La Grande Tenochtitlan, la capitale dell’”Impero Azteco”.

by / domenica, 03 febbraio 2019 / Published in Il blog, Popoli e Civiltà

Una leggenda narra che la casa degli Aztechi era Aztlan, in lingua Nahuatl dovrebbe significare “Luogo dell’airone” o “Luogo di origine”, ma dove era Aztlan? Molti studiosi credono che fosse posta in qualche zona a nord della valle del Messico o tra il Messico centrale e il sud ovest degli attuali Stati Uniti, ma altri considerano questo luogo soltanto un mito e che in realtà non sia mai esistito. Fatto sta che la realtà ci parla di una popolazione che migrò dal poco accogliente e arido Messico del nord, o dalla California, verso la valle centrale sicuramente più accogliente e ricca di risorse. Nonostante che queste genti fossero povere, non troppo ben viste dalle popolazioni locali e furono le ultime a giungere nella zona, seppero adattarsi, riuscirono a stabilirsi, accettarono e assimilarono la cultura tolteca. La leggenda continua con il loro Dio, Huitzilopochtli, il quale predisse che, un bel giorno, i Mexica avrebbero visto un’aquila sopra un cactus con un serpente nel becco, in quel luogo dovevano fondare la loro città: Tenochtitlan, il posto era su un isolotto del lago Texcoco.

La storia ci narra che questa civiltà fondò, nel 1325, Tenochtitlan erigendola su diverse isolette nel lago salato di Texcoco, nell’attuale Messico centrale, la città fu completamente distrutta, nel 1521, dai conquistadores spagnoli. Sulle macerie di quella che fu la capitale Azteca, fu costruita Città del Messico, col trascorrere del tempo il lago fu prosciugato. Le ipotesi del nome Tenochtitlan sono varie, alcuni studiosi lo fanno derivare da un re leggendario, Tenoch. Un’altra ipotesi, più complessa vede il nome derivare dall’unione di tre suffissi: ti-tlan, ossia alla base di; tetl, cioè roccia; nochtli, in altre parole il frutto che oggi chiamiamo fico d’india. Quindi Tenochtitlan significherebbe “Il luogo del fico d’India alla base della roccia”, come detto, le ipotesi fatte sono molte ed è inutile farne un elenco, queste due forse sono le più credibili… forse. Si deve ribadire che Il nome con cui questa civiltà indicava se stessa è “Mexica” o “Tenochca”, il termine Azteco fu coniato molti secoli dopo. Costruita in una laguna, Tenochtitlan fu edificata con geniale e industrioso sistema di pali, un’opera di elevata ingegneria e di meravigliosa architettura, di cui però restano solo poche rovine, all’interno di Città del Messico. Hernan Cortez, comandante dei conquistadores, nel 1521, così descrisse la città: “La città di Tenochtitlan è costruita al centro di un lago salato, con quattro strade rialzate artificiali che vi conducono, entrambe grandi come lance di cavalleria. Le strade principali erano molto ampie e diritte, alcune erano su terra e altre, assieme a tutte quelle piccole, erano per metà su terra e per metà canali. Tutte le strade avevano aperture in modo che l’acqua passasse da un canale all’altro. Sopra queste aperture, di cui alcune molto grandi, troviamo dei ponti. I mezzi primari di trasporto sono le canoe. In tutti i distretti di questa grande città ci sono templi o strutture per i loro idoli. Sono tutte attraenti. Tra i templi ne troviamo uno, dalle dimensioni indescrivibili per la lingua umana, così grande che entro le sue altissime mura, si potrebbe costruire un villaggio di cinquecento abitanti. Entro queste mura ci sono ambienti eleganti con ampie stanze e corridoi dove vivono i sacerdoti. Ci sono almeno quaranta torri.“ Si deve ricordare che quando i Mexica arrivarono in quest’area, inizialmente dovettero controbattere la diffidenza dei popoli autoctoni, furono influenzati dalla cultura tolteca, in seguito si dovettero affrancare da un lungo assoggettamento alla città di Azcapotzalco, capitale del regno tepaneco, gli Aztechi erano costretti a fare da mercenari per tale popolazione. Solo nel 1428 i Mexica e Tenochtitlan presero il sopravvento, di conseguenza la città e tutta la popolazione si svilupparono in fretta, impiantarono un innovativo e ingegnoso sistema di drenaggio delle acque che gli permise sia di avere a disposizione più terreno edificabile, sia di fornire ai campi la necessaria acqua per la coltivazione. La città divenne, per l’epoca, molto avanzata, era collegata alla terra ferma per mezzo di terrapieni, detti “Le calzadas” e di ponti, al suo interno vi era una rete di strade e di canali, tutte le zone, erano raggiungibili a piedi o in canoa e come si diceva, possedeva più di un acquedotto. Il territorio cittadino era diviso in quattro settori principali, con i propri capi militari, religiosi e civili, la gestione dell’amministrazione pubblica era affidata ai nobili.

Nel 1452 il lago esondò allagando la città e la distrusse parzialmente, l’imperatore Ahuitzotl che diede inizio alla ricostruzione della capitale, fece ampliare la già grande Piramide, conosciuta anche come Tempio Mayor. Lavori che dovevano essere eseguiti per volontà divina, proprio per questo, sembra che il sovrano ordinò nel 1487, il sacrificio di circa ventimila uomini per riappacificare gli Dei e per rispettare la loro volontà. In realtà i lavori per la costruzione del Tempio Mayor iniziarono nel 1337, due anni dopo l’edificazione della città, ma fu restaurato, ricostruito e ingrandito in almeno sette circostanze, ovviamente ogni volta incorporando le strutture precedenti. In cima alla mastodontica piramide erano posti due templi uguali ma diversi nel colore, uno era dedicato al dio della pioggia, Tlaloc, ed era di colore blu, mentre l’atro era intitolato al dio della guerra Huitzilopochtli ed era di colore rosso. Una scalinata doppia conduceva in cima alla piramide su una piattaforma, antistante ai templi, sembra che in questo spazio si consumassero i sacrifici umani. Secondo gli Aztechi, la piramide fu posta al centro della Terra, divisa in quattro parti disposte lungo i punti cardinali, al disopra della struttura s’innalza l’Omeyocan, in altre parole i tredici livelli dei cieli, mentre sotto la piramide si nasconderebbe Mictlan ossia i nove livelli degli inferi. In definitiva la piramide del Tempio Maior simboleggiava la visione che gli Aztechi avevano del cosmo. Gli archeologi partendo dal recupero di una lastra raffigurante la Dea della luna, dissotterrata nel 1978 alle spalle della cattedrale, durante i lavori per la costruzione della metropolitana, approfondirono le ricerche e gli studi in quell’area. Gli scavi riportarono alla luce circa ottanta edifici della zona cerimoniale alcuni strati della piramide, piattaforme e poi ancora sculture di aquile, giaguari, rettili, teschi, un sacrario dedicato ai guerrieri, il cosiddetto un muro dei crani e un numero elevatissimo di oggetti tra ceramiche, gioielli, sculture ed ex voto.

Per completezza il muro dei teschi o tzompantli, era formato da nicchie allineate e soprapposte, ricavate in una parete, per l’esposizione dei teschi delle vittime di sacrifici umani. La piramide era alta perlomeno trenta metri, la sua base misurava cento metri di lunghezza per ottanta metri di larghezza, ai lati di questa costruzione sono stati trovati i resti di due edifici, i Calmecac, che erano le abitazioni dei sacerdoti, vi era poi il tempio dedicato al Dio del vento Ehcatl, si tratta di una costruzione di forma conica che poggiava su una base di quattro gradoni. Vi era anche lo spazio per il gioco della palla, che aveva un carattere sacro e un significato cosmico, sempre all’interno del centro cerimoniale sono stati ritrovati anche i resti di depositi di armi, vasche per bagni rituali, abitazioni utilizzate dai nobili che si recavano in tale luogo in pellegrinaggio, e sembra che siano state rinvenute rovine di un edificio identificato come una scuola di musica. Il palazzo del sovrano si trovava invece al di fuori del centro cerimoniale, ma nelle sue vicinanze, ricordano i conquistatori spagnoli che l’abitazione d Montezuma II, questi era il re degli Aztechi nel periodo in cui giunse Hernan Cortes, era un edificio di due piani, con giardini interni molto vasti, con cigni che nuotavano in alcuni stagni artificiali. In quei giardini vi erano voliere con uccelli molto colorati, e tantissime piante, si trattava quindi di una sfarzosa residenza, probabilmente, anche le abitazioni dei re precedenti non furono da meno. Ho riportato poco sopra le parole di Hernan Cortez, tanta meraviglia, però, non gli impedì di sterminare la popolazione e ridurre la città in macerie, ma questo non fu sufficiente, quel che restava della città fu sistematicamente smantellato, procedendo a demolizioni e distruzioni, alla fine quel poco che rimaneva, fu dato alle fiamme. Alla faccia delle missioni di Evangelizzazione e civilizzazione, non solo furono perpetrati massacri, stermini, deportazioni, ma furono distrutti interi patrimoni architettonici e artistici, ovviamente non solo qui ma in tutto il continente americano. A Nord, i cosiddetti Indiani d’America, sono stati bollati come feroci tagliatori di scalpo e amorali assassini, basta guardare la produzione cinematografica degli Stati Uniti; al Centro e al Sud gli indigeni dovevano essere mondati dall’idolatria e dalla pratica dei sacrifici umani. La verità è sempre la stessa, la storia, perlomeno inizialmente, la scrivono i vincitori, e dietro a tutto ci sono stati unicamente interessi economici, l’Europa è colma dell’oro e delle pietre preziose provenienti dal continente Americano. E poi quei territori facevano gola… ma queste sono storie che non riguardano la cronaca… oppure si? Una nota di colore, si fa per dire, il re Azteco Montezuma II quando vide gli spagnoli pensò che fossero divinità e scambiò Cortes, vedendolo a cavallo, animale sconosciuto dai nativi, bianco e con la barba, per il Dio Quetzalcoatl che ritornava nella città e lo accolse, appunto, come un Dio.

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