Il tempio di Artemide ad Efeso

by / venerdì, 27 Marzo 2015 / Published in Il blog, Le sette Meraviglie del mondo

Il tempio di Artemide, in Greco Ἀρτεμίσιον e in Latino Artemisium, è considerato, per le sue dimensioni e per la sua maestosa architettura, una delle sette meraviglie del mondo antico, era di forma ionica ed ubicato nella città di Efeso, nell’odierna Turchia, ad una distanza di circa 50 chilometri dal centro abitato di Smirne. Oggi non rimane praticamente nulla della sua magnificenza, soltanto qualche frammento. La forma più nota risale al 560 a.C., cioè all’epoca dell’Impero achemenide, fu descritta per la prima volta da Antipatro di Sidone ed è da attribuire all’iniziativa del re di Lidia Creso, all’epoca aveva conquistato tutte le città greche dell’Asia Minore. In realtà, il tempio voluto da Creso si collocò su strutture architettoniche precedenti, quelle di un edificio sacro dedicato al culto della Dea Chimene. Il luogo di culto doveva la sua fama, oltre alla sua grandiosità e magnificenza, anche al diritto di asilo che in quei sacri luoghi si poteva ottenere e tale notorietà continuò a crescere per i racconti legati a personaggi illustri e alla vita religiosa della città. Il tempio di Artemide fu anche un centro di richiamo per filosofi, poeti e artisti in genere, Eraclito, filosofo del VI secolo a.C., ci narra Diogene Laerzio nel testo “Vite dei filosofi”, si rinchiuse volontariamente in esso per rifuggire dall’intera umanità. I lavori per l’edificazione furono affidati all’architetto Chersifrone che si avvalse dell’aiuto del figlio Metagene e di Teodoro, anch’essi architetti, la sua realizzazione durò moltissimo tempo, necessitò così il contributo di più generazioni, continuò anche dopo che la Lidia fu annessa all’Impero Persiano da Ciro. Gli scavi e gli studi proseguono ancora oggi e quindi non si è ancora certi delle dimensioni e di tutte le caratteristiche del tempio, dice Antipatro di Sidone, che per primo stilò la lista delle meraviglie del mondo antico:

Ho posto gli occhi sulle grandi mura

di Babilonia antica, su cui resta

una strada per carri, e sulla statua

di Zeus presso l’Alfeo, ed i giardini

pensili, ed il Colosso del dio Sole,

e il gran lavoro dell’alte piramidi

e di Mausolo la gran tomba; ma

quando io vidi la casa d’Artemide

che sormonta le nubi, perser tutte

codeste meraviglie il lor splendore

e allora dissi: “Invero, mai il Sole

vide una grandezza così ampia”. (AP IX 58)

Decantava la sua bellezza sostenendo che gli altri monumenti non ne reggevano il confronto.

L’entrata alla terrazza alta del tempio avveniva tramite scalini di marmo che costeggiavano tutto l’edificio formando una splendida cornice, la base era lunga 131 metri e larga 78,5, le colonne, in stile Ionico erano 127 ed alte 20 metri, perlomeno così scrive Plinio il Vecchio, i capitelli, che sorreggevano le enormi travi, dovevano essere bellissimi ed imponenti. La cella, che era scoperta, presentava due porticati, si trovava nel centro del santuario ed è all’interno di essa che molto probabilmente era posizionata la statua di Artemide Eresia che doveva essere di rilevanti dimensioni. Il timpano aveva tre finestre, nelle due laterali erano esposte le sculture di due amazzoni, quella centrale era provvista di sportelli. Sicuramente le statue assumevano un’importanza rilevante per questo tempio se è vero che quattro furono realizzate da Fidia, Policleto, Cresila e Fradmone. Elementi decorativi di figure di animali come cervi, leoni, tori, grifoni, sfingi, sirene e api sicuramente erano presenti in tutto l’edificio, sulla facciata, sulle colonne e sulle pareti, così come vi erano bassorilievi con scene della guerra di Troia, di sacerdoti e sacerdotesse in processione, l’altare sicuramente impreziosito da colonne e statue era in linea retta con la facciata mentre una piccola ara sacrificale era posta in posizione asimmetrica. Il Tempio venne distrutto nel 356 a.C. da un certo Erostrato, un pastore che lo incendiò per rimanere negli annali della storia rendendo il suo nome immortale, cosa che puntualmente avvenne visto che ancora oggi viene ricordato. Il grande edificio sacro fu riedificato per poi essere distrutto nuovamente dai Goti nel 262 d.C. e ancora una volta fu ricostruito. Il tempio fu chiuso ed abbandonato nel 391 d.C., a seguito dell’editto di Teodosio che vietava tutti i culti pagani, per poi essere completamente abbattuto, non era sopportato dalla religione Cristiana, nel 401 d.C. da un gruppo di cristiani guidati da Giovanni Crisostomo. Nel 1869 furono effettuati degli scavi che riportarono alla luce le fondamenta del tempio insieme a numerosi reperti, monete, statuette d’oro, di argilla, di avorio e di legno. Si è potuto ricostruire molto della storia del grandioso tempio di Artemide, anche se oggi questa meraviglia del mondo antico non è più visibile.

(446)

Tagged under:
TOP