Il museo delle maschere di Mamoiada

by / martedì, 01 Novembre 2016 / Published in Francesco, Il blog, Viaggiare

 

 

Il Museo delle Maschere Mediterranee

Mamoiada (NU)

 

 

 

Durante il viaggio in Sardegna, l’ultimo giorno prima di partire, siamo andati a visitare il Museo delle Maschere che si trova vicinissimo alla nostra locanda (Sa Rosada di Mamoiada). Ricordiamo subito le uniche due caratteristiche per rendono la maschera del Mamuthones “autentica”: deve essere di legno e deve essere fatta a mano.

 

Come troviamo sul sito: il Museo è nato con l’intento di costituire un luogo di contatto tra l’universo culturale di un piccolo paese della Sardegna interna, Mamoiada, nota in tutto il mondo per le sue maschere tradizionali – i Mamuthones e gli Issohadores – e le regioni mediterranee che, attraverso le rappresentazioni e le maschere di Carnevale, svelano una comunione di storia e di cultura.

 

Il Museo rivolge il suo interesse verso le forme di mascheramento che utilizzano maschere facciali lignee zoomorfe e grottesche, pelli di pecora e di montone, di campanacci e in generale di dispositivi atti a provocare un suono frastornante. A queste maschere, proprie delle comunità dei pastori e dei contadini, si riconosceva il potere di influire sulle sorti dell’annata agraria; per questo, malgrado l’aspetto impressionante, la loro visita era attesa e gradita e occasione per farsele amiche attraverso l’offerta di cibo e bevande.

 

A partire dalle maschere dei Mamuthones e degli Issohadores, il museo offre un’esposizione comparata di reperti provenienti dai diversi paesi del Mediterraneo evidenziandone le affinità e le vicinanze piuttosto che le difformità e le distanze.

 

Per prima cosa abbiamo visto un ottino spettacolo multimediale formato da una sequenza di immagini, testi e suoni. Accompagnati da un commento musicale, che ci ha fatto vedere la storia e la nascita del Carnevale da parte della gente di Mamoiada. Inoltre vengono proposte le diverse interpretazioni avanzate nel corso degli anni sull’origine e sul significato dei Mamuthones. Personalmente mi ha colpito la figura dell’accordatore dei campanacci ed il modo in cui viene vestita la maschera.

 

La seconda “Sala del Carnevale Barbaricino” nostra una serie di maschere del centro Sardegna. In una quinta scenografica formata da due grandi finestre ad angolo che si aprono, come occhi di una maschera, ad una veduta del paese, sono esposte due maschere complete di Mamuthones e una di Issohadore. Di lato i Boes, Merdules e Filonzana di Ottana e i Thurpos di Orotelli. In una vetrina a parete sono visibili numerose maschere facciali di Mamoiada, alcune delle quali di particolare interesse storico, e di Ottana, nelle diverse tipologie zoomorfe e antropomorfe.

 

Il terzo ambiente, la “Sala del Mediterraneo”, è diviso in tre ambiti geografici (l’arco alpino, la penisola iberica, la penisola balcanica). Per ogni area rappresentata ci sono alcuni manichini di maschere che in qualche modo si possono pensare legate ai Mamuthones sopra i quali sono proiettate immagini relative a quei carnevali. Quello che viene associato maggiormente a quello di Mamoiada e quello dei balcani.

 

 

 

Orari di apertura e biglietti

Dal martedì alla domenica (lunedì chiuso) ore 9.00/13.00 – 15.00/19.00

Dal mese di giugno fino a settembre aperto tutti i giorni ore 9.00/13.00 – 15.00/19.00
La visita è stata molto interessante e piacevole poiché il museo è piccolo ma veramente ben organizzato e se capitate da queste parti non scordatevi di visitarlo. Come già detto per assaporare lo stile di vita della gente di Barbagia bisogna pensare che “MASCHERARSI E’ UN DESTINO”…… a chi non piace vedere da vicino il proprio destino?

 

 

 

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