Luci Studio

by / lunedì, 06 gennaio 2020 / Published in Alta Fotografia, Fotografia, Francesco, Il blog

 

UTILIZZARE LA LUCE

Quando gestire la giusta luce è il problema maggiore da risolvere

 

 

La parola luce (che viene dal termine latino lux) è riferita alla porzione compresa tra i 400 ed i 700 nanometri di lunghezza d’onda dello spettro elettromagnetico che risulta visibile dall’occhio umano. Senza voler entrare nel merito della dualità della natura della luce vogliamo considerare le sue principali caratteristiche e la sua propagazione:

  • la quantità di luce proveniente da una sorgente luminosa, ad esempio un flash, che raggiunge un soggetto posto ad una distanza doppia è solo in quarto di quella precedente

  • quando la luce colpisce una superficie posta sul suo cammino viene riflessa e rifratta secondo le leggi dell’ottica geometrica

legge di Snell: la luce incidente e la luce rifratta hanno angoli rispetto alla normale legati dall’equazione n1/n2 = sen(Alfa2)/sen(Alfa1) mentre la luce incidente e la luce riflessa hanno angoli di valore uguale

Esistono tutta una serie di fotografie in cui gestire in modo ottimale la luce è fondamentale e potremmo indicarle come le foto da studio. Questo genere di fotografie e anche chiamato still life (letteralmente in inglese natura morta).

Per avere una buona fotografia diventa essenziale studiare l’illuminazione da applicare al soggetto, nella maggioranza dei casi queste foto sono fatte in uno studio fotografico, dove si possano utilizzare gli opportuni strumenti.

Analizziamone in modo sintetico i fondamentali aspetti e strumenti.

La luce principale è quella che determina l’effetto luminoso preponderante della scena. Ovviamente l’effetto finale deve essere il più possibile uguale alla percezione umana della luce naturale. Vedere due ombre in una fotografie può essere un effetto voluto ma si scontra con la percezione reale di una sola ombra quando fotografiamo la scena alla luce solare.

Questa illuminazione può essere:

  • Luce frontale – il soggetto viene illuminato frontalmente, avremo buona resa cromatica ma scarsa profondità

  • Luce laterale – il soggetto viene illuminato lateralmente, le ombre daranno una maggiore profondità

  • Controluce – il soggetto viene illuminato posteriormente, il contrasto altissimo è utilizzabile come effetto

  • Luce dall’alto – sul soggetto si creano delle ombre naturali

  • Luce dal basso – è utilizzabile come effetto

In tutti i casi la luce può essere:

  • diretta (detta anche concentrata) – otterremmo un ombra nitida del soggetto sullo sfondo, se visibile. In questo modo si mettono in risalto le forme ma si possono creare dei fastidiosi riflessi.

  • diffusa (indiretta) – si può ottenere o riflettendo la luce da una superficie oppure facendola attraversare una superficie traslucida. I soggetti sono ben illuminati ma le ombre e i colori restano morbidi. I rischio è quello di ottenere delle immagini poco incisive.

  • di riempimento – specie nello still life pubblicitario è importante illuminare in modo uniforme tutto il soggetto, oltre alla luce principale bisogna illuminarlo tutto in modo morbido. Questo tipo di illuminazione viene usato quindi per diminuire il contrasto e rendere maggiormente visibili i dettagli presenti nelle zone di ombra.

L’operazione di posizionamento e regolazione delle luce artificiali è ovviamente molto complessa e richiede grande esperienza da parte del fotografo.

Un metodo empirico ma sicuramente efficace è la disposizione chiamata ad orologio. Consideriamo lo studio come un orologio analogico:

  • Il soggetto da fotografare va messo al centro dell’orologio (il perno delle lancette)

  • lo sfondo va posizionato sulle ore 12

  • la fotocamera va posizionata sulle ore 6 (variando l’ottica o la distanza dal soggetto troveremo la giusta inquadratura)

  • la luce principale va posizionata tra le ore 7 e le 8

  • la luce di riempimento va posizionata intorno alle ore 5, la potenza di questa lampada si può approssimare alla metà della luce principale

  • una luce si può mettere sulle ore 1 per dare un effetto di controluce, ovviamente fuori del campo visivo della fotocamera

schema dell’orologio applicato ad uno studio provvisorio. Lo sfondo è sulle 12, il fotografo è sulle 6, il soggetto è al centro, la luce principale è sulle 8, la luce secondaria è sulle 5, la luce diffusa (uno schermo riflettente) è sulle 1

Altrettanto importanti della disposizione delle luci nello studio ci sono tutta una serie di accessori necessari per eseguire la corretta fotografia:

  • treppiedi per reggere le lampade

  • sfondo fisso o portatile

  • esposimetro a luce incidente

  • pannelli riflettenti o assorbenti

  • gelatine colorate

  • tavolo porta soggetti piccoli

  • trigger per scatti multipli

accessori per l’illuminazione still life

piano di lavoro per rialzare i piccoli soggetti

treppiede per reggere stabilmente gli illuminatori, che pesano alcuni chili

trimmer, un trasmettitore e tanti ricevitori quanti sono gli illuminatori, per sincronizzarli e comandarli contemporaneamente

diffusori e schermi riflettenti, per gestire nel modo opportuno le sorgenti luminose

La giusta esposizione della scena è una diretta conseguenza della corretta misurazione della luce che viene utilizzata. Un esposimetro a luce riflessa è utilizzabile solo in presenza di una luce continua, il metodo migliore è quello di utilizzare un esposimetro a luce incidente. Inoltre è buona norma scattare sulla scena, dopo che l’illuminazione è stata predisposta in modo corretto, qualche scatto di prova su un target di riferimento che utilizza i colori fondamentali per trovare le informazioni sul corretto bilanciamento del bianco. Strettamente correlato ad esso è il problema della temperatura colore presentata dal tipo di illuminazione scelta. Per avere la giusta temperatura di colore a volte bisognerà ricorrere a dei filtri colorati compensativi.

per analizzare la scena in modo corretto bisogna usare un esposimetro a luce incidente, digitale o analogico, ed un target colorato per il bilanciamento colore

Per fotografare dei piccoli oggetti è spesso conveniente inserirli in una gabbia di materiale traslucido che lo circondi da tutti i lati tranne un lato aperto dove viene posizionata la fotocamera. L’illuminazione sarà all’esterno della gabbia stessa. In questo modo le luci al suo interno saranno diffuse in modo uniforme. Questo metodo è di solito molto utilizzato per la sua semplicità e ripetibilità per fotografare tutti gli articoli di un catalogo, così avremo la stessa illuminazione per tutti i prodotti. Un altro vantaggio di questa tecnica è il buon controllo delle superfici riflettenti, i riflessi saranno minimi. In commercio sono stati introdotti dei dispositivi, i più noti sono i Cubelite, che si possono montare velocemente su dei supporti autoportanti di dimensioni variabili e proporzionali a quelle del soggetto da fotografare.

I tipi di illuminazione per lo still life sono di due categorie: luce flash e luce continua.

Luce flash: sono analoghe ai comuni flash ma hanno una potenza maggiore e possono essere utilizzate in modo continuativo poiché prelevano l’energia direttamente dalla rete elettrica. Le potenze più comuni vanno dai 1500 ai 6000 Watt. Alcuni modelli forniscono anche una luce continua utilizzata come luce guida.
Luce continua: la luce viene emessa in modo continuo e si divide in:

Luce al tungsteno: sono le comuni lampade con potenze fino a 2000 Watt. Sono facili da reperire e poco costose ma poco adatte all’utilizzo professionale. Se rivolte direttamente al soggetto bisogna fare molta attenzione al calore emesso, è quindi preferibile utilizzarle in modo riflesso.

Luce al neon : sono le meno utilizzate per la scarsa potenza emessa e per il difficile controllo del bilanciamento del colore.

Luce fredda al neon: sono state introdotte recentemente, sono dei neon che forniscono una luce con temperatura colore paragonabile a quella solare. La luce è brillante, bilanciata e non produce calore ma le potenze sono ancora scarse per un uso professionale.

Vantaggi

Svantaggi

Luce flash

– potenza luminosa elevata e concentrata nello scatto.
– ridotti consumi energetici.
– I soggetti fotografati e l’ambiente non devono sopportare un calore elevato.
– utilizzo di più dispositivi contemporaneamente mediante fotocellule (trimmer).
– Regolazione fine della potenza luminosa.
– Temperatura colore stabile e simile alla luce diurna.
– buon controllo della direzione.

– scarso controllo primo dello scatto (verifica solo a scatto avvenuto).
– Tra uno scatto ed il successivo può essere necessario un po di tempo.
– utilizzo a volte complicato.
– poco adatti negli studi di grandi dimensioni.
– Costi elevati.

Luce continua

luce al tungsteno

– basso costo di acquisto.
– Buon controllo dell’illuminazione della scena prima dello scatto.

– scaldano molto
– Alti consumi energetici.
– La temperatura colore è diversa dalla luce solare
– non adatte all’utilizzo contemporaneo alle altre tecnologie

luce al neon

– basso costo di acquisto

– poco adatte agli utilizzi fotografici
– Bassa potenza e scarso controllo cromatico.
– non adatte all’utilizzo contemporaneo alle altre tecnologie

luce fredda al neon

– ottimo controllo dell’illuminazione della scena
– emissione di calore ridottissime
– utilizzo contemporaneo con le luci flash
– Facilità di uso

– potenza limitata.
– bisogna attendere un per avere la massima efficienza

– scarso orientamento del fascio luminoso.
– costi elevati (i più alti).

Le ultime innovazioni tecnologiche hanno esteso alle luci continue quelle che era la prerogativa principale delle luci a flash, la sua somiglianza alla luce solare, che inizialmente bisognava correggere utilizzando delle pellicole specificamente studiate per l’uso con le luci artificiali oppure dei filtri correttivi montati sull’obiettivo. Il prossimo limite che bisognerà superare è quello di avere potenze decisamente superiori a quelle attuali che non riescono ancora a gestire in modo preciso i soggetti di grandi dimensione.

le principali luci da studio possono essere dei flash o a luce continua

Riassumendo possiamo dire che le lampade a luce continua sono più adatte allo still life di soggetti inanimati. Mentre le lampade flash danno risultati migliori per fotografare le persone. Per poter scegliere un sistema invece dell’altro bisognerà tener conto dei seguenti fattori:
– genere di fotografia da realizzare
– costi di installazione

– costi di utilizzo
– grandezza dello studio
– grandezza dei soggetti da fotografare
Tralasciando completamente per questioni di spazio il mercato degli innumerevoli accessori che si possono utilizzare concentriamo la nostra attenzione sui principali componenti che il mercato propone. È subito evidente che i prezzi di strumenti professionali non possono essere a buon mercato poiché l’aspetto della qualità e della prestazione è quello che deve essere preso in considerazione in prima battuta.

I prezzi per il singolo flash da studio possono andare dai 200 euro (potenza 150 watt) fino ai 600 euro (potenza 1000 watt).

Per un kit di luci completo, due flash (600 watt) + due treppiedi e diffusori + 1 trigger, occorrono intorno ai 1400 euro.

I prezzi per una lampada a luce fissa fluorescente possono andare dai 100 euro (potenza 450 watt) fino ai 250 euro (potenza 2250 watt). Una luce led, formata da 160 led con una potenza totale di 5000 lumen (circa 400 watt), costa oltre 200 euro.

studio fotografico montato in modo provvisorio dentro una palestra

Personalmente ho avuto modo di partecipare, insieme ad altri fotografi, ad alcune sedute in studio fotografico. Ho partecipato al montaggio di uno studio provvisorio installato in una palestra, in questo caso bisognerà considerare per la sessione sia il tempo per montare i fondali sia quello necessario per smontarli e riporli nei borsoni necessari al trasporto (serve inoltre un veicolo con un bagagliaio capiente). Ho partecipato anche ad una sessione di Body Scape con le modelle Valentina Feula [www.valentinafeula.com] e Simona Scalia, in uno studio fisso dove le pareti sono state verniciate con vernici opache e di diversi colori per avere dei fondali permanenti, in questo caso lo studio è immediatamente disponibile.

esempio di studio professionale e del risultato utilizzando un solo flash con luce proveniente dall’alto

esempi di foto eseguite in studio con le modelle Valentina e Simona

In entrambi i casi sono stati utilizzati dei flash collegati alla fotocamera con un trigger.

esempi di foto eseguite in studio con le modelle Valentina e Simona (uso di gelatine colorate)

Sono state utilizzate anche delle gelatine colorate per avere la luce con temperature di colore diversi. I risultati sono delle foto che mi hanno ampiamente ripagato e soddisfatto.

FRANCESCO

questo articolo è stato pubblicato sulla rivista FOTOGRAFARE 2 (Febbraio) del 2016 nella rubrica di ALTA FOTOGRAFIA.

P.S. Visto il tempo trascorso dalla pubblicazione va precisato che l’impianto tecnico dell’articolo è sempre valido ma risulteranno poco attendibili le eventuali ricerche di mercato o le scansioni temporali dei prodotti fotografici citati nel medesimo.

 

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