L’Aula Isiaca e la Loggia Mattei al Palatino.

by / sabato, 24 agosto 2019 / Published in Archeologia1, Il blog, Roma Nascosta, Viaggiando .....

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L’Aula Isiaca e la Loggia Mattei al Palatino.

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L’Aula Isiaca.

La cosiddetta Aula Isiaca è una stanza ipogea che fu rinvenuta XVIII secolo ed è posta sotto la Basilica Auditorium della Domus Flavia, sul più antico centro abitativo romano: il colle Palatino. In realtà si tratta di un locale appartenente a una casa di epoca repubblicana che fu rimaneggiata e decorata tra il 30 a.C. e il 25 a.C., su un frammento della decorazione pittorica più antica è raffigurata un’architettura prospettica tipica del secondo stile ed è databile alla metà del I secolo a.C., mentre le decorazioni successive sono di secondo stile avanzato. La sala è a base rettangolare con i lati corti absidati, la copertura del locale era in parte a volta e in parte con soffitto piano, questi lati furono tagliati, parzialmente, dalle fondazioni di una grande vasca che apparteneva alla Domus Transitoria di Nerone. Da dove nasce il nome “Isiaca”? Il nome della sala è legato ai numerosi soggetti appartenenti ai culti egiziani di Iside e Serapide quali: fiori di loto, serpenti, vasi rituali e ghirlande di rose. Una delle pareti lunghe si è ben conservata, essa è divisa, nel senso della lunghezza, da decori di quattro colonne molto sottili poste al disopra di un podio anch’esso dipinto, con accenni a piccole prospettive. Al centro dell’affresco è rappresentata una piccola edicola che va a incorniciare il dipinto di un paesaggio, a metà altezza vi è una fascia decorata con piccoli quadri con scene di genere e piccole figure poste tra girali vegetali. Più in alto correva un fregio con urei egizi, cioè dei serpenti, e fiori di loto, ancora più in alto una cornice di stucco. Molto interessanti dovevano essere i due paesaggi mitologici raffigurati ai lati dell’edicola, oggi non molto visibili, è probabile, almeno così credono vari studiosi, che su uno dei due fosse rappresentata la nascita di Elena. Comunque il quadro fu documentato da alcuni disegni del XVIII secolo, cioè al momento della scoperta, quando ancora era ben visibile, vi erano raffigurati personaggi che partecipano a un rito nei pressi di un altare sul quale un’aquila versa del liquido da un vaso rituale. Dei lati corti non è rimasto molto, la divisione sembra essere la stessa del lato lungo compreso il podio, rimane una scena forse riferibile allo sbarco di Elena e Paride, vi è anche una lunetta in cui è raffigurato un vaso cerimoniale dorato e decorato con corone di rose. Nell’abside vi era, al disopra di un podio, un paesaggio nilotico, ossia un panorama di una regione traversata dal Nilo, sono visibili ippopotami e pigmei, inoltre vi erano vedute idilliche e mitologiche. Del soffitto rimangono soltanto alcuni tratti che bastano, però, a farci capire che doveva avere un decoro molto raffinato con tracce di doratura, su uno sfondo bianco erano raffigurati motivi nastriformi con un nastro giallo posto su una fascia blu ondulata nella quale vi erano dipinti candelabri e motivi vegetali, classici simboli che fanno riferimento al culto di Iside. C’è da precisare che l’aula fu riportata completamente alla luce dopo la sua scoperta, in scavi archeologici effettuati nel 1912, inoltre gli affreschi furono staccati e posti su supporti atti a una migliore conservazione, oltre a permetterne il trasporto. Oggi i pannelli sono esposti in un ambiente della Domus Augustana.

La Loggia Mattei.

Nello stesso ambiente della Domus Augustana si possono ammirare gli affreschi della loggia di epoca rinascimentale della villa Stati ed è ciò che resta di questa villa che nel 1561 entrò a far parte del patrimonio della famiglia Mattei. Gli affreschi risalgono agli anni venti del XVI secolo e furono eseguiti dalla scuola di Baldassarre Peruzzi, probabilmente con l’intervento diretto del maestro, che era architetto, pittore e scenografo. La volta è decorata con grottesche, ricordate? Il termine, deriva dal genere di pittura riscoperto nel XV secolo, nelle sale della Domus Aurea, interrate da Traiano, appunto definite all’epoca “Grotte”, da cui lo stile “Grottesche”. Ritorniamo alla volta, decorata con grottesche su fondo bianco, all’interno di un fregio giallo a mascheroni. Al centro vi era lo stemma degli Stati, sostituito, ovviamente, con quello dei Mattei, dopo il passaggio della proprietà. Ai lati dello stemma due riquadri con scene a tema mitologico poste su uno sfondo scuro. In uno possiamo ammirare le nozze di Ercole ed Ebe, nell’altro Venere tra Amore e le Muse. Le vele della volta sono decorate da cerchi con fondo blu, recanti i dodici segni zodiacali, sui peducci sono dipinte rispettivamente: sui lati lunghi edicole con le sei Muse, sui lati corti Atena e Apollo. Piccola parentesi, per peduccio s’intende una sorta di capitello pensile, sul quale va a poggiarsi un arco o una volta, che non si regge su una colonna o un pilastro, ma sta, in un certo senso, appeso al muro come una mensola incassata, ciò non impedisce il decoro al pari dei capitelli veri e propri. Ora però arrivano le note dolenti, le pareti erano affrescate con scene riferibili al mito di Venere, tali pitture furono staccate nel 1846. Oggi, per vederle, ci si deve recare, non proprio dietro l’angolo, infatti, sono conservate nell’Ermitage di San Pietroburgo. Qualche anno dopo, le raffigurazioni mitologiche e i tondi con i segni zodiacali furono staccati e venduti, presero la strada per il Metropolitan Museum of Art di New York. Fortunatamente un accordo prestito con il museo newyorchese, degli anni novanta del XX secolo, ha permesso il loro ricollocamento nel sito originale. Quindi il viaggio in Russia è necessario, mentre quello negli Stati Uniti c’è risparmiato…

È doveroso aggiungere che la vista dell’insieme della Loggia Mattei e dell’Aula Isiaca dà un colpo d’occhio veramente notevole, si entra nell’edificio attraverso un piccolo ingresso che conduce a una scala, moderna, salita la quale ci si trova sulla loggia affrescata e affacciandosi dal parapetto della stessa lo sguardo abbraccia i pannelli, visti dall’alto, sui quali sono posti gli affreschi dell’Aula Isiaca staccati dall’abitazione repubblicana. Che dire, si ammirano dei pregiati affreschi rinascimentali e si possono vedere, gli affreschi del periodo Augusteo sotto di noi… una cornice meravigliosa da ammirare e che è capace di lasciarci bocca aperta. Le foto dell’album, pur mostrando ciò di cui stiamo parlando, non possono rendere totalmente ciò che possibile vedere e sentire dentro di noi stando su questa loggia… Vale sicuramente il prezzo del biglietto super, ingresso al Palatino più aperture speciali, che occorre acquistare.

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Vai all’imperdibile album fotografico.

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