La civiltà Minoica. Prima parte: la scoperta, i Periodi

by / venerdì, 17 Febbraio 2017 / Published in Il blog, Popoli e Civiltà

La civiltà Minoica è il nome che fu dato alla cultura cretese dell’età del bronzo affermatasi tra il 3000 a.C. e il 1170 a.C. circa, il nome, che deriva dal mitico re Minosse, fu concepito dall’archeologo britannico Arthur Evans, infatti, non c’è stato tramandato come i Minoici chiamavano loro stessi, Omero nell’Odissea, scritta secoli dopo la comparsa della civiltà Minoica, chiama gli abitanti di Creta “Eteocretesi”. Minosse, nella mitologia Greca, era associato al famoso labirinto che da Evans fu identificato col sito di Cnosso. Altri studiosi però sono propensi a credere che il termine “Minosse” sarebbe stato usato, dagli abitanti di Creta, come titolo per i propri sovrani, La civiltà Minoica fu la prima cultura progredita d’Europa, profondamente influenzata dall’esperienza mesopotamica ed egizia. E’ in pratica impossibile trovare un libro, un articolo o uno studio che stabilisca una cronologia univoca sulla storia minoica, la civiltà è stata scoperta solo nel 1899, i manufatti trovati non sono per nulla uniformi e i siti non permettono l’analisi di un periodo completo. I periodi si estesero per tempi diversi a secondo del sito analizzato, lo schema di Evans, diviene importante, in quest’ambito, se preso come un ordine cronologico medio. La cronologia minoica quindi non si può certamente definire assoluta, ma è relativa poiché basata sulle sequenze stratigrafiche, sulle variazioni tecnologiche e degli stili della ceramica. La prima fu ideata da Evans e in seguito modificata da altri archeologi è basata sugli stili della ceramica. Altri archeologi hanno basato la cronologia Minoica sulle fasi evolutive della costruzione dei palazzi, considerando il cambiamento dell’architettura e delle ceramiche trovate al loro interno. Il primo a proporla fu Nicolas Platon. Infine i due sistemi furono uniti a delle date, ovviamente approssimate da Warren e Hankey. Qui sotto ho riportato le tre tabelle, copiate spudoratamente da internet:

 

Sistema di Evans e successive modifiche

Sistema di Nicolas Platon

Periodo

Suddivisioni

Periodo

Suddivisioni

Antico Minoico

I, II e III.

Età Prepalaziale

Da AM I a MM Ia

Medio Minoico

Ia e Ib, II, IIIa e IIIb.

Età Protopalaziale

Da MM Ib a MM IIb

Tardo Minoico

Ia e Ib, IIa e IIb, IIIa, IIIb e IIIc.

Età Neo Palaziale

Da MM IIIa a TM Ib

Età Post Minoica

Età Post Palaziale

Da TM IIa a TM IIIc

Età Post Minoica

 

 

Tabella riassuntiva di Warren e Hankey del 1989

3650-3000 a.C.

Antico minoico I

Prepalaziale: Prima della costruzione dei Palazzi.

2900-2300 a.C.

Antico Minoico II

2300-2160 a.C.

Antico Minoico III

2160-1900 a.C.

Medio Minoico I a

1900-1800 a.C.

Medio Minoico I b

Protopalaziale:

Periodo del Palazzo antico.

1800-1700 a.C.

Medio Minoico II

1700-1640 a.C.

Medio Minoico III a

Neo Palaziale:

Periodo del Palazzo nuovo.

1640-1600 a.C.

Medio Minoico III b

1600-1480 a.C.

Tardo Minoico I a

1480-1425 a.C.

Tardo Minoico I b

1425-1390 a.C.

Tardo Minoico II a

Post Palaziale,

Cnosso: Periodo del Palazzo finale.

1390-1370 a.C.

Tardo Minoico II b

1370-1340 a.C.

Tardo Minoico III a

1340-1190 a.C.

Tardo Minoico III b

1190-1170 a.C.

Tardo Minoico III c

1100 a.C.

Età Post Minoica

 

Altri studiosi hanno proposto sistemi diversi, ma penso che sia inutile riportare un elevato numero di tabelle che non farebbero altro che confondere ancor di più le idee.

  • Periodo Prepalaziale. Questo periodo conserva caratteristiche che furono proprie del Neolitico, da dove ci giungono le prime tangibili tracce di vita umana, i ritrovamenti più antichi sono dei resti di ceramica che gli esperti sono riusciti a datare al 7000 a.C., ovviamente con la dovuta approssimazione. Fu durante questo periodo che si cominciò a coltivare l’olivo e la vite, di conseguenza nacque la necessita di studiare sistemi per il deposito di questi prodotti e da questo impegno forse è nata, come logica conseguenza, la cultura palaziale. I siti più importanti che hanno resti neolitici sono quelli di Cnosso e di Festos ma, proprio da qui che nacque, per gli archeologi, una grande difficoltà, in entrambe le località, infatti, sono state edificate, sopra quelle esistenti, strutture più tarde e di conseguenza gli studi del Neolitico non possono essere condotti in maniera approfondita, se non, in quelle piccole zone rimaste libere. L’Età del bronzo a Creta iniziò all’incirca nel 2600 a.C., con l’importazione di questo materiale dall’isola di Cipro, determinando una trasformazione graduale ma fondamentale che portò Creta a divenire importante centro di civiltà. Gli studiosi sono propensi a credere che il passaggio, dal Neolitico all’Età del Bronzo della popolazione cretese, sia avvenuto per un processo evolutivo del tutto interno e non per l’arrivo di nuovi popoli. Si deve però anche accennare a chi invece pensa che l’evoluzione avvenne per l’arrivo di popolazioni dall’Anatolia, all’epoca più progredite, di questo, però non ci sono prove tangibili.

  • Periodo Protopalaziale. Questo periodo corrisponde a un elevato incremento demografico e di conseguenza l’estensione delle aree abitate aumentò in maniera esponenziale. La scrittura ideografica, cioè il sistema di scrittura non alfabetico che fa uso di simboli, inizialmente molto pittorica, si evolve in maniera graduale e cominciò a rappresentare figure, sia naturali sia astratte, un po’ come i geroglifici egiziani. E’ ragionevole supporre, visto il ritrovamento nei siti cretesi di vasi, sigilli e amuleti simili a quelli egiziani, che in questo periodo ci furono i primi contatti con l’Egitto. Sempre in questa fase furono costruiti imponenti complessi palaziali, come quelli di Cnosso, Pesto, Mallia e Zakros, la qual cosa creò un netto distacco dalla fase precedente, che fu caratterizzata dall’insediamento in grotte e in villaggi. Migliorarono le tecniche per la produzione delle ceramiche e in particolare quella dei vasi, che divennero policromi, inoltre questi recipienti cominciarono a essere utilizzati, oltre che per l’impiego domestico e cerimoniale, anche come oggetti di scambio per le merci.

  • Periodo Neo Palaziale. Il periodo Protopalaziale terminò repentinamente nel 1700 a.C., circa, con l’improvvisa distruzione dei palazzi di Cnosso, Sesto, Mania e Zakros. Non tutti gli archeologi sembrano essere d’accordo nello stabilire le cause che portarono a tale distruzione, molti sono però propensi a credere che la distruzione avvenne per l’eruzione del vicino vulcano di Thera, oggi isola di Santorini, che provocò un devastante terremoto e maremoto. I Minoici non si arresero e ricostruirono i palazzi in maniera più suntuosa e a più piani. Furono edificati appartamenti reali, sale per ricevimenti, camere per la servitù, laboratori, e una rete fognaria di livello avanzato. L’architettura del palazzo di Cnosso fu così complessa che diede origine alla leggenda del labirinto. Questo periodo è comunque caratterizzato da un nuovo incremento demografico e rappresenta, per la civiltà Minoica, il culmine dell’evoluzione, ci furono nuovi insediamenti su tutta l’isola di Creta e fu raggiunto il massimo splendore nell’architettura e nell’arte. Gli importanti scavi e studi effettuati a Cnosso, da Arthur Evans, hanno riportato alla luce importanti reperti del periodo Neo Palaziale della società Minoica. Furono ritrovati pregevoli affreschi, dai vivaci colori, che ritraggono donne con elaborate acconciature, con eleganti abiti che facevano risaltare i seni e le forme, uomini dal fisico atletico e bambini snelli e flessuosi. Molti studiosi ritengono che la donna minoica fosse molto libera, partecipava alle feste religiose e a quelle pubbliche, prendeva parte ai giochi e alla caccia. Fu solo dopo l’arrivo dei Dori che le donne furono relegate a un ruolo subalterno. La civiltà Minoica progredì fino a divenire un’importante Talassocrazia, cioè una grande potenza che dominò il mare, ma, molti sono propensi a credere che sia stata una supremazia più economica che politica. Creta aveva scambi commerciali con le popolazioni del Mediterraneo, con quelle dell’Egeo e dell’Asia Minore.

  • Periodo Post Palaziale. Intorno al 1450 a.C. cominciò il declino della civiltà Minoica, le motivazioni sono alquanto difficili da decifrare, storici e archeologi dopo attenti studi non sono giunti a una conclusione univoca. Alcuni sono convinti che il declino iniziò con una grande catastrofe naturale, un terremoto o un maremoto di notevoli proporzioni, conseguenti alla grande esplosione del vulcano che distrusse una ragguardevole parte dell’isola di Santorini. Ciò avrebbe portato alla distruzione di tutti i principali palazzi tranne quello di Cnosso. Un’altra teoria mette in diretta corrispondenza la decadenza della Civiltà Minoica con l’avanzamento di quella Micenea. I Micenei avrebbero conquistato Cnosso per farne la loro base a Creta, distrussero gli altri importanti siti per soppiantare i Minoici nel commercio marittimo. Una cosa è evidente, la presenza Micenea sull’isola di Creta coincise con la distruzione della maggior parte dei palazzi Minoici, sia se questa popolazione, giunta dalla Grecia, abbia conquistato quei territori, sia se semplicemente approfittò di distruzioni naturali. Verso la fine di questo periodo fu introdotta una nuova lingua e cominciò la ricostruzione di alcuni palazzi, si tentò un parziale recupero ma ben presto le città cretesi caddero in nuovo declino, contemporaneamente con la crisi che coinvolse tutte le civiltà del Mediterraneo orientale. Cnosso rimase centro amministrativo fino al 1200 a.C. ma, ormai culturalmente miceneo, inoltre, il sito di Praisos, sorto sulle rovine di un insediamento miceneo e popolato, dal periodo tardo Minoico fino all’età ellenistica, da eteocretesi, ovvero “Cretesi veri”, fu distrutto solo intorno al 140 a.C., anche se sembra molto singolare che un abitato di epoca classica, se pur occupato da eteocretesi, sia nato su un accampamento Miceneo.

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