Le Grotte di Stiffe

by / mercoledì, 07 Settembre 2016 / Published in Il blog, L'Italia che non ti aspetti, Viaggiando .....

Nei pressi della piccola frazione di Stiffe, nel comune di San Demetrio ne’ Vestini, nella provincia di L’Aquila si è formato un complesso di grotte carsiche che vanno sotto il nome, la denominazione deriva appunto dalla località, di “Grotte di Stiffe” le grotte, da un punto di vista prettamente tecnico, sono una risorgenza, in altre parole il punto in cui un fiume torna all’aperto dopo aver percorso un tratto sotterraneo più o meno lungo. “È qui una sorgente d’acqua mirabile, infatti, tutti i torrenti confluiscono dall’interno de’ monti in un unico luogo… e affiorano da una vasta fessura montana nel luogo chiamato Stiffe.”, così descrisse la risorgenza Angelo Pico Fonticulano nel Bellum Braccianum Aquilae Gestum. Il complesso rappresenta uno dei fenomeni carsici più noti dell’Italia centrale, le grotte di Stiffe furono utilizzate, forse, dall’età del Bronzo, ma sembrerebbe che nel suo interno siano stati rinvenuti resti risalenti al Neolitico e all’Eneolitico. Il corso d’acqua sotterrano che ha dato origine a tutto il complesso di grotte fu utilizzato anche in epoca moderna, nel 1907 fu realizzata una centrale idroelettrica, alcuni resti sono visibili ancor oggi, anche se poi fu abbandonata dopo la sua distruzione durante la seconda guerra mondiale e fu smantellata definitivamente nel 1956. Proprio in quest’anno cominciarono le esplorazioni speleologiche delle grotte, fino a giungere alla loro valorizzazione attuale, è stato creato, infatti, un percorso turistico di circa settecento metri che permette al pubblico di addentrarsi, in totale sicurezza, in un luogo interessante e incantevole, ovviamente da un punto di vista speleologico. La caratteristica più importante delle Grotte è sicuramente il corso d’acqua, da cui furono formate, che in alcuni periodi dell’anno raggiunge grosse portate d’acqua e allora scende a valle un fiume, che corre lungo rapide e cascate, con un fragore assordante, in altri periodi la portata diviene minima il corso d’acqua diventa un piccolo ruscello le cui acque sussurrano e mormorano.

Il percorso turistico

Si entra nella grotta attraverso un percorso attrezzato, all’interno l’ambiente mantiene una temperatura, in qualsiasi periodo dell’anno, di dieci gradi centigradi, sotto le passarelle si può vedere l’acqua spumeggiante e si sente il rumore del fiume più o meno impetuoso, uno spettacolo per tanti splendido, per alcuni forse inquietante. Proseguendo lungo il percorso e sempre in compagnia di una guida, si giunge nella cosiddetta “Sala del silenzio”, chiamata così poiché in gran parte dell’anno il fiume è quasi asciutto e passando ad almeno tre metri sotto le passarelle, quest’ambiente, molto vasto, diviene ovattato e isolato dal frastuono, che caratterizza tutto il resto del percorso, dello scroscio delle acque. Continuando si attraversa un tunnel artificiale, costruito per permettere il passaggio in tutta sicurezza delle persone, all’uscita del quale si possono ammirare alcune colate stalattitiche, si giunge così alla “Sala della Cascata”. Questa sala è alta circa trenta metri e funge benissimo come cassa di risonanza per la cascata, anche se può non sembrare per la mancanza di punti di riferimento noti, l’acqua fa un salto di venti metri, un balzo bellissimo nel periodo estivo, meraviglioso in quello di piena. La sala è davvero vasta si formò per lo scorrimento dei blocchi di roccia attraverso movimenti verticali, generando così la parete tagliata perpendicolarmente dalla cascata. Proseguendo si sale fino alla cima della cascata attraverso una scalinata, ovviamente costruita appositamente, qui vi è uno spazio da cui si può ammirare tutto l’ambiente sottostante, la “Sala della Cascata” e ci si comincia a rendere conto di quanto sia grande. Continuando a salire si attraversa un corridoio, la cui caratteristica è la presenza di lame rocciose a volta affilate, e si giunge in un ambiente molto interessante e bellissimo, la “Sala delle Concrezioni”. Questa sala, come dice il nome, è caratterizzata dalle concrezioni, lo stillicidio dell’acqua, in centinaia di migliaia di anni ha creato stalattiti e stalagmiti di particolare fascino. Qui si possono vedere delle stalattiti eccentriche, causate da un ridotto stillicidio e le linee trasparenti delle cosiddette vele dovute a un percolamento, cioè il lento movimento di un fluido attraverso un materiale poroso, dell’acqua dalle pareti. Se si ha un po’ di pazienza e un po’ di spirito di osservazione, si possono vedere le goccioline che si formano e che cadono ricordandoci che questa grotta è “Viva”, in altre parole ancora sono in corso tutti i processi naturali, iniziati centinaia di migliaia di anni fa, che hanno portato alla formazione delle concrezioni. Proseguendo si giunge al cosiddetto “Lago Nero”. Durante il cammino, alzando lo sguardo si possono vedere emozionanti drappeggi di una serpeggiante e grande vela, mentre tutt’intorno sono presenti concrezioni di varie forme e colori, questi ultimi dipendono dalle sostanze disciolte nell’acqua. Proseguendo troviamo le stalagmiti più antiche della grotta, la più alta supera i tre metri di altezza, si arriva così in un ambiente più vasto e davanti ai nostri occhi appare il “Lago Nero”, uno specchio d’acqua placido e tranquillo, anche durante i periodi di piena. La parete che lo sovrasta, oltre che essere ricca di concrezione, si apre alla diramazione cosiddetta “fossile” un angolo nascosto, antico, molto interessante e bello ma, per la sua delicatezza e fragilità è chiuso ai visitatori. In quest’ambiente sono presenti stalagmiti, stallatiti e colonne quest’ultime si formano quando le stallatiti che pendono dall’alto s’incontrano con le stalagmiti che crescono dal basso, oltretutto qui avvenne un fenomeno biologico molto particolare, il cosiddetto “Cimitero dei pipistrelli”, i corpi di questi piccoli mammiferi sono stati racchiusi, con lo scorrere del tempo, all’interno delle concrezioni, creando dei fossili perfettamente conservati. Andando avanti sul percorso attrezzato, dopo un’ulteriore salita e attraverso un tunnel, si giunge nella sala de “L’ultima Cascata”. Quest’ambiente è caratterizzato da un lago la cui profondità raggiunge i cinque metri in cui cadono fragorosamente, dopo un salto di venticinque metri, le acque di una cascata, “L’ultima”, sulla parete destra della sala è presente una magnifica colata di tre colori che crea, insieme alla cascata stessa, un ambiente particolarmente scenografico, qui termina il percorso turistico. La cascata è alimentata da un sifone, superato quest’ultimo si potrebbe proseguire nella grotta per altri tre chilometri stimati di cui, però, soltanto uno è stato esplorato. 

Situate all’apice della forra sovrastante la piccola frazione di Stiffe, le grotte furono modellate dalle acque, che hanno eroso e corroso la roccia, infiltrandosi dalla parte superiore della montagna soprastante, dall’altopiano delle Rocche, dall’inghiottitoio di Pozzo Caldaio nei pressi di Terranera a una quota di mille e duecentocinquanta tre metri, come si diceva, è stato stimato che il percorso sotterraneo del fiume è di oltre tre chilometri con un dislivello di oltre seicento metri. La composizione mineraria delle Grotte di Stiffe è varia, in gran parte sono formate da rocce calcaree, che rendono le pareti di colore bianco candido, con la presenza però di ossidi metallici che danno alle rocce colori differenti e particolari. Una curiosità dal 1996, tra l’8 dicembre e il 6 gennaio è allestito, all’interno delle Grotte di Stiffe e lungo il percorso turistico, un presepe, per opera di artigiani locali e perfettamente integrato nell’ambiente.

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