La civiltà Minoica. Seconda parte: Società e cultura, arte, architettura, agricoltura e allevamento, siti.

by / venerdì, 24 Febbraio 2017 / Published in Il blog, Popoli e Civiltà

L’isola di Creta si estende al centro del mare Egeo con una superficie di circa ottomila chilometri quadrati, è prevalentemente montuosa e presenta porti naturali, si è ipotizzato che l’isola fosse divisa, al momento culminante del periodo Minoico, in almeno otto unità politiche: Il nord governato da Cnosso, il sud da Festo, la parte centrorientale da Malia, la punta orientale da Kato Zakros e l’ovest da Canea, vari piccoli palazzi sono stati trovati in altri luoghi. Sempre durante il periodo di maggior splendore i Minoici furono valenti commercianti e toccarono territori lontani dalla loro isola, le navi che solcavano i mari erano di legno di cipresso, lunghe, sottili e utilizzavano sia remi sia vele. Nei pressi Kato Zakros, sono stati ritrovati un gran numero di officine con ancora all’interno tracce di ricchi materiali. Ciò potrebbe indicare che il sito fosse una sorta di magazzino per l’importazione e l’esportazione, queste attività sono anche rappresentate in creazioni artistiche, per esempio in cosiddetto “Affresco della Flottiglia” rinvenuto in un palazzo ad Akrotiri.

  • Società e Cultura. Come si è detto più volte i Minoici erano dei commercianti molto organizzati, ma cosa commerciavano e con chi? Molti studiosi sono conviti che, nell’età del bronzo, il commercio dello stagno e del rame fosse fondamentale, quest’ultimo proveniente da Cipro, poiché sono i due metalli che formano la lega di bronzo. Con Santorini probabilmente veniva scambiato lo zafferano con incenso o pepe, ma tanti erano i prodotti che potevano essere oggetti del commercio: dal prezioso oro e argento, all’importante ceramica, i ritrovamenti di oggetti di manifattura minoica fanno pensare a traffici con Micene, Cipro, Siria, Anatolia, Egitto, Mesopotamia, e fino alle coste Spagnole. Altri elementi di scambio e commercio potevano essere: tessuti, pesce, carne secca o salata, frutta secca, cereali, vino, birra, olio, legname, schiavi, miele, profumi e coloranti quali murice, indaco. Un ruolo importantissimo, nella struttura societaria, era rivestito dalla ricchezza, la sua distribuzione giocava un grande ruolo nella vita cittadina. Sono stati ritrovati edifici con molte stanze anche nelle aree povere della città, facendo così supporre che ci fosse una certa uguaglianza sociale e una ridistribuzione della ricchezza.

      • Il Vestiario. Gli uomini indossavano perizomi e una sorta di gonnellino, simile al Kilt, le donne avevano abiti raffinati con maniche corte e gonne pieghettate e ornate, a volte potevano, secondo l’occasione, indossare dei corsetti o lasciare il seno scoperto. Ovviamente le poche testimonianze che ci sono, non possono escludere altri tipi di vestiario ormai del tutto sconosciuto.

      • La Scrittura e la Lingua. Non si hanno conoscenze approfondite, della lingua parlata e della scrittura Minoica, a causa delle pochissime testimonianze e della rarità dei documenti giunti fino a noi. A volte si creano confusioni confondendo tale lingua con quella eteocretese la verità è che le fonti non sono sufficienti, per le entrambe le lingue, per permettere di trarre delle conclusioni. Del resto non si è neppure certi che la lingua scritta in geroglifici ritrovata sull’isola di Creta sia Minoica soprattutto perché rimane non decifrata. Anche l’evoluzione successiva della lingua, nota come lineare A, resta indecifrata e con valori fonetici del tutto ignoti. Nel periodo Miceneo la lineare A fu sostituita dalla lineare B, una sorta di lingua greca molto arcaica, questa è stata però decifrata, anche se il significato delle iscrizioni più antiche resta sconosciuto. Omero, nell’odissea ci parla di quattro gruppi etnici ben distinti a Creta: gli Achei, i Kydoni o Cidoni, i Pelasgi e gli Eteocretesi. E forse questo un segno di difformità linguistiche? In età classica queste difformità esistevano tra i Dori, gli Achei e gli Eteocretesi, e se la lingua di questi ultimi discendesse veramente da quella Minoica? Domande, tante domande con poche, se non nessuna, risposta.

      • La Religione. I Minoici basavano la loro religione su divinità femminili, in primo luogo sulla Grande Madre che aveva come attributi: il serpente, simbolo legato alla terra, la colomba, simbolo della fecondità, e il leone. I Minoici adoravano le Dee ma, esistono prove di culto anche di Dei, anche se le rappresentazioni di questi ultimi in sostanza scompaiono difronte alle divinità femminili. Oltre alla Dea Madre della fertilità, vi era una Signora degli animali, una protettrice per le città, una per la famiglia, un’altra per il raccolto, una per l’oltretomba, ecc. Alcuni studiosi hanno abbracciato l’ipotesi che in realtà tutte queste Dee non erano nient’altro che aspetti di un’unica Dea, la Grande Madre. Inizialmente le cerimonie religiose si tenevano in grotte sacre o su montagne consacrate, in seguito alcune sale dei Palazzi furono utilizzate e dedicate a questi riti. Sembra che la più grande celebrazione era quella in cui danzatori, sia uomini sia donne, affrontavano un toro tenendolo per le corna, considerate sacre, saltando facevano capriole sulla schiena dell’animale per poi ricadere dietro la bestia stessa, così com’è raffigurato su alcuni affreschi, il significato di tale rito è scomparso nella notte dei tempi. Sembra una pratica pericolosa ma non cruenta nei confronti del toro, dai disegni sembra che l’animale non fosse sacrificato. I Minoici non erano soliti costruire grandi templi o imponenti statue con soggetto religioso ma, avevano il culto dei trapassati e probabilmente credevano in qualche forma di vita oltre la morte.

      • Le Sepolture e le Usanze Funerarie. Anche se può sembrare strano, le sepolture sono essenziali per lo studio dei vari periodi, Nel “Antico Minoico III” vi è una tendenza, per tutta l’isola di Creta, a usare sepolture singole, di solito grandi vasi in argilla per l’immagazzinamento, i Pithoi, i quali sostituivano le tombe costruite in loco. Sono state trovate delle sepolture in cui il corpo era deposito in un sarcofago di legno o argilla, i Larnake o Larnax, queste bare erano spesso riccamente decorate con motivi e scene simili a quelle che erano usate sul vasellame o sugli affreschi arcaici. Sepolture in tombe ricavate dalle rocce e tombe circolari, i Tholoi, rimasero in uso anche nel periodo del “Tardo Minoico III”, vi erano poi sepolture con Tombe a casa, le si possono vedere nella parte orientale e occidentale dell’isola. Quasi nulla si sa dei riti funebri, mentre interessanti e vari sono gli arredi, sono state ritrovate: giare; oggetti di bronzo, utensili e armi; oggetti eleganti, anelli e orecchini. Ovviamente la posizione delle necropoli varia nel tempo e nello spazio, di solito i cimiteri si trovavano in terreni limitrofi alle aree abitative e la natura dei terreni, probabilmente, ha influenzato i modi costruttivi per esempio le tombe tagliate nella pietra, del tardo minoico, ad Armeni, la geologia della zona a permesso di scavare camere in profondità nella roccia. Sicuramente vi erano anche distinzioni sociali come si può ben vedere nel cimitero di Mochlos, le tombe più grandi e monumentali probabilmente riservate ai ceti sociali più alti e le più piccole, per il resto degli abitanti.

  • L’Arte. Gli esempi più importanti dell’arte Minoica giunti fino ai nostri giorni sono: la ceramica, gli affreschi, le pietre incise, i sigilli intagliati in modo complesso, l’oreficeria, la glittica. Mentre è facile immaginare che tutto ciò, che era inerente alle lavorazioni dei tessuti e del legno, è andato, per lo più, distrutto. La lavorazione della ceramica raggiunse degli alti livelli, è la sequenza di stili di questa manifattura, ha permesso agli archeologi di definire le tre fasi di cui abbiamo parlato sopra.

      • La Ceramica. Tre sono le fasi che distinguono la ceramica Minoica. Nella prima fase, che concerne il periodo dell’antico Minoico, la ceramica era caratterizzata da disegni geometri con motivi più o meno semplici: lineari, a spirale, a triangoli, a linee curve, a croci e a spina di pesce. Nella seconda fase, che concerne il medio Minoico, i disegni geometrici furono sostituiti da motivi naturalistici policromi, spesso pesci, calamari, uccelli, e gigli. Infine, Nella terza fase, che concerne il tardo Minoico, furono ancora usati decori naturalistici ma, la varietà aumentò e i disegni divennero molto ricchi di motivi marini e vegetali, alcune ceramiche del tardo Minoico tendono a essere simili a quelle Micenee.

      • L’Oreficeria. Durante il periodo Neo Palaziale si ebbe una notevole produzione di gioielli sia maschili sia femminili: forcine e ornamenti per i capelli; orecchini, spesso grandi ed elaborati; bracciali, sia per i polsi sia per le caviglie; collari e collane di perline e pietre più o meno preziose. Le pietre che erano usate erano varie, le principali furono il cristallo di rocca, l’ametista e la corniola, i Minoici lavoravano anche l’argento e l’oro, incredibilmente, dai ritrovamenti effettuati sembra che a Creta l’oro fosse più comune dell’argento, questo soprattutto durante l’Età del Bronzo. Per la lavorazione di questi metalli le tecniche usate erano varie quali: quella a granulazione, a sbalzo, a grani e a lamina. L’abilità degli orafi era molto elevata e i gioielli oltre che a decorare le persone potenti e i Palazzi importanti, erano anche esportati in gran parte del mediterraneo.

      • La Pittura. I Minoici usavano la tecnica dell’affresco che per sua natura prevedeva una veloce lavorazione, dovevano finire prima che l’intonaco si asciugasse, e grande abilità. Gli artisti Minoici preferivano dipingere scene naturali e di vita, infatti, negli affreschi, che sono giunti fino a noi, si possono vedere figure dipinte in pose del tutto naturali e dai movimenti liberi che rispecchiavano le attività svolte o quelle in cui si confrontavano. In questi affreschi si possono ammirare: vedute di giardini, celebrazioni, scene di danza, tori saltanti, grifoni, cavalli al galoppo, pesci, fauna marina, scene sacrificali in templi, eventi sportivi e scene militari. Ovviamente nell’ultimo periodo anche la pittura fu influenzata dai Micenei, è stato ritrovato un sarcofago sul quale e possibile vedere sia scene religiose Minoiche sia quelle Micenee, si tratta del noto “Sarcofago di Aghia Triada”.

      • La Scultura. Poche sono le sculture che sono giunte sino a noi, poiché i Minoici scolpivano pochissime statue monumentali e molti piccoli manufatti dedicati agli Dei, ai re e agli arredi funebri. Molte sono le figure in ceramica, argilla, ossa, e pietra ritrovate nelle tombe e nei santuari, molte delle quali presentano tracce di pittura, in gran parte, rosso o bianco e nero. Notevole è la cosiddetta “Dea dei Serpenti”, si tratta di una statuetta in maiolica, terracotta con una patina di quarzo, con le braccia distese nell’atto di sostenere vari serpenti, presenta un vestito che giunge sino a terra, ma che lascia scoperto il seno, come spesso accadeva nell’abbigliamento cretese femminile, dovrebbe rappresentare una Dea o perlomeno un’importante sacerdotessa. Gli scultori minoici crearono anche eleganti statuette d’oro, di avorio e di bronzo.

  • Architettura. Le città minoiche erano ben progettate, avevano strade lastricate con blocchi in pietra, non dimentichiamoci che erano tagliati con seghe di bronzo. Le classi superiori avevano adisposizione l’acqua e di una, se pur primitiva, rete fognante, le condutture erano tutte in argilla. Gli edifici Minoici presentavano, solitamente tetti con tegole piatte, intonaco, pavimenti di legno o di lastre di pietra solitamente avevano due o tre piani. Comunemente i muri della parte inferiore erano di pietra mentre quelli superiori di mattoni di fango. Per i palazzi e le ville, i Minoici usavano materiali diversi e comprendevano arenaria, gesso o calcare, anche le tecniche di costruzione erano diversificate.

      • I Palazzi. La costruzione dei primi palazzi avvenne, secondo il pensiero iniziale degli archeologi, nel Medio Minoico, mentre ora, gli stessi studiosi, sono propensi a spostare questa data all’indietro fino all’antico Minoico. Sicuramente i Palazzi più antichi sono quelli di Cnosso, stiamo parlando del primo quello che andò distrutto, quello di Festo e quello di Malia, in tutti e tre sono stati trovati particolari stili precedenti a quelli considerati più arcaici e vicini all’antico Minoico. E’ da precisare che il termine “Palazzo” nell’antichità aveva un significato diverso da quello odierno, esso simboleggiava la residenza dinastica e centro di potere, i Palazzi espletavano diverse funzioni e per i Minoici erano centri di governo, uffici amministrativi, santuari, laboratori e spazi per l’immagazzinamento, quindi non erano per uso residenziale, ma, servivano da cardine per la vita della comunità. Le caratteristiche architettoniche hanno subito notevoli cambiamenti nel tempo, la muratura di conci, gli ortostati, le colonne, i cortili aperti, le scalinate e i bacini sono elementi che furono usati per definire l’architettura palaziale. Quasi tutti i Palazzi più antichi furono costruiti con un solo piano spesso avevano una forma a “U” con la presenza di un grande cortile interno e non presentavano nessuna nota caratteristica sulla facciata. Quelli più tardi erano generalmente più grandi dei precedenti, ed erano a più piani, di solito due o tre, le facciate occidentali avevano muri costituiti da conci di arenaria. I Palazzi spesso includevano magazzini e avevano un orientamento che andava da nord a sud, presentavano un sistema, che fu definito “Hall Minoica”, una corte occidentale, grandi cortili, vie d’entrata con porte e piedritti, questi sono elementi architettonici verticali portanti, che sostengono cioè il peso di altri elementi. Altre caratteristiche erano la presenza di stanze con pilastri, di corridoi e di divisioni interne, posti ai margini del cortile occidentale vi erano grandi contenitori circolari rivestiti di pietra, i Koulouras, questi erano pensati, probabilmente, come riserva di cibo per le festività o per i periodi autunnali e invernali.

      • Le colonne. I Minoici diedero un notevole contributo all’architettura ideando un proprio tipo di colonna, unico nel suo genere. Si potrebbe definire “Colonna inversa”, in altre parole, contrariamente alle colonne greche, queste erano più larghe alla sommità che alla base, di solito erano di legno contrapposte alla pietra, spesso erano colorate di rosso, erano poste sopra una semplice base in pietra e sormontate da un ampio echino.

      • Le Ville. Sono strutture che hanno caratteristiche comuni con quelle dei palazzi e cioè: una notevole facciata occidentale, una struttura per l’immagazzinamento e una “Hall Minoica”, alcuni le hanno definite imitazioni artistiche, quasi a voler dire che gli occupanti erano familiari con quella che era la cultura palaziale. In queste ville, che spesso erano riccamente decorate, sono stati rinvenuti importanti e pregevoli affreschi.

  • Agricoltura e Allevamento. I Minoici, oltre a praticare la caccia e la pesca, coltivavano grano, orzo, veccia, ceci, uva, fichi, olivi e papaveri, probabilmente per i semi; allevavano pecore, maiali e capre; producevano miele e importarono dall’oriente la coltivazione del melograno e della mela cotogna. Gli abitanti di Creta avevano quindi una dieta sana e varia. I contadini usavano aratri di legno con cinghie in cuoio tirati da buoi o asini, usavano una tecnica di coltivazione in policoltura, in altre parole facevano crescere più di una coltura allo stesso tempo, ciò permetteva di mantenere il terreno fertile e contemporaneamente si aveva la possibilità di rimediare a una coltivazione, che non andava a buon fine, con un’altra di tipo diverso. Conoscevano il vino, ma, probabilmente era più un interesse di palazzo, essendo un bene di prestigio. A un certo punto l’attività agricola ebbe un elevato incremento tanto che, nel tardo Minoico, fu necessaria la costruzione di terrazzamenti e dighe. Molte teorie sono nate dopo i ritrovamenti di magazzini all’interno dei Palazzi, una delle quali considera possibile l’idea, che tutti i prodotti economici e agricoli fossero amministrati al loro interno, per poi essere ridistribuiti. O forse l’eccedenza di prodotti agricoli serviva a nutrire gli amministratori, gli artigiani e i religiosi che operavano all’interno del palazzo, del resto la grandezza degli edifici indica la possibilità di poter contenere una grande quantità di persone eventualmente sottratte al lavoro manuale. Sembra che fossero coltivati anche fiori e piante per le feste o per le cerimonie propiziatorie e religiose.

  • I siti più importanti e famosi. I più grandi e importati siti Minoici sono:

      • Cnosso. E’ il sito archeologico più grande a Creta; è qui che, grazie gli scavi da Evans, si è scoperta la civiltà minoica. Ha restituito tanti e importanti reperti.

      • Festo. E’ il secondo sito, con costruzione palaziale, più grande sull’isola, gli studi e gli scavi furono condotti dalla scuola italiana, quasi subito dopo Cnosso.

      • Malia. E’ un sito che presenta un centro palaziale di notevole interesse poiché ha permesso di capire lo sviluppo dei palazzi nel periodo Protopalaziale, lo studio e gli scavi furono eseguiti da archeologi francesi.

      • Kato Zakros. E’ un sito palaziale posto all’estremità orientale dell’isola, fu studiato e scavato da archeologi greci.

      • Galatas E’ un sito palaziale di recente scoperta e conferma.

      • Aghia Triada. E’ un sito che ha portato alla luce un centro amministrativo vicino a Festo.

      • Gournia. E’ un sito che ha restituito i resti di una città, scavato e studiato dalla scuola americana.

      • Pyrgos. E’ un antico sito Minoico a sud dell’isola.

      • Vasiliki. E’ un antico sito Minoico nella parte orientale dell’isola che dà il nome a un caratteristico tipo di vasellame ceramico.

      • Fournu Korfi. E’ un sito situato nel sud dell’isola.

      • Pseira. E’ una città dell’isola in cui sono stati scoperti siti per rituali.

      • Monte Iuktas. E’ il più grande dei santuari minoici montani, la grandezza sembra derivare dalla sua associazione con il palazzo di Cnosso.

      • Arkalochori. E’ il sito dove fu rinvenuta l’importante Ascia di Arkalochori.

      • Karfi. E’ un sito Minoico che fu usato come rifugio del periodo tardo Minoico, sicuramente uno degli ultimi rimasti in piedi.

      • Akrotiri. E’ il sito che rappresenta insediamento dei Minoici sull’isola di Thera, l’attuale Santorini, situato vicino al luogo dell’Eruzione del vulcano omonimo.

      • Zominthos. E’ una città montana ai piedi del Monte Ida.

L’influenza Minoica si estese e rimpiazzò una cultura proveniente dal continente nella prima età del bronzo, oltre a Thera entrarono nell’orbita culturale Minoica, molti storici credono che il termine colonia sia inappropriato quando si parta di questa popolazione, le isole Cicladi, quelle di Karpathos, di Saros e di Kasos. Su questi territori erano presenti colonie o insediamenti di commercianti Minoici, la maggior parte di questi furono abbandonati nel “Tardo Minoico I”, sembra che ci fu pure un insediamento sull’isola di Rodi. Generalmente si è pensato che le popolazioni Minoiche fossero pacifiche e di conseguenza ben pochi furono i conflitti interni a questa civiltà. Queste ipotesi non derivano da testimonianze storiche o da fatti accertati, ma dal prendere atto che le città avevano poche fortificazioni e che negli scavi effettuati, nei vari siti, sono state trovate solo poche armi. Ovviamente la cosa è aperta a varie interpretazioni, le città potevano essere difese dalla flotta e dalle forze militari concentrate alle periferie o all’estero. In definitiva non si sa nulla di certo, il raro ritrovamento, nei siti, di armi non implica necessariamente che questa civiltà non conoscesse, non praticasse o non ricorresse a guerre organizzate. Forse i Minoici erano veramente pacifici e le occupazioni dei territori esterni all’isola di Creta siano avvenute come una semplice e pacifica espansione della civiltà stessa, sicuramente però, questa cultura aveva molti interessi, se non altro commerciali, nell’Egeo e in quasi tutto il Mediterraneo orientale. Sono state formulate ipotesi sul fatto che i Minoici praticassero il sacrificio umano, i sostenitori di tale ipotesi affermano che in tre siti sono state ritrovate prove di questa pratica. Quello che sembrerebbe più evidente è il ritrovamento effettuato nel sito di Anemospilia, a circa diciotto chilometri dalla città di Iraklio, in un piccolo tempio di solo tre sale, gli archeologi trovarono i resti di un corpo che era stato legato su di un altare e trafitto da un grosso pugnale sacrificale in bronzo con inciso una figura di cinghiale. Insieme al corpo e al pugnale furono ritrovati altri scheletri, tra cui quelli di una donna, la postura di questi a dato adito all’ipotesi che un terremoto li colse di sorpresa, inoltre furono rinvenuti frammenti di un vaso che forse conteneva sangue di toro. Nel santuario di Fournou Korifi furono ritrovati frammenti di cranio umano in una stanza con un piccolo focolare, alcuni hanno ipotizzato che si trattasse di una vittima sacrificale. In una casa nei pressi di Cnosso furono ritrovate ossa di bambini, apparentemente in buona salute, con dei segni che hanno fatto ipotizzare che fossero stati uccisi allo stesso modo in cui i Minoici macellavano capre e pecore, furono quindi vittime sacrificati. Per altri storici e archeologi questi ritrovamenti hanno una spiegazione molto più semplice, che nulla a che vedere con i sacrifici umani. Nel primo caso, il corpo ritrovato infilzato potrebbe essere stato semplicemente colpito dalla punta di una lancia caduta a causa del terremoto; nel secondo, quel cranio potrebbe essersi trovato lì per svariati motivi diversi; infine nell’ultimo caso, la casa avrebbe potuto ospitare una sepoltura secondaria, in altre parole i morti seppelliti appena defunti erano poi riesumati, una volta ridotti a scheletri, e poi riseppelliti. Anche per quest’argomento tante ipotesi e niente di certo. Come niente di certo si sa sulla scomparsa della civiltà Minoica. Durante il periodo del TMIA, sull’isola di Thera, ci fu una delle più grandi esplosioni vulcaniche mai accadute nella storia della civiltà, che devastò insediamento minoico di Akrotiri su Santorini, alcuni hanno ipotizzato che da ciò, in seguito, scaturì il mito di Atlantide. Uno studio approfondito, compiuto sull’isola di Creta, ha evidenziato che un immenso e catastrofico tsunami, generato dall’eruzione di Thera, devastò le aree costiere dell’isola distruggendo quasi tutti gli insediamenti Minoici. Ciò, però, non comportò la fine immediata della civiltà Minoica, anche se questo evento determinò significative privazioni economiche per questa civiltà, che dipendeva dai commerci e dalla flotta navale. Tanto per cambiare non tutti concordano sul fatto che questo evento fu talmente esteso da scatenare la totale distruzione della civiltà Minoica, molti archeologi ipotizzano che l’eruzione produsse una grande crisi, nella civiltà Minoica, che permise ai Micenei una conquista agevole dell’isola. I Micenei conquistatori s’insediarono nei palazzi e imposero il loro dominio sulla popolazione locale, anche se la vita quotidiana rimase quasi immutata durante il dominio della nuova civiltà. Sull’isola di Creta il periodo Miceneo non durò molto, si è ipotizzato che intorno al 1200 a.C. una catastrofe si abbatté sull’isola, questa volta in maniera definitiva, i palazzi reali furono distrutti, dati alle fiamme e non furono più ricostruiti. Al loro posto furono erette abitazioni molto modeste, la scrittura locale scompare e l’artigianato s’impoverì. Non c’è dato sapere, con certezza, quale sia stata la causa di questo disastro, per l’ennesima volta si sono formulate solo ipotesi, tra le quali c’è quella di un’incursione devastante di popolazioni straniere, quella di una ribellione contro i nuovi conquistatori o ancora, quella di una guerra tra i Micenei della Grecia e quelli dell’isola di Creta.

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