grotte S. Angelo – Cassano allo Ionio

by / martedì, 23 Agosto 2016 / Published in Francesco, Il blog, Viaggiare

 

 

 

GROTTE di SANT’ANGELO 2016

(CASSANO ALLO IONIO)

Il paese di Cassano allo Ionio è situato sotto lo sperono roccioso di monte S. Marco che ospitano molte cavità di origine carsica che formano un vasto gruppo di cavità di notevole interesse speleologico, archeologico e storico. In queste cavità è stata accertata la frequentazione umana a partire dal periodo Neolitico fino ad arrivare all’età del bronzo. Sono stati ritrovati dei resti funerari di varie epoche ma la caratteristica più rara è una cremazione di età neolitica.

La prima segnalazione con caratteristiche archeologiche-scientifiche e degli anni 50 del millenovecento che parlano di “antica cava di gesso con stalattiti e stalagmiti gessoso-calcareee”. Successivamente diversi gruppi speleologici hanno esplorato ed analizzato il sistema di cavità:

  • le grotte di Sant’Angelo, che sono divise in tre cavità – la grotta inferiore, la grotta superiore e la grotta sopra le grotte. Tutte e tre sono tra loro collegate da un sistema di cunicoli che misurano oltre 2500 metri.

La grotta Superiore di S. Angelo è lunga 1005 metri.

La grotta Inferiore di S. Angelo è lunga 1325 metri.

  • La grotta dello Scoglio che misura 2000 metri.

  • La grotta di Follea.

Le Grotte di S. Angelo sono le più belle ed interessanti ritrovate nel territorio del Monte Astrolomo. Si ipotizza che le grotte attraversino tutto il paese per riunirsi a quelle di Follea.

Si tratta di grotte che furono abitate dall’uomo primitivo durante il periodo dal 90.000 al 4.000 a.C. che conservano vaste ed importanti documentazioni della sua permanenza, arrivata fino ad epoca storica recente. Negli anni sessanta sono stati recuperati diversi oggetti quotidiani in ceramica.

Nella Grotta Superiore di Sant’Angelo sono state recuperate ceramiche bicromiche e tricromiche e degli strumenti in ossidiana che si presume provengano da contatti con le isole Eolie. L’ossidiana è un vetro vulcanico che per la sua rarità era molto prezioso per le popolazioni neolitiche; veniva utilizzato per ottenere utensili, armi da taglio, frecce etc. .

Gli oggetti preistorici ritrovati in queste grotte sono attualmente esposti nel Museo Archeologico di Reggio Calabria.

Nel 1996 durante una esplorazione sono state notate delle forme vegetali non ancora classificate ribattezzate “EG”, di cui venne individuata una colonna composta da 40 esemplari. Ogni esemplare è collegato ad una radice madre che emerge in parte del territorio, in alcuni casi unendosi alla stalattite ed assorbendone i liquidi. Ancora in fase di studio è una zanzara che presenta una vita sconosciuta e molto particolare.

La disposizione geologica delle rocce presenta due strati sovrapposti, uno dei quali più antico e più interno, risalente all’era secondaria, composto da una formazione granellosa e compatta e da rocce formate da strati calcarei e di dolomiti. L’altro più recente e più esterno, composto da rocce granitiche di origine eruttiva dell’era terziaria.
Sopra questo strato si accumula un terzo strato di rocce di emersione dell’ultima fase dell’era terziaria ( epoca pliocenica) tra cui prevalgono le marne calcaree e quelle sabbiose, le argille con ricchi depositi di conchiglie marine, di fossili di pesci pietrificati e di altri esseri organici, di grotte naturali con abbondanza di splendidi stalattiti e di affascinanti stalagmiti.

Ad oggi è stata attrezzata con comode passarelle solo la grotte inferiore, che è quella aperta al pubblico per la visita guidata. Esiste la possibilità di fare anche un percorso speleologico.

La nostra visita è stata condotta da Cristian, la guida che fa anche parte dell’Associazione che gestisce le grotte, in un modo professionale ma anche molto appassionato e ci ha mostrato oltre ai rami normalmente visitabili qualche particolarità delle grotte che sono difficilmente visibili ad un occhio inesperto.

Se vi trovate da queste parte, a mio giudizio, è una visita che non potete mancare.

Ad Maiora

 

CALABRIA

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