I giardini pensili di Babilonia

by / lunedì, 04 Maggio 2015 / Published in Il blog, Le sette Meraviglie del mondo

I giardini pensili di Babilonia, città vicina all’attuale Baghdad, annoverati tra le sette meraviglie del mondo antico, sono una leggenda o una realtà storica? I pareri degli studiosi sono discordi, mettendo, per un po’, da parte il condizionale che come non mai è d’obbligo, vennero immaginati, voluti e fatti costruire dal re Nabucodonosor II intorno al 590 a.C., anche se un’antica tradizione attribuisce tale realizzazione alla regina Assira Semiramide. La localizzazione dei giardini resta ancora oggi insoluta, vi è chi li ha posti all’interno della città di Babilonia, in sumerico Ka-dingir-ra, in accadico Bāb-ili, letteralmente “Porta di Dio”, nei pressi, a nord o a sud, del “Palazzo Meridionale”, chi invece afferma che non erano in questa città ma nella vicina Ninive, senza tralasciare chi ha esternato l’ipotesi che non esistessero affatto, nonostante che questi giardini sono citati da alcuni autorevoli scrittori antichi. Ci sono pervenute iscrizioni celebrative in cui sono rivendicate le costruzioni, da parte dei vari sovrani che si sono succeduti, di tantissime opere architettoniche babilonesi ma non esiste nessuna fonte babilonese, coeva all’epoca della costruzione dei giardini, che attesti la realizzazione di tale oasi verde. I giardini pensili si sviluppavano su terrazze impermeabilizzate annaffiate costantemente da un sistema d’irrigazione molto complesso che portava l’acqua anche nei posti più alti della costruzione, dovevano contenere ogni tipo di vegetazione conosciuta all’epoca e se erano compresi alberi ad alto fusto sicuramente si mostravano, erigendosi al di sopra delle mura cittadine, ai mercanti ed ai viaggiatori che si avvicinavano alla città. Tutti gli autori dei testi, in cui sono citati i giardini pensili di Babilonia, fanno notare che erano il solo luogo della città in cui fu utilizzata la pietra. Il funzionamento dell’’impianto idrico per l’irrigazione dei giardini fu estrapolato dagli studiosi esclusivamente dai racconti che gli scrittori classici ci hanno tramandato, si ipotizzò che venne utilizzato un sistema all’epoca già conosciuto in oriente, alla base dei giardini vi erano due bacini che venivano alimentati direttamente dall’Eufrate per mezzo di un probabile acquedotto sotterraneo, nei bacini vi erano delle ruote di legno, dette noria, con recipienti dello stesso materiale o di argilla, quando queste venivano messe in funzione, dalla forza umana o animale, i vasi si riempivano per poi far cadere l’acqua in una vasca o in un collettore posto ad un piano superiore, il metodo si ripeteva, fino a raggiungere l’apice del terrazzamento dove era situata una cisterna, da qui l’acqua poteva essere facilmente distribuita a tutta la superficie dei giardini semplicemente per caduta, in questo modo si potevano eventualmente alimentare anche giochi d’acqua e fontane. E’ opportuno ribadire che, nonostante gli scavi effettuati e qualche ritrovamento, sostruzione con volta a botte e un pozzo in cui sono stati scoperti alcuni resti di fiori risalenti all’epoca, non vi sono prove certe dell’esistenza di questi “favolosi e maestosi” giardini che tuttavia vengono ben descritti, come un capolavoro di inusitata bellezza, da vari autori classici in epoche successive alla realizzazione dell’opera, tra cui Filone di Bisanzio, scrittore e scienziato Greco vissuto tra il 280 a.C. e il 220 a.C., Diodoro Siculo, storico Siceliota vissuto tra il 90 a.C. e il 30 a.C., Quinto Curzio Rufo, storico Romano dell’età imperiale vissuto tra il I° e il II° secolo d.C., Strabone, Storico e geografo Greco vissuto tra il 63 a.C. e il 25 d.C. e Giuseppe Flavio, storico, politico e militare Giudeo vissuto tra il 37 d.C. e il 100 d.C. Solo Erodoto, storico Greco vissuto tra 484 a.C. 425 a.C., che amava immensamente i particolari pieni di fantasia, pur descrivendo Babilonia come una città magnifica, riservandole un lungo paragrafo nella sua opera, non fa nessun riferimento ai giardini che furono ascritti tra le sette meraviglie del mondo antico.

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