il Mirino Fotografico

by / domenica, 15 marzo 2020 / Published in Alta Fotografia, Fotografia, Francesco, Il blog

 

IL MIRINO

l’evoluzione dal mirino galileano al mirino elettronico

 

 

Un componente della nostra fotocamera che ce ne semplifica l’utilizzo in modo significativo, ma che spesso viene dato per scontato, è il mirino (in inglese finder oppure viewfinder). Il mirino è il dispositivo che ci permette di vedere, e quindi scegliere, la scena che vogliamo acquisire attraverso la fotocamera. Altre operazioni importanti che possiamo svolgere attraverso di esso sono la regolazione dei dati della fotografia, ad esempio la visione della messa a fuoco, e la visualizzazione dei parametri necessari per decidere l’esposizione.

Nelle prime fotocamere, specie in quelle economiche il mirino non era utilizzato. Stessa cosa anche per le fotocamere progettate per applicazioni particolari.

Le macchine a grande formato (lastre fotografiche) non possiedono il mirino poiché l’immagine sarà messa a fuoco direttamente su una lastra di vetro smerigliato, visibile sul retro, e quando l’esposizione è ritenuta valida viene sostituito quest’ultimo con la lastra fotografica per fissare la scena. Con questo sistema l’immagine viene visualizzata capovolta e a lati invertiti, esattamente come è focalizzata dall’obiettivo sul dispositivo di acquisizione. Un facile tipo di mirino è formato da due semplici cornici poste ad una certa distanza sull’asse ottico che permettono di far collimare la visione dell’occhio sulla desiderata inquadratura. Questo mirino è molto economico ma anche molto approssimato per l’inquadratura e non permette di gestire la visione della messa a fuoco, è usato frequentemente nelle fotocamere subacquee.

esempio di fotocamera SENZA MIRINO (Banco Ottico) e di mirino a cornici

Possiamo dividere i mirini in convenzionali e nei mirini a schermo.

I mirini convenzionali si possono distinguere in:

  • mirino galileiano: è formato da due o più lenti poste all’interno di una apertura vicina all’obiettivo. Questo sistema è nitido, luminoso ed economico. Alle lenti a volte si aggiunge una cornice usata per delimitare il campo inquadrato dall’obiettivo. Specie se il soggetto è vicino si commetterà un evidente errore di parallasse, un altro problema è la mancanza di informazioni sui parametri di impostazione della fotocamera. Viene utilizzato nelle fotocamere compatte ed economiche oppure su alcune fotocamere come la Leica M.

esempio di Mirino Galileiano

 

errore di parallasse: la visione dal mirino e dall’obiettivo è sempre più divergente mano a mano che la distanza del soggetto dall’obiettivo diminuisce

  • mirino reflex a pozzetto: Il suo nome deriva dal fatto che l’immagine viene riflessa da uno specchio a 45° verso l’alto per renderla visibile come in un pozzo. Di norma viene utilizzato nelle fotocamere reflex di medio formato, ad esempio l’Hasselblad, ed in quelle biottiche. Anche su alcune fotocamere concepite come sistemi a parti intercambiabili si potevano montare mirini a pozzetto.

esempio di Mirino Reflex a Pozzetto (vista dall’alto della fotocamera a medio formato ROLLEI SLX)

  • Mirino reflex a pentaprisma: è il più utilizzato nelle fotocamere reflex, sia tradizionali che digitali, che utilizzano il 35 mm ed il medio formato. L’immagine viene riflessa da una specchio a 45° verso il pentaprisma che provvede a renderla visibile al fotografo attraverso un mirino posto sul lato posteriore della fotocamera. Durante lo scatto, lo specchio si alza permettendo il passaggio della luce e per un breve istante viene oscurando il mirino. Normalmente solo le fotocamere professionali presentano una copertura completa della scena. Le altre per motivi economici abbassano la copertura tra il 90% ed il 95%.

schema di Mirino Reflex a Pentaprisma. La scena entra nella fotocamera dall’obiettivo e poiché lo specchio è posizionato nella posizione A) viene, attraverso il pentaprisma, mandata al mirino che ne permette la visione dal lato posteriore della fotocamera. Durante lo scatto lo specchio si alza, oscurando il mirino, nella posizione B) e la scena viene fissata nell’elemento fotosensibile

I mirini a schermo si possono distinguere in:

  • Mirino digitale: Nelle fotocamere digitali di tipo mirrorless (senza specchio – non reflex) il mirino è realizzato mediante un display LCD che visualizza in tempo reale l’immagine da acquisire. Gli schermi LCD sono spesso scarsamente visibili in condizioni di forte illuminazione (per esempio in pieno sole). Per questo motivo, il display può essere accompagnato da un piccolo mirino ottico di tipo galileano o da un mirino elettronico.

mirino LCD basculabile. Quando la fotocamera non è in modalità live-view sul monitor LCD vengono mostrate le impostazioni della fotocamera

  • Mirino elettronico: Nelle fotocamere EVIL (Electronic Viewfinder Interchangeable Lens – fotocamere a Mirino elettronico e obiettivo intercambiabile) invece del display LCD viene utilizzato un mirino strutturalmente uguale ad un mirino galileiano ma che utilizza per la visione un piccolo schermo visibile attraverso un oculare. L’immagine visualizzata è direttamente processata, e ridotta alle dimensioni del mirino, dal chip di acquisizione delle immagini.

alcuni esempi di mirini elettronici ed il loro montaggio sulle fotocamere compatte ed EVIL. Si può notare che è possibile ruotare di 90° lo schermo per la visione

Le caratteristiche principali, che varieranno a seconda del tipo utilizzato, sono le seguenti:

  • Copertura: la copertura è il rapporto in percentuale (%) tra l’inquadratura vista e la scena acquisita. Ad esempio un valore del 95% indica che il campo osservato nel mirino è leggermente inferiore alle informazioni che verranno poi memorizzate, mancheranno quelle sui bordi.

  • Ingrandimento: l’ingrandimento descrive il rapporto tra l’immagine apparente (quella vista nel mirino) e l’immagine reale usando come riferimento l’occhio umano. Un ingrandimento di 1x avrà la stessa visione per entrambi i casi precedentemente detti.
    Naturalmente, nel caso si stia utilizzando una reflex, l’ingrandimento dipenderà dall’ottica utilizzata. Il valore dell’ingrandimento del mirino ci permette di capire la comodità di visione e la praticità d’utilizzo, nonché la facilità di messa a fuoco dall’obiettivo.

  • Luminosità: la luminosità del mirino è legata alla qualità dei materiali utilizzati per la sua costruzione ma viene raramente dichiarata (utilizzo di vetro ottico, eliminazione dei riflessi, etc). Un mirino a cornici avrà una luminosità pari alla realtà mentre l’uso di specchi porta ad un abbassamento della luminosità.

  • Risoluzione: è presente solo nei mirini elettronici. Il suo valore, misurato in Mega Pixel, è legato alla sua grandezza ma dovrebbe anche tener conto delle reali dimensioni della superficie fisica dello schermo. Anche questo valore è raramente dichiarato dai costruttori.

  • Correzione Diottrica: la correzione diottrica ci permette di adattare la visione personale oculare al mirino. Con la correzione giusta possiamo controllare agevolmente il funzionamento della messa a fuoco manuale ed inoltre la visione del fotografo sarà ottimale. Il valore della correzione è misurato in diottrie. Per variazioni ampie bisognerà aggiungere delle lenti addizionali nel mirino.

  • Informazioni Visibili: ogni costruttore fornisce, secondo i propri standard, una gran mole di informazioni. Una buona distribuzione delle informazioni porterà ad un buon utilizzo delle stesse.

Analizziamo i pregi ed i difetti del mirino elettronico rispetto a quelli convenzionali:

  • Il mirino elettronico avendo un tiraggio corto (circa la metà) consente la realizzazione di fotocamere molto compatte.
  • Il tiraggio ridotto permette di utilizzare obiettivi grandangolari compatti.
  • Il mirino elettronico non presenta le vibrazioni e i ritardi dovuti al sollevamento dello specchio.
  • Il mirino elettronico possiede una copertura del 100% dell’immagine mentre per molte reflex è inferiore.
  • Il mirino elettronico permette la messa a fuoco manuale di precisione su una piccola area visibile.
  • Il mirino elettronico permette di vedere in anteprima l’esposizione e la profondità di campo.
  • Nel mirino elettronico non si può depositare il pulviscolo e di conseguenza la visione dell’immagine è sempre ottimale.
  • Il mirino elettronico permette correzioni software dell’immagine fornita dall’obiettivo.
  • La mancanza dello specchio rende semplice realizzare sia le foto che i video.
  • Anche in condizione di scarsa luminosità il mirino elettronico mantiene una buona visibilità, presenta soltanto un fenomeno di granulosità.
  • Con il mirino elettronico non funziona l’autofocus a rilevamento di fase usato nelle fotocamere reflex di fascia alta, questo tipo è più veloce di quello a rilevamento di contrasto. Il secondo viene usato dalle fotocamere compatte, dalle reflex che utilizzano il monitor live-view e dalle fotocamere EVIL.
  • Il mirino elettronico consuma energia dalla batteria al contrario dei mirini convenzionali che non hanno bisogno di una alimentazione. Questo consumo si può quantificare in circa un trenta per cento in più.

Se andiamo ad analizzare le differenze tra il mirino elettronico ed il monitor LCD notiamo subito che le caratteristiche fisiche dei due dispositivi sono sicuramente simili ma troviamo diverse differenze nelle loro modalità operative:

  • Il mirino elettronico viene letto attraverso un oculare, cioè da distanza ravvicinata e di conseguenza la visuale fornisce direttamente le informazioni corrette, gli eventuali disturbi sono ridotti ad una percentuale molto bassa paragonabile a quella ottenuta sui mirini tradizionali. Per avere una visione nitida bisognerà però avere una risoluzione sufficientemente elevata. Ad esempio il mirino della fotocamera LUMIX G1 ha una risoluzione di 1,4 Mega Pixel che ci assicura una buona nitidezza, ricordiamo che la risoluzione del sensore è di circa 12 Mega Pixel.
  • Il monitor LCD viene osservato da una distanza maggiore con la conseguenza di avere un angolo di visuale minore. In questo modo viene richiesta per la stessa visione una risoluzione più bassa, inoltre può capitare che la fotocamera sia allontanata dal volto per avere una inquadratura migliore, ad esempio tendendo il braccio sopra ad un gruppo di persone. Sempre la LUMIX G1 presenta per esso la risoluzione è di 0,48 Mega Pixel.
  • Usando il mirino elettronico l’occhio è focalizzato sulla scena voluta e di conseguenza non risente dei disturbi presenti nell’ambiente.
  • Viceversa il monitor LCD viene visto insieme alla scena da fotografare con dei possibili disturbi che possono anche diventare rilevanti, un caso sicuramente difficile da gestire è quando il sole si trova alle spalle del fotografo poichè il monitor può facilmente diventare illeggibile.
  • Diverse fotocamere sono costruite con il monitor LCD basculabile, uno o entrambi gli assi del monitor possono essere ruotati rispetto al piano di acquisizione della scena. In questo modo si può facilmente visualizzare l’inquadratura anche quando la fotocamera non è posizionata davanti al volto del fotografo (come richiesto da un mirino reflex o elettronico) ad esempio quando si utilizza un cavalletto oppure quando si vuole fotografare una scena con una inquadratura non convenzionale.
  • Il monitor LCD ha dimensioni maggiori del mirino elettronico ed quindi consuma una quantità di energia maggiore.

il mirino elettronico riduce il tiraggio della fotocamera che quindi può avere delle dimensioni ridotte rispetto ad una tradizionale Reflex

Analizzando i confronti e le proposte del mercato delle fotocamere possiamo sintetizzare:

  • le fotocamere reflex professionali usano moltissimo i mirini reflex a pentaprisma spesso associati ad un monitor LCD per la visione della scena in live-view
  • le fotocamere economiche (compatte e bridge) usano moltissimo i monitor LCD a volte associati ad un mirino galileano
  • poche fotocamere usano il monitor LCD basculabile
  • il mirino elettronico è limitato alle fotocamere EVIL che rappresentano una quota piccola del mercato

possiamo quindi riassumere che nonostante i progressi tecnologici il mirino elettronico è poco utilizzato per i vantaggi che presenta rispetto alle altre soluzioni. Una possibile spiegazione della maggiore diffusione del monitor LCD potrebbe risiedere nel ridotto costo e nelle dimensioni ridotte della fotocamera che la rendono “veramente tascabile”.

I mirini elettronici sono montati direttamente dal costruttore sulla fotocamera al momento della vendita ma alcuni vendono le fotocamere accessoriate con un mirino galileano o con un monitor LCD e commercializzano separatamente il mirino elettronico da posizionare sulla fotocamera. Per il montaggio viene utilizzata la slitta dove normalmente viene posto il flash esterno, ovviamente bisognerà scegliere quali dei due dispositivi si vuole utilizzare sulla fotocamera.

la pubblicità della SONY ALFA 7 RII. Fotocamera EVIL con sensore full-frame e mirino elettronico di risoluzione XGA

Il prezzo di un mirino elettronico non è molto economico, ad esempio il mirino SONY EV1MK (risoluzione XGA) per la fotocamera SONY HX60 che costa da sola meno di 400 euro supera i 400 euro.

Qualunque sia il sistema ed il mirino che utilizza la vostra fotocamera secondo me la cosa principale e che vi divertiate a scattare delle buone fotografie.

FRANCESCO

questo articolo è stato pubblicato sulla rivista FOTOGRAFARE 6 (Giugno) del 2016 nella rubrica di ALTA FOTOGRAFIA.

P.S. Visto il tempo trascorso dalla pubblicazione va precisato che l’impianto tecnico dell’articolo è sempre valido ma risulteranno poco attendibili le eventuali ricerche di mercato o le scansioni temporali dei prodotti fotografici citati nel medesimo.

 

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