Il Museo Egizio di Torino

by / venerdì, 17 Luglio 2015 / Published in Il blog, Viaggiando .....

Il Museo delle Antichità Egizie è da molti considerato, sia per il valore dei reperti che per la loro qualità, il più importante museo di manufatti Egiziani dopo quello del Cairo, in museo fu fondato ufficialmente nel 1824, è da sottolineare che quello del Cairo venne istituito nel 1858, i pezzi esposti e quelli nei magazzini superano il numero di trentamila coprendo un periodo che va da paleolitico all’epoca copta. Si diceva che prese vita nel 1824 ma in realtà, come gli storici ci ricordano tutto cominciò a fine del seicento, quando i Savoia decisero di acquistare dai Gonzaga la “Mensa Isiaca”, una tavoletta di bronzo raffigurante cerimonie religiose in onore della Dea Iside, fu scoperta a Roma ma sollecitò l’interesse e gli studi verso la cultura Egizia. Nel settecento Carlo Emanuele III invia un appassionato egittologo padovano, Vitaliano Donati, in Oriente per effettuare scavi e dagli sterri nella Valle del Nilo furono recuperati vari reperti che furono inviati a Torino, tra gli altri le statue del faraone Ramesse II e della dea Sekhmet, che furono rinvenute e riportate alla luce nel tempio della dea Mut a Karnak, la statua della dea Iside, scoperta a Coptos. Le campagne napoleoniche portarono nel 1799, alla scoperta, da parte di un ufficiale di Napoleone, della famosissima stele di Rosetta che presenta insieme alla scrittura geroglifica, quella demotica e quella greca, quindi fu di fondamentale importanza per la decifrazione dei geroglifici che avvenne nel 1822 da parte di un francese, Jean-François Champollion, che pose così le basi per lo studio delle antichità dell’Egitto faraonico, l’egittologia. Negli anni a seguire in tutta l’Europa scoppio una vera e propria moda per collezionare reperti e oggetti Egiziani antichi, nel 1824 re Carlo Felice di Savoia acquisì una collezione di ben ottomila reperti messa insieme da Bernardino Drovetti, console di Francia durante l’occupazione dell’Egitto, la unì a quella del padovano Vitaliano Donati e ai reperti di casa Savoia costituendo di fatto il primo museo al mondo dedicato interamente alla civiltà, all’arte e alla cultura Egizia. Ben presto, per l’importanza delle collezioni e per l’interesse mostrato dagli studiosi, tra cui lo stesso Jean-François Champollion, Torino fu definita da molti la città che diede i natali all’egittologia. Alle collezioni vennero poi aggiunti i reperti ritrovati negli scavi che vennero effettuati dagli studiosi Italiani tra il 1900 ed il 1935, la sede odierna del museo è in un possente palazzo seicentesco, “Palazzo dell’Accademia”, la cui costruzione fi iniziata, nel 1679, dall’architetto Michelangelo Garove su un il progetto originale di Guarino Guarini. I più importanti pezzi contenuti nel museo sono:

  • La tomba ritrovata intatta, con tutto il corredo funerario, di Kha e Merit, fu rinvenuta dall’egittologo italiano Ernesto Schiapparelli che fu anche il primo direttore del museo.

  • Il tempio rupestre di Ellesija, che fu fatto edificare dal Faraone Thutmose III. Fu donato dall’Egitto all’Italia in quanto nel 1965 gli studiosi del museo Egizio di Torino lo salvarono dall’innalzamento delle acque dovuto alla costruzione della diga di Assuan e il successivo formarsi del lago Nasser.

  • Il Canone Reale, più noto come il “Papiro di Torino”, un’eccezionale fonte che riporta la sequenza dei sovrani egizi elencando, in lingua ieratica, la successione, l’età e gli anni di regno.

  • La Mensa isiaca, che i Savoia comprarono dai Gonzaga,.

  • La tela funebre, tessuto dipinto nel 3400 a.C. fu scoperta nel 1930 da Giulio Farina nella località di Gebelein.

  • I rilievi di Djoser, un faraone risalente alla III dinastia.

  • Le statue di Iside e Sekhmet nonché quella di Ramesse II, ritrovate, come si diceva, da Vitaliano Donati nel tempio della Dea Mut a Karnak.

  • Il papiro delle miniere d’oro, è praticamente la mappa delle miniere d’oro del Sudan nella zona nord-est.

  • Il papiro giudiziario molto particolare, contiene gli atti del processo a carico degli assassini di Ramesse II.

  • Il papiro satirico, può essere diviso in due parti, una contenente appunto delle satire e nell’altra vengono descritte scene erotiche con immagini e testi.

Inoltre nel museo sono presenti numerose statue, sarcofaghi, corredi funerari, mummie sia umane che animali, papiri, amuleti, tessuti, oggetti di uso quotidiano, letti, gioielli ecc.

La nostra visita al museo

Premettendo che non conoscevamo il vecchio allestimento dobbiamo dire che l’allestimento attuale, quello nuovo inaugurato il primo Aprile 2015, è veramente studiato con criterio, è molto esplicativo e ben delineato in tutto il percorso che comincia dal piano ipogeo dove è descritta la storia del museo Egizio, dopo di che si passa al secondo piano qui, seguendo il percorso si possono ammirare quattro sale contenenti reperti di epoca predinastica, dell’antico regno e poi la tomba degli ignoti, la tomba di Iti e Neferu, un’intera sala è dedicata al medio regno ed un’altra divisa tra il medio regno e il nuovo. Si scende al primo piano e qui si si può dedicare a conoscere Deir El Medina, la tomba di Kha, la galleria dei sarcofagi, la papiroteca, i reperti provenienti dalla valle delle Regine, quelli di epoca tarda, Tolemaici, Romani e tardoantichi. Una rampa di scale e si scende al piano terra, dove si può ammirare la galleria dei re, allestita in maniera fantastica tra giochi di luci e specchi ci si perde in un mondo incantevole, gli oggetti e le statue esposte, grazie all’uso oculato degli specchi, si possono osservare da tutti i lati e magari scoprire che dietro ad una statua vi sono geroglifici che ci descrivono o raccontano qualcosa, poi si arriva alla maestosa sala Nubiana e chicca finale il tempio di Ellesjia, letteralmente staccato dalla montagna e trasferito a Torino, sarebbe finito sotto le acque del lago Nasser. A questo punto si può anche uscire e rendersi conto che quattro ore sono passate in un batter di ciglia. Nel prezzo del biglietto e compresa una video guida veramente ben fatta e che permette di scegliersi un percorso personalizzato per contenuto e durata trattando comunque gli argomenti in maniera esaustiva, in alcune aree tematiche sono presenti anche altri supporti multimediali che forniscono approfondimenti ben curati.

Il nostro pensiero è: “Quando si vuole le cose vengono fatte e bene”, il nostro consiglio è: “Visitate il muso Egizio di Torino e più di una volta”.

IDUESARCHIAPONI

th1_th_IMG_1622  per vedere le foto scattate al museo clicca qui:

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