con piccole pietre, alcuni archeologi hanno ipotizzato che fosse un mausoleo sepolcrale e che nelle sue grandi nicchie fossero poste alcune mummie. C’è chi ha ipotizzato che qui riposavano le spoglie di Pachacutec, forse più semplicemente era un altare per la madre terra, comunque Bingham lo chiamò “Tomba Reale“. La parete curva del El Torreon presenta due finestre, un’orientata verso est e l’altra verso nord, alcuni pensano che si tratti di un osservatorio solare, altri credono che sia una costruzione per le cerimonie che riguardavano il solstizio di Giugno. È stato provato che dalla finestra che da a est è possibile fissare, con precisione, il solstizio d’inverno, questo analizzando la proiezione dell’ombra sulla roccia centrale. Una delle finestre presenta resti di decorazioni e residui di un vasto incendio. All’interno del tempio vi è uno strano altare intagliato in una grande roccia, probabilmente dedicato al culto di Inti cioè il sole. La parete dritta, che è quella posteriore, fu chiamata la “Porta dei Serpenti” qui sono intagliate alcune nicchie, forse usate per collocarvi idoli o offerte cerimoniali. Confinate con il tempio vi è un edificio a due piani, ben rifinito, che fu chiamato “Recinto della Nusta” cioè “Recinto della principessa”, probabile qui dimorava il Sommo Sacerdote.

Residenza Reale.

Si tratta di una costruzione adibita ad abitazione, certamente è quella posta nella migliore posizione, ed è la più grande, la più importante, la più rifinita fra tutte. L’edificio e composto di due abitazioni con muri di pietra ben lavorata e con grandi architravi monolitici, la prima di queste abitazioni ha un accesso a un bagno di servizio con tanto di scolo igienico, nel complesso è presente anche una terrazza privata dalla quale è possibile vedere il Tempio del Sole ed è presente un caravanserraglio per camelidi, in particolare per i lama.

Piazza Sacra.

È definito con questo nome un complesso di costruzioni disposte intorno a un patio di forma quadrata, qui si trovano due dei maggiori edifici di Machu Picchu: il Tempio Principale e il Tempio delle Tre finestre. Il primo e composto di tre pareti con sette nicchie

Tempio Principale

trapezoidali al centro e cinque sui lati, le mura furono costruite con blocchi di pietra molto regolari. Si è ipotizzato che fosse il principale punto cerimoniale della città, anche se non è certa quale fosse la divinità celebrata, in questo tempio, alcuni studiosi pensano possa essere Wiraqocha. Difronte a esso vi è la Casa del Sacerdote, mentre alle sue spalle vi è un piccolo recinto con una piattaforma al centro, molto particolare e somigliante a un divano di pietra, questo luogo fu nominato “Camera degli Ornamenti“. L’altro tempio fu edificato con pietre poligonali e assemblate tra di loro in una sorta di puzzle, alcuni studiosi credono si tratti della rappresentazione simbolica del “Tamputocco”, ovvero Della “Montagna dalle tre finestre”, tale montagna sarebbe il luogo d’origine dei fratelli Ayar, i capostipiti degli Inca. Una cosa sembra certa, il complesso era destinato a diversi rituali.

Intihuatana o Intiwatana.

Si tratta di una collinetta le cui pendici formano una piccola piramide di base poligonale, grazie ai terrazzamenti effettuati, in essa sono state ricavate due grandi scalinate per l’accesso, una contrapposta all’altra nelle direzioni Nord e Sud. Una di queste presenta una particolarità molto interessante, per un lungo tratto fu ricavata e intagliata da una sola pietra. Salendo si raggiunge la pietra Intihuatana, si tratta di un prisma quadrangolare, ricavato nella roccia, il quale è alto trentasei centimetri e ha un orientamento secondo le coordinate nord ovest e sud est, di certo è uno degli oggetti più studiati di tutta Machu Picchu. Il luogo è anche chiamato “Orologio Solare”, e Intiwatana significa “luogo dove si attacca il sole”. Nonostante gli studi effettuati, non vi è certezza di com’era utilizzato il luogo, anche se è stato messo in relazione a funzioni astronomiche, dal quale si stabilirono allineamenti con avvenimenti astronomici e con le montagne circostanti. Semplicemente gli studiosi hanno osservato che il prisma proietta la luce del sole sul pilastro sottostante e che l’angolo a sud del poliedro ha un’inclinazione di 13°, che è la stessa latitudine di Machu Picchu. Durante l’equinozio d’autunno, il 22 settembre, il prisma non proietta nessuna ombra sul pilastro, per cui alcuni studiosi, ciò sta a dimostrare che il luogo era utilizzato come osservatorio solare grazie alle misurazioni delle ombre, quindi potrebbe segnare anche i solstizi e gli equinozi. A poca distanza vi è un’altra roccia di forma quadrangolare inclinata di 45°, che nella parte più lunga porta incisa una diagonale, qualcuno l’ha definita importante affermando che rappresenta la Croce del Sud. Come si è visto ci sono comunque più di un’ipotesi e di conseguenza poche certezze.

Il Settore Hurin.

Gruppo dei tre portali.

Si tratta di un complesso architettonico molto vasto da cui spiccano tre grandi portali, questi sono disposti simmetricamente e in contatto tra di loro, sono d’identica fattura e orientati verso la piazza principale di Machu Picchu, fanno parte di questo settore magazzini e laboratori.

Roccia Sacra.

È il nome che fu dato a una pietra con superficie chiara posta su un ampio piedistallo, fu messa lì per indicare la parte più a nord della città ed è il punto da dove parte il sentiero di Huayna Picchu.

Gruppo dei Mortai.

Si tratta del complesso più grande della città, anche se ha solo una porta d’ingresso, la sua funzione, però, non è ben chiara. Alcuni hanno pensato che tratta dell’Acllahuasi di Machu Picchu ossia della “Casa delle donne scelte”, le quali si dedicavano ai servizi religiosi e all’artigianato di prestigio. Fa parte del complesso un’abitazione costruita con pietre che presentano una lavorazione ben rifinita, al suo interno ci sono due mortai circolari dello stesso diametro, ricavati da due rocce, ma a cosa servivano? C’è chi dice che erano usati per macinare il mais e chi crede che fossero usati per fabbricare tessuti o ceramiche. È probabile che il complesso fosse usato per dei rituali, perlomeno così fanno pensare gli altari presenti in esso.

Gruppo del condor o Tempio del Condor.

Anche questo complesso è formato da un grande gruppo di costruzioni, e poiché molte seguono l’andamento della roccia, risultano non avere un andamento regolare, vi sono anche alcune grotte a uso rituale. Si tratta di una sorta di labirinto in cui fu posta una scultura che presenta gli elementi tipici del condor andino, secondo alcuni si distingue il becco, il collare bianco intorno al collo e l’apertura alare, di conseguenza molti pensano che si trattasse di un luogo sacro dedicato al culto dell’Apu Kuntur, il condor, appunto, che è uno dei tre animali sacri, insieme al serpente e al puma. Per completezza si deve ricordare che alcuni studiosi pensano che, in questo luogo, sorgessero le prigioni e che i condannati a morte fossero uccisi con un macabro rito. Sembra che i condannati fossero legati alle nicchie disposte negli antri, le quali avevano dei piccoli fori negli stipiti, così bloccati erano poi dilaniati dai condor, e non finisce qui. Nelle nicchie più grandi erano invece usate per murare vivi detenuti i quali avrebbero respirato e mangiato attraverso dei piccoli pertugi aperti nella parete. Altre incertezze, solo incertezze, anche se l’atmosfera è più sacrale che non di detenzione. Vicino alla roccia intagliata per farla assomigliare a un condor ci sono ricche abitazioni che avevano un accesso privato ed esclusivo a una delle fonti di Machu Picchu. Infine in questo complesso vi è una costruzione dedicata all’allevamento dei cuyes, cioè delle cavie o porcellini d’india.

Machu Picchu la città riscoperta ma in realtà mai scomparsa; la città misteriosa, che in realtà deve essere ancora del tutto capita e studiata; fu costruita non solide basi e con criteri

Grotta sotto il Tempio del Sole, il cosiddetto Mausoleo reale, alcuni studiosi ritengono sia la tomba di Pachacutec.

architettonici molto avanzati; il calcolo dei canali per il deflusso delle acque è a dir poco eccezionale. La domando primaria è: perché fu costruita? Forse solo per una sorta di residenza per gli ozi del re, della sua corte e della nobiltà? Molti studiosi hanno trovato criteri astronomici e sacri nella costruzione della città, hanno provato che alcuni edifici, ritenuti importanti, si allineano con l’azimut solare durante il solstizio, ma non in maniera casuale, bensì in modo costante nel tempo. Inoltre gli studiosi hanno osservato che gli stessi edifici si allineano, in determinati periodi dell’anno, con i punti di aurora e tramonto del sole delle vette dei monti circostanti. Si tratta quindi di una sorta di osservatorio astronomico? …Tante domande, le risposte verranno solo continuando lo studio del sito.

.

.

.

.

Vai a “Le Sette Meraviglie del Mondo Moderno”

(17)

Lascia un commento

TOP