Il Mausoleo di Augusto o Augusteo.

by / sabato, 02 novembre 2019 / Published in Archeologia1, Il blog

Scriveva Strabone: “Il più notevole è il cosiddetto Mausoleo, un grande tumulo di terra, innalzato presso al fiume sopra un’alta base rotonda di marmo bianco, tutto ombreggiato da alberi sempre verdi, fino alla cima, sulla quale era la statua di Cesare Augusto, in bronzo dorato. E sotto quel tumulo vi erano le celle sepolcrali di lui, dei suoi parenti e degli amici più intimi. Dietro c’è un grande bosco sacro che offre splendide passeggiate. Nel mezzo del campo c’è un recinto, sempre di marmo bianco, costruito intorno al crematorio di Augusto, che ha una balaustra circolare in ferro ed all’interno ci sono dei pioppi”. (Strabone, Geografia, V, 3,8).

L’Augusteo o meglio il Mausoleo di Augusto è un grande monumento funerario, la cui costruzione risale al I secolo a.C., per la precisione la sua edificazione iniziò per commissione dello stesso Ottaviano Augusto, nel 28 a.C., dopo il suo ritorno da Alessandria. Dopo aver conquistato l’Egitto e aver sconfitto Marco Antonio, nella battaglia di Azio del 31 a.C., Augusto tornò a Roma trionfante, non era ancora diventato imperatore, ma era al suo sesto consolato, il futuro imperatore commissionò la costruzione del monumento che avrebbe contenuto le sue spoglie, quelle della sua famiglia e i suoi più cari amici. Augusto, durante la sua campagna ad Alessandria, rimase colpito dalla tomba in stile ellenistico di Alessandro Magno, probabilmente era a pianta circolare e fu ispiratrice del suo Mausoleo. Come luogo per la costruzione fu scelta la zona settentrionale del Campo Marzio del resto Augusto fece abbellire tutta l’area dedicata al Dio Marte, non possiamo dimenticare che fece edificare il Teatro di Marcello, le Terme di Agrippa, i Saepta, l’Ara Pacis, il Pantheon e appunto la tomba destinata a conservare le proprie spoglie. La scelta del luogo non fu certamente casuale, infatti, la zona settentrionale del Campo Marzio, all’epoca di Augusto, era priva di edifici pubblici, ma in precedenza occupata dai sepolcri di alcuni uomini illustri dell’età repubblicana come Silla, Cesare e sua figlia Giulia. Inoltre la sacralità del luogo serviva da una parte a dimostrare che Augusto era fedele ai valori tradizionali della Res Publica, ma, contemporaneamente, considerata anche la grandezza del mausoleo, evidenziava il potere raggiunto da quello che, di fatto, divenne il primo imperatore Romano. Cerchiamo di descrivere com’era questo imponente monumento, come più volte detto era a base circolare, il suo diametro esterno era di trecento piedi romani, corrispondenti a circa ottantasette metri. La sua architettura è piuttosto particolare, si tratta di una struttura a piani soprapposti, il monumento era costituito da sette anelli concentrici, collegati tra loro da muri radiali, infine altri due segmenti di muri formavano una seconda serie di concamerazioni.

Il monumento aveva un basamento esterno, sul quale poggiava l’edificio circolare, interamente rivestito di travertino per un’altezza di dodici metri, con decori a fregi dorici, probabilmente a metope e triglifi, oggi di questo rivestimento non esiste più nulla. Imponente era l’ingresso il quale mostrava, agli occhi delle persone, due obelischi provenienti dall’Egitto quelli che oggi si vedono in piazza dell’Esquilino e in piazza del Quirinale. Questo ingresso si presentava con una piccola scalinata che si poggiava su dei pilastri sui quali erano affisse le tavole di bronzo su cui erano incise le “Res Gestae Divi Augustae”, un’opera biografica nella quale è fatto un resoconto delle gesta della vita di Augusto, e che fu scritta dall’imperatore stesso, ovviamente oggi non c’è traccia di ciò. Sono giunte, però, fino a noi le copie che furono incise sul tempio di Augusto, ad Ankara, e in alcuni edifici di altre province romane. Dall’ingresso un lungo corridoio conduceva a un muro di considerevole altezza e spessore, interamente rivestito di travertino, qui si aprivano due ingressi da cui si accedeva alla camera funeraria. Questo muro, oggi né resta soltanto una piccola porzione, serviva, quasi sicuramente, da sostruzione di un tamburo che emergeva dal tumulo, andando a formare un secondo livello. La cella, di forma circolare, aveva tre nicchie sui lati, rettangolari e simmetriche, qui probabilmente vi erano le tombe della famiglia imperiale e quelle degli amici più importanti di Augusto. Al centro della cella vi era un grade pilatro di forma cilindrica che nel suo interno ospitava un piccolo locale verosimilmente il punto dove vi era la tomba di Ottaviano Augusto. L’alto pilastro circolare proseguiva all’esterno e in cima a esso vi era la statua di bronzo dell’imperatore, la quale era visibile da lontano, svettando da quasi quarantacinque metri di altezza, la sommità del mausoleo era ricoperta di terra su cui trovavano spazio cipressi e siepi con piante sempreverdi.

È probabile che il Mausoleo fosse all’interno di un vasto giardino aperto a tutti i visitatori. Il monumento non è mai caduto in oblio per cui ha subito, nel trascorrere dei secoli saccheggi, devastazioni, asportazioni di marmi, travertini e materiale da costruzione, inoltre ha subito riutilizzi di vario genere. Quel che rimane oggi è ben poca cosa rispetto alla fastosità e la struttura dell’edificio originale, considerando che il monumento fu trasformato in fortezza, usato come cava di materiali, come vigneto, come arena per le corride in stile spagnolo, come teatro, come ospizio, come officina per la fusione della statua equestre di Vittorio Emanuele II e nel 1936 era ancora utilizzato come sala per concerti. Sono stati fatti, e altri sono in corso, tentativi di restauro, ma per ora nulla di veramente risolutivo. Chi fu sepolto nel suo interno? Il primo a entrare non da vivo, all’interno del Mausoleo fu Marco Claudio Marcello, nipote di Augusto, morto nel 23 a.C., seppellito contemporaneamente alla Madre dell’imperatore, Azia Maggiore, seguirono: Marco Vipsanio Agrippa, il generale e amico di Ottaviano; Druso maggiore; Lucio e Gaio Cesare. Poi fu la volta di Ottaviano Augusto, sepolto nel 14 d. C., l’imperatore morì a Nola, e la sua salma fu trasportata a Bovillae e infine a Roma qui ricevette due orazioni funebri, una di Tiberio davanti al tempio del Divo Giulio, l’altra di Druso, il figlio di Tiberio, dalla tribuna del foro, i Rostra. Terminate le orazioni funebri, i senatori lo portarono a spalla fino al Campo Marzio, dove fu cremato, nacque anche una leggenda, poiché un anziano pretoriano ebbe la sicurezza di vedere l’anima di Augusto salire in cielo subito dopo la cerimonia funebre. In seguito seguirono l’imperatore: Druso Minore, Germanico, Livia e Tiberio. Non esistono fonti che possano certificare la sepoltura in questo Mausoleo degli imperatori Vespasiano e Claudio, anzi probabilmente il primo dei due fu tumulato nel tempio dei Flavi insieme ai figli Tito e Domiziano. Esistono, invece fonti che raccontano che in questo luogo, Caligola fece deporre le ceneri della madre Agrippina e dei fratelli Nerone Cesare e Druso Cesare, seguirono poi i resti sorella, Giulia Livilla, di Drusilla e infine quelli dell’imperatore stesso. L’imperatore Nerva fu l’ultimo a trovare posto in questo Mausoleo, nel 98 d.C., infatti, le ceneri di Traiano, il suo successore, furono poste in un’urna d’oro e collocate nella base della Colonna Traiana mentre Adriano fece costruire un nuovo mausoleo, stiamo parlando della non lontana Mole Adrianea, oggi nota come Castel Sant’Angelo, dove furono poste le ceneri degli imperatori del II secolo. Un’ultima curiosità, il seppellimento in questo Mausoleo fu precluso alla figlia di Augusto, Giulia Maggiore e a Nerone. Oggi, del Mausoleo di Augusto, si possono vedere circa tredicimila metri quadrati di muri, ma solo meno della metà di questi risalgono alla struttura originaria, gli altri resti murari sono di età medioevale, rinascimentale e soprattutto degli anni trenta dello scorso secolo, quando furono eseguiti grandi lavori di restauro. In questo periodo è in cantiere un progetto di restauro che dovrebbe rendere sicuro e visitabile il monumento, allo stesso tempo sono in studio progetti per valorizzarlo, come detto per ora il Mausoleo non è del tutto riconoscibile. Un’ultima annotazione, il Mausoleo di Augusto aveva una recinzione muraria, intorno alla base, anch’essa circolare, probabilmente con colonne, il marmo faceva da padrone, oggi completamente sparito… Strabone, nel descrivere il monumento, afferma che, dietro alla costruzione, c’era un grande bosco con dei meravigliosi sentieri per passeggiare, infine, nel Campo Marzio, sempre secondo Strabone, sorgeva il crematorio di Augusto, che aveva una balaustra circolare e cancelli di ferro, era circondato da una recinzione muraria coperta di marmo, all’interno di questo recinto furono piantati dei pioppi.

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