Lemuria, un continente scomparso o una civiltà avanzata?

by / martedì, 27 Dicembre 2016 / Published in Il blog, Miti e Leggende

Articolo in preparazione… A presto!

Abbiamo iniziato a fare una piccola analisi sugli ipotetici continenti perduti raccontando di Atlantide. (Vedi articolo dedicato)

Abbiamo continuiamo dedicandoci a ciò che a fatto ipotizzare l’esistenza di Mu, (Vedi articolo dedicato).

Infine affronteremo ciò che riguarda il mito di Lemuria. Prima che si affermasse la teoria della deriva dei continenti, gli scienziati, per spiegare l’esistenza di animali terrestri, appartenenti a una medesima specie ma separati da insormontabili barriere geografiche, spesso ipotizzavano teorie su dei continenti scomparsi nel tempo. Il geologo Philip Sclater rimase sconcertato quando scoprì l’esistenza di alcune famiglie estinte di lemuri, che erano distribuite nei territori che vanno dal Pakistan alla Malesia. La perplessità nacque poiché le famiglie viventi di questi animali sono insediate nell’isola di Madagascar e in quelle limitrofe, mentre sono totalmente assenti sia in Africa sia in Medioriente, pur essendo questi territori non lontani dall’isola. Lo studioso, allora, nel 1864, ipotizzò che l’India e il Madagascar, in un remoto passato, fossero parti dello stesso continente che chiamò Lemuria, proprio dal nome di questi simpatici primati. Come per le altre teorie dei continenti scomparsi anche quella su Lemuria guadagnò una rilevante importanza, tanto da apparire nelle opere di altri autori e scienziati. Uno su tutti, tale Ernst Haeckel, un tassonomista tedesco, La tassonomia è la scienza che si occupa dei modi di classificazione degli esseri viventi e non, ipotizzò che i resti fossili del cosiddetto “Anello mancate” non si sarebbero potuti trovare poiché sepolti in fondo al mare sul Lemuria. Era però convinto che questo continente fosse la culla della razza umana, poiché lo riteneva la sede delle scimmie antropoidi. Perlomeno bizzarra fu la spiegazione di Lemuria che diede Helena Blavatsky nelle sue opere, fondatrice della società Teosofica, nel 1880 confermò, senza dubbi, l’esistenza di questo continente perduto. Secondo questa interpretazione il continente era abitato da una razza di ermafroditi puri di spirito, la qual cosa le era stata rilevata da Mahatma affermando che, quest’ultimo, le avrebbe permesso di visionare un testo che esisteva già prima di Atlantide: il libro di Dzyan. Questi abitanti appartenevano alla terza delle sette “Razze Radicali” attraverso cui si muove ciclicamente l’evoluzione dell’umanità. E’ necessaria però una, se pur breve, spiegazione: secondo la Teosofia l’uomo si sviluppo a Lemuria, non evolvendosi da altre specie ma, per addensamento della materia che alla fine formò il corpo, cerchiamo di essere più chiari, l’uomo è il risultato finale di sette passaggi. I corpi della prima razza madre erano giganteschi fantasmi, erano composti si sola materia astrale; i corpi della seconda razza madre erano anch’essi invisibili e definiti eterei; i corpi della terza razza madre cominciavano a essere solidi, erano formati da gas liquidi e materia organica, le loro ossa erano però quasi inconsistenti tanto da non permettere la postura eretta. I Lemuriani di questo periodo avevano tre occhi, due rudimentali davanti al volto e un terzo dietro, quello astrale. I corpi della quarta razza madre potevano assumere la posizione eretta, avendo irrobustito le ossa, avevano sempre il terzo occhio; i corpi della quinta e sesta razza madre erano completi o quasi, i Lemuriani erano alti tra i tre metri e cinquanta centimetri e i quattro metri, la faccia appiattita con due occhi piccoli che permettevano la vista sia in avanti sia lateralmente. Il terzo occhio dava la possibilità della vista posteriore, avevano la pelle di colore bruno giallastra, le braccia e le gambe sproporzionate, mani e piedi enormi, si vestivano di pelli e usavano un bastone per la caccia. Si giunge così alla settima razza madre, l’origine della stirpe superiore. La testa aveva una forma a uovo e l’altezza diminuì notevolmente, le braccia, le gambe, le mani e i piedi divennero più proporzionati al resto del corpo. Inizialmente muti i Lemuriani, in seguito, svilupparono un linguaggio primitivo e i sessi si divisero. Vivevano in capanne e cominciarono a costruire città, attaccavano e si difendevano dai dinosauri, cosa alquanto anacronistica, forse definire questa interpretazione soltanto “Bizzarra” è riduttivo e non abbastanza fantasiosa. Frederick Spencer Oliver pubblicò, nel 1894, un romanzo in cui dichiara che i superstiti di Lemuria vivevano all’interno del Monte Shasta, nel nord della California, dove avevano costruito un complesso di gallerie. Sempre lo scrittore afferma che, se pur raramente, c’erano stati avvistamenti di queste popolazioni anche sopra la montagna. Queste idee furono riprese negli anni trenta del novecento con Guy Warren Ballard e Harvey Spencer Lewis, nei testi di quest’ultimo sono presenti anche delle fantasiose mappe. Infine, al pari di Atlantide e di Mu, anche questo continente s’inabissò, alcuni sono convinti che la distruzione avvenne in maniera repentina, altri invece pensano che il continente sprofondò a causa di una lunga serie di cataclismi dovuti a eruzioni vulcaniche ma, in tempi lunghi, paragonabili a quelli geologici. Di conseguenza anche i Lumuriani sparirono col tempo a causa della lava incandescente e dei gas vulcanici. Alcuni ricercatori indiani, che fanno parte del National Institute of Oceanography, affermano che circa quindicimila anni fa il mare era più basso di cento metri è quindi possibile che esistesse, in tempi remoti un ponte di terra tra lo Sri Lanka e l’India. Considerando che i livelli delle acque cominciarono a innalzarsi tra i dodicimila e i diecimila anni fa, è tecnicamente possibile che il mare abbia sommerso eventuali insediamenti preistorici in zone costiere basse sia dell’India sia dello Sri Lanka. Un antico racconto epico: il Ramayana, narra la costruzione di un ponte in questa zona. La leggenda racconta la storia di Sita, moglie di Rama, la donna era stata fatta prigioniera e condotta sull’isola di Lanka, a questo punto Rama fece costruire un imponente ponte per trasportare il suo esercito di Vanara, uomini scimmia, sull’isola per liberare la moglie. A volte accade che alla base di miti e leggende vi siano fatti storici, poi, coloriti, ingigantiti e modificati col trascorrere del tempo e delle generazioni, ma, proprio per questo, non è possibile determinare quali e quanti siano i tratti dei racconti corrispondenti a fatti reali e quali quelli scaturiti dalla fantasia e dalle tradizioni popolari. Certo è che, l’accettazione della deriva dei continenti, a permesso di spiegare la presenza di esseri viventi, appartenenti alla stessa specie, in zone così distanti tra di loro, così le teorie sui continenti perduti furono definitivamente archiviate dalla comunità scientifica internazionale, ma continuano ancor oggi ad affascinare alcuni ricercatori.

(195)

Tagged under:
TOP