Complesso monumentale di Sant’Agnese sulla via Nomentana

by / venerdì, 08 Gennaio 2016 / Published in Archeologia1, Il blog

Complesso monumentale di Sant’Agnese sulla via Nomentana

Il complesso di Sant’Agnese fuori le mura sorge sulla via Nomentana a Roma, il sito, di notevole importanza storica e artistica, presenta un articolato e ampio agglomerato di edifici cristiani di origine antica, ma edificati e rimaneggiati in tempi diversi.

  • La catacomba di Sant’Agnese.

  • La basilica Costantiniana.

  • Il mausoleo di Santa Costanza.

  • La basilica Onoriana, l’attuale basilica con l’annesso monastero.

Catacomba di Sant’Agnese

La catacomba di Sant’Agnese, come si è detto, è situata al secondo miglio della via Nomentana, all’interno dell’omonimo complesso monumentale, com’è ovvio pensare, questo cimitero, prende il nome dalla vergine e martire Sant’Agnese, che è l’unica martire che fu sepolta in questa catacomba o almeno è l’unica riportata nei documenti antichi. Non si sa bene la data del suo martirio, che risale a una delle persecuzioni contro i cristiani del III secolo, forse in quelle volute da Decio (249-251), oppure in quelle perpetrate da Valeriano (257-260) o in quelle eseguite da Diocleziano (303-305). L’unica cosa sicura è che la martire fu seppellita in un cimitero ipogeo, appunto la catacomba, già esistente, forse una proprietà di famiglia della Santa, da studi eseguiti nel secolo appena trascorso e in quello precedente, si è potuto evidenziare la distinzione della catacomba in quattro regioni e che nel terreno sopra la quarta regione, espropriato da Costantino per la costruzione della basilica, era presente una necropoli pagana con mausolei e colombari del II secolo che fu distrutta. L’edificazione della basilica attuale, quella voluta da papa Onorio I, comportò tagli e distruzioni della catacomba sottostante, col passare del tempo poi, come avvenne per tante altre opere antiche, l’intero complesso catacombale fu abbandonato e dimenticato. La riscoperta è dovuta a un frate domenicano, Onofrio Panvinio, che esplorò la catacomba all’inizio del XVI secolo, e nel corso del settecento la stessa fu danneggiata seriamente dai cacciatori di tesori e reliquie, i cosiddetti ”Corpisantari“.

Basilica Costantiniana

Fu costruita nel 342, per volere di Costantino e di sua figlia Costantina, sopra l’area cimiteriale, preesistente che accoglieva le spoglie di Sant’Agnese, si trattava di una grande basilica cimiteriale con navate laterali, di cui oggi non rimangono che poche, se pur imponenti, rovine della parte absidale. Ovviamente si tratta di qualcosa di molto diverso da ciò che oggi s’intende per basilica, questa costruzione cimiteriale, destinata a chi voleva essere sepolto nei pressi del corpo della Santa, aveva, infatti, una planimetria simile a quella del “Circo”. La basilica era a tre navate, e quelle laterali, anziché terminare in corrispondenza della parete di fondo, proseguivano in un semicerchio, seguendo l’abside, nel quale vi era un’aula, anch’essa absidata, la cui funzione non è ancora del tutto nota. Vi erano delle colonne che sostenevano le arcate in muratura, le mura perimetrali sicuramente presentavano delle finestre quadrangolari, le dimensioni della struttura erano piuttosto estese, sono stata calcolate, circa, di novantacinque metri per quaranta. Una curiosità, nel 358, in questo luogo si rifugiò Papa Liberio, per il periodo in cui l’antipapa Felice occupò la Santa Sede, in quell’epoca era posta nel complesso del Laterano.

Mausoleo di Santa Costanza

Il Mausoleo di Santa Costanza o più correttamente, di Costantina, figlia dell’imperatore Costantino, è sicuramente un capolavoro dell’architettura tardo antica e luogo di culto Cattolico. Fu fatto edificare da Costantina stessa, lungo l’attuale via Nomentana, nei pressi delle catacombe e della basilica cimiteriale, dove si riteneva fosse stata sepolta Sant’Agnese, che Costantino aveva già fatto erigere in onore della Santa. La sua costruzione avvenne tra il 340 e il 345 d.C., Costantina voleva la propria sepoltura vicino a quella di Sant’Agnese, alla quale era fedelmente devota. Nel Mausoleo furono sepolte sia Costantina sia sua sorella Elena, l’edificio prese il nome di “Mausoleo di Santa Costanza” nel momento in cui, la figlia di Costantino, fu venerata come Santa. Vi è da fare una precisazione, sia il mausoleo sia la grande basilica costantiniana, di cui oggi rimangono solo pochi ruderi, e alla quale il mausoleo era collegato, non erano di proprietà ecclesiastica ma imperiale. L’edificio fu utilizzato come battistero dell’attuale chiesa, che fu costruita per volere di Onorio I tra il 625 e il 638, per prendere il posto di quella ideata da Costantino, la quale cadde presto in rovina, divenne chiesa autonoma nel 1252 per volontà di papa Alessandro IV. Dal punto di vista architettonico l’edificio è di notevole importanza in quanto, pur rappresentando la fase finale dell’architettura romana tardo antica, intraprende modelli costruttivi delle strutture paleocristiane. La parte centrale, a pianta circolare, è coperta da una cupola di circa ventidue metri ed è circonda da un deambulatorio, coperto da una volta a botte. La cupola fu realizzata con una tecnica classica nelle costruzioni romane, che prevedeva archi in mattoni e l’uso di tufo e pietra pomice che permetteva l’alleggerimento della struttura, un esempio tipico è la cupola del Panteon, all’interno era completamente ricoperta di mosaici e le pareti sottostanti erano ricoperte con un ricco e meraviglioso rivestimento in opus sectile, purtroppo i mosaici sono andati completamente perduti e del rivestimento rimangono unicamente alcuni disegni che testimoniano il suo splendore. Fu papa Urbano VIII a far eliminare i rivestimenti e i mosaici della cupola a causa di una minaccia di crollo, già da qualche tempo versavano in un pessimo stato di conservazione, li fece sostituire con degli affreschi, secondo il parere di vari esperti, di qualità modesta. Il Mausoleo era illuminato da dodici finestre ad arco, poste intorno alla cupola, che permettevano, in questo modo, di creare una zona luminosa intorno al tamburo. La cupola poggia su dodici coppie di colonne, binate in senso radiale, disposte ad anello, le colonne delimitano il deambulatorio, che è un corridoio circolare, e alla loro sommità presentano capitelli che furono asportati da altre costruzioni, così come le colonne stesse, il classico reimpiego dei materiali. La larga parete esterna, del deambulatorio, presenta delle nicchie, una delle quali ospitava un raffinato sarcofago in porfido rosso, quello di Costantina, decorato con squisiti motivi cristiani, attualmente è conservato nei Musei Vaticani mentre una copia in gesso fa bella presenza di se nel luogo originale, all’esterno correva un altro anello adesso non più visibile. Una struttura così concepita, crea spazi a elevato contrasto tra luce e penombra, creando all’interno un’atmosfera molto particolare, quando il mausoleo fu trasformato in battistero, all’esterno fu realizzato un nartece, cioè uno spazio posto fra le navate e la facciata principale della chiesa, che era formato da un piccolo atrio con absidi sui due lati. Non ci si può esimere dal porre l’accento sul fatto che il Mausoleo di Santa Costanza è uno dei primi esempi di come gli edifici, di epoca paleocristiana, continuarono a utilizzare i temi architettonici pagani e che all’interno della struttura, si possono ancora notare i supporti di un fonte battesimale. I mosaici originali, del IV secolo, che decorano la volta a botte, del deambulatorio anulare, sono giunti integri sino a oggi, si tratta di opere magnifiche, uno straordinario, forse unico, esempio che testimonia l’eredità tardo antica Romana, da cui scaturì l’arte paleocristiana. Queste opere musive presentano sia motivi geometrici sia scene naturalistiche, si possono vedere pavoni, colombe, frutti, scene di vendemmia. Vi sono poi Mosaici di tipo “Emblemata”, si tratta di opere con tessere minute e finemente lavorate con una policromia complessa, tanto da competere con la più raffinata pittura, di solito venivano composti in una bottega e poi applicati nell’ambiente da decorare, nei quali sono rappresentate figure femminili. Tra queste figure alcuni studiosi affermano che è riconoscibile la stessa Costantina. Nelle due nicchie maggiori, poste al centro delle curve laterali, sono riprodotte due scene a mosaico, la Traditio clavium, cioè l’affidamento delle chiavi del Regno dei Cieli a San Pietro, e la Traditio Legis, cioè la consegna del Rotolo della Legge allo stesso Santo, sono opere musive della fine del IV secolo, di fatto le uniche, così antiche, che sono giunte fino ai nostri giorni, che testimoniano e ripropongono il primato della chiesa di Roma sulla Cristianità. C’è da tener presente una curiosità storica, nel Rinascimento il Mausoleo di Santa Costanza, per le sue pregevoli ed espressive decorazioni, fu sottoposto a molti studi da parte di alcuni architetti, anche se per molto tempo e in maniera del tutto erronea, pensarono che l’edificio, per le scene di vendemmia che appaiono sui mosaici, fosse un tempio dedicato a Bacco.

Basilica Onoriana

L’attuale basilica di Sant’Agnese è uno splendido esempio dello stile Bizantino a Roma, fu edificata per volere di papa Onorio I tra il 625 e il 638, come tutte le basiliche cimiteriali era parzialmente ipogea e quindi la facciata che oggi si vede è un moderno rifacimento. Da un piccolo cortile interno si accede a un’ampia scalinata tutta in marmo del 1590 che scende fino al livello della chiesa, che è preceduta da un nartece, lungo la scalinata sono state poste epigrafi iscrizioni e dei frammenti marmorei provenienti dalla sottostante catacomba. La basilica è a tre navate, le quali sono delineate da colonne recuperate da altre costruzioni più antiche e che presentano capitelli Corinzi di pregevole fattura, il piano soprastante presenta un matroneo. Si tratta di una tribuna o per meglio dire di una sorta di balconata, il termine deriva dal fatto che questo elemento architettonico posto all’interno di un edificio era usato per ricevere le donne, conseguente, appunto, da matrona cioè donna, ma che nelle chiese medioevali perse la funzione di accoglienza e divenne unicamente un elemento architettonico, normalmente posto sopra le navate laterali, come del resto nel nostro caso, anche se qui serviva da ingresso alla chiesa, prima della costruzione della grande scalinata. Le colonne del matroneo sono del settimo secolo mentre il bel soffitto a cassettoni, che è in pregiato legno dorato, risale al 1606, il magnifico mosaico, che si trova nel catino absidale, è coevo alla costruzione della basilica, al centro del quale si può osservare la figura della Santa con ai piedi una spada e delle fiamme, rappresentano i simboli del martirio. Ai lati di Sant’Agnese sono raffigurati i pontefici Onorio e Simmarco il primo porta tra le mani un interessante modello della chiesa che offre alla Santa, all’apice del mosaico, la mano di Dio che impone alla Santa la corona del martirio, il fondo del mosaico è in oro. Va poi evidenziata la bellezza del rivestimento di marmo cipollino dell’abside da cui sporgono dei piccoli pilastri in porfido. Come si intuisce la chiesa ha subito vari restauri e rimaneggiamenti, in quello del 1855 furono dipinti gli affreschi che ornano la navata centrale e abside, mentre il piccolo ciborio è del settecento, contiene l’altare, presenta quattro colonne antiche, anch’esse recuperate da qualche altra opera precedente. Sopra l’altare vi è la statua della Santa, un’opera del 1605, il corpo della quale fu spostato e messo in un’urna posta sotto l’altare, raggiungibile attraverso una piccola scala laterale è quindi visibile. Gli edifici del convento sono del quattrocento, ma radicalmente restaurati nel 1856, all’interno trovano spazio resti di affreschi del XIII secolo. Il campanile e di superba fattura e presenta bifore del periodo rinascimentale.

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Mausoleo di Santa Costanza

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