Il Cristo Redentore di Rio de Janeiro.

by / sabato, 06 ottobre 2018 / Published in Il blog, Le Sette meraviglie del Mondo moderne

La statua del Cristo Redentor… il Cristo Redentore è considerata una delle “Nuove sette meraviglie del mondo” ed è indicata come uno dei più famosi monumenti del Brasile. La maestosa statua fu collocata sulla cima della montagna del Corcovado a settecento metri di altezza, sul livello del mare, all’interno del Parco Nazionale di Tijuca ed è a picco sulla città e sulla baia di Rio de Janeiro. Le sue misure sono di tutto riguardo, è alta trenta metri più otto metri di basamento, l’apertura delle braccia è di ventotto metri, pesa seicento trentacinque tonnellate e all’interno del basamento si trova una cappella che può accogliere centocinquanta persone. La statua, fu costruita con calcestruzzo e pietra saponaria, per i geologi steatite, conosciuta anche con i nomi, gesso di Briangon e pietra ollare, è una roccia somigliante alla giada, semplice da lavorare. La statua, in stile Art Deco, è divenuta il simbolo di Rio de Janeiro e raffigura il Cristo Redentore a braccia aperte.

Ai suoi piedi troviamo un qualcosa d’italiano, infatti, fu posta, nel 1974, centenario della nascita di Guglielmo Marconi, dalla comunità italiana, una targa per commemorare l’accensione delle luci della struttura, che avvenne con l’ausilio di un segnale radio inviato, dal nostro scienziato, da Coltano, una frazione di Pisa. Era il 12 ottobre 1931, giorno in cui s’inaugurò il monumento. Nel 1880, più o meno, al prete cattolico Pedro Maria Boss balenò l’idea di costruire sulla cima del monte Corcovado, un mastodontico monumento religioso e per questo chiese alla principessa Isabella il denaro necessario al finanziamento. La principessa non era del tutto entusiasta di questa idea e il progetto si trascinò fino al 1889 quando si ebbe la separazione tra Stato e Chiesa, il Brasile divenne una repubblica, a quel punto la realizzazione di quel disegno fu del tutto abbandonata. Nel 1921, però, l’arcidiocesi di Rio de Janeiro, propose ufficialmente l’idea di rappresentare una croce o comunque un grande simbolo cristiano, la chiesa e lo stato erano stati separati e l’iniziativa fu vista come un modo per riportare Rio, in quel periodo storico era la capitale del Brasile, a un Cristianesimo più sentito e praticato. Per portare avanti questa iniziativa fu organizzato un grande evento che è ricordato come la “Settimana del monumento”. Un evento che servì alla raccolta dei fondi, per la costruzione del simbolo Cristiano e per convincere il presidente ad autorizzarne la realizzazione, i finanziamenti furono in gran parte raccolti tra i cattolici brasiliani. Dopo l’approvazione del progetto, i promotori cercarono di raccogliere più idee possibili sulla forma e il luogo dove sarebbe sorta la statua, la scelta cadde sulla cima del monte Corcovado.

La costruzione avrebbe raffigurato la croce e il Cristo, con nella mano un globo, poggiato su una base, la quale doveva rappresentare il mondo, tuttavia il progetto che soddisfò le esigenze della popolazione brasiliana e la comunità cattolica fu quello che prevedeva l’edificazione di una statua di Cristo con le braccia aperte. Il progetto del monumento fu realizzato dallo scultore francese di origine polacca, Paul Landowski, il quale modellò una statua di argilla che spedì in Brasile, la supervisione della costruzione fu affidata all’ingegnere brasiliano Heitor da Silva Costa. Il progetto fu preso in esame da un team di tecnici qualificati, i quali ritennero più opportuno, per la struttura, di non usare l’acciaio, ma il calcestruzzo, ritenuto più consono per le architetture a forma di croce.

All’ingegnere brasiliano la soluzione non piacque, perlomeno non inizialmente, ma si giunse a un accordo, per edificare la statua, in stile Art Deco, fu utilizzato il calcestruzzo per la struttura e la pietra saponaria per ricoprire lo strato esterno, mentre il volto del Cristo è opera di Gheorghe Leonida, uno scultore romeno che appartenne alla scuola francese. Avendo pianificato il da farsi in un bel giorno del 1922 una squadra di operai iniziò la costruzione della maestosa e possente statua, tutto ciò che servì all’edificazione del monumento, impalcature, gru, materiali e quant’altro, giunse sul monte con l’ausilio della ferrovia, la stessa che ancor oggi è utilizzata, dai visitatori, per giungere alla statua. I lavori furono ultimati nel 1931. Va specificato che i trasporti si effettuarono, e si effettuano, con dei piccoli treni a cremagliera che salgono attraverso la foresta pluviale urbana di Rio de Janeiro, ossia il Parco Nazionale del Tijunca. La ferrovia in questione è ben più antica della statua considerando che fu inaugurata nel 1884, quando cominciò la costruzione della statua, i treni percorrevano la montagna da trentotto anni, seguendo un caratteristico tragitto, che attraversava e ancor oggi attraversa, una rigogliosa e abbondante vegetazione, mentre piccole scimmie guardano curiose dagli alberi.

Con una cerimonia solenne, fastosa e spettacolare il monumento fu inaugurato il 12 ottobre 1931 dal presidente del Brasile Getulio Vargas, lo stesso giorno la statua fu ufficialmente aperta ai visitatori, e magicamente… dall’Italia Guglielmo Marconi accese le luci della struttura attraverso un segnale radio. Nell’ottobre del 2006, l’arcivescovo di Rio de Janeiro Eusebio Oscar Scheid consacrò la cappella sotto la statua, in questo modo si festeggiò il settantacinquesimo anniversario dell’inaugurazione. In questa cappella è conservata una Madonna nera e qui, spesso, sono celebrati matrimoni e battesimi. Col passare del tempo la Statua ha subito danneggiamenti vari, prevalentemente dovuti ai fulmini che la colpiscono, quindi nel 2010 si decise di procedere a un importante e complesso restauro per ridare al monumento tutto il suo splendore. Per raggiugere la statua, usciti dalla stazione ferroviaria, si devono percorrere duecento ventidue scalini, o a scelta, opzione sicuramente meno faticosa, servirsi dei tre ascensori panoramici e delle otto scale mobili che da qualche anno sono a disposizione dei visitatori. La scultura, situata sulla montagna del Corcovado, è di per se imponente e spettacolare, ma la sua posizione è veramente eccezionale, il panorama che si può ammirare dalla cima del monte è a dir poco di una bellezza unica, dall’alto dei suoi settecento metri, il Corcovado offre una panoramica a trecentosessanta gradi della città, delle spiagge, dei quartieri, da lì si può assaporare il blu dell’oceano e delle sue baie, si può annusare il verde delle colline. Si possono vedere: il Pan di Zucchero, la costa con la baia di Guanabara, il Lago Rodrigo de Freitas, l’ippodromo, il giardino botanico, le spiagge di Ipanema e Copacabana, il quartiere di Leblon, lo stadio Maracana, l’aeroporto e nelle giornate prive di foschia la catena montuosa della Serra dos Orgaos; un panorama che è stato, ed è d’ispirazione per poeti, cantanti e pittori.

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