Civiltà Precolombiane.

by / sabato, 03 novembre 2018 / Published in Il blog, Popoli e Civiltà

Le civiltà Precolombiane.

Dal nome si intuisce che si tratta di civiltà nate, fiorite, decadute e morte prima della scoperta del continente americano, avvenuta nel 1492 da parte del genovese Cristoforo Colombo. Si fa spesso, però, quanto si parla di Civiltà Precolombiane, riferimento a quei popoli che sorsero e vissero in Mesoamerica e Sud America, poco rimane del passato delle popolazioni che vissero nel Nord del continente, anche perché la tendenza fu di definirli selvaggi quasi a giustificare il massacro che fu fatto ai danni di quelle genti, gli “Indiani erano i cattivi” e i conquistatori europei, leggi in special modo Inglesi, erano i “Buoni”. Anche gli Spagnoli nel Centro America e nel Sud del continente, hanno detto la loro, non a caso si definivano conquistadores, erano sempre alla ricerca di metalli e gemme preziose, erano esploratori, ma cercavano le mitiche città, mai esistite, costruite completamente di oro, la celeberrima Eldorado. Che dire poi dei missionari Cristiani che spesso si sentivano padroni e non ospiti di quei territori, comunque all’arrivo degli europei molte di queste civiltà erano già decadute e le abbiamo conosciute solo grazie a degli studi e i resti archeologici, mentre altre erano, ancora, non solo vitali, ma anche fiorenti. Di quest’ultime restano i resoconti dei conquistadores e dei missionari, ben poche, di queste civiltà, hanno lasciato documentazioni scritte della loro storia. La domanda prima è: quando cominciò ed essere abitato il Continente Americano? Anche se è complicato rispondere, molti studiosi pensano che una prima ondata di migrazione avvenne da nord, è probabile che gruppi di cacciatori nomadi dalla Siberia attraversando lo stretto di Bering, forse a piedi o in barca, giunsero in Alaska. La datazione non è per nulla certa, le stime che propongono gli storici vanno dai trentacinque mila ai quattordici mila anni fa, l’unica certezza, è che i resti archeologici datati prima di del 12.000 a.C. sono veramente esigui, infatti, solo da tale data la presenza umana, nel continente, è ben documentabile dall’Alaska alla Patagonia. Anche se ancor oggi gli studiosi non concordano con le date, sembra che l’agricoltura stanziale, nella valle del Messico centrale, iniziò attorno al 5000 a.C. e le prime terrecotte sono databili a circa il 2000 a.C. ma, rispetto all’Europa le civiltà precolombiane dovettero sopportare un pesante handicap. Nel continente americano erano ben poche le razze animali che potevano essere addomesticate, a parte il cane, il tacchino e i lama, quest’ultimo solo nelle Ande, non vi era molto altro. La mancanza di animali di grossa taglia come ovini, bovini, cavalli, asini, cammelli, dromedari etc. non solo determinò una carenza di carne e latte ma, soprattutto vi erano pochi supporti per la lavorazione del terreno, per il trasporto delle persone e delle cose. La stessa coltivazione del mais, alimento fondamentale per i popoli Mesoamericani, nacque, nel 5000 a.C. dalla domesticazione del teosinte, un vegetale dalle pannocchie molto piccole, ci vollero alcuni secoli affinché tale pianta raggiungesse le attuali dimensioni. Non esisteva l’aratro, non vi erano animali da tiro addomesticabili, la semina avveniva tramite buchi predisposti nel terreno e ottenuti con l’ausilio di bastoni. Comunque intorno al 1500 a.C. quando cioè le popolazioni potevano contare su risorse materiali, che erano riusciti a conquistare nei secoli, nacque, sulla costa dell’Atlantico, quella che fu considerata la “Cultura Madre” Mesoamericana ossia la civiltà degli Olmechi. Fu questa la prima civiltà ad alto livello tecnologico, con grandi capacità architettoniche e urbanistiche, si sviluppo fino al 200 a.C. circa. Le principali civiltà che si svilupparono in Mesoamerica e Sud America furono: gli Aztechi, i Toltechi, gli Zapotechi, i Maya, I Mixtechi, I Totonachi, gli Huaxtechi, i Taino e gli Inca. Nei secoli, però si formarono, si estinsero o si trasformarono tante altre culture come quelle dei Ciboney, dei Pipil, dei Tepanechi, dei Muisca, dei Vicús, o quella Purepecha detta anche Tarasca. E nell’America del Nord, nel frattempo, che succedeva? Gli insediamenti delle popolazioni native non raggiungevano livelli culturali e tecnologici elevati, quanto quelli delle civiltà del centro e del sud del continente. Si trattava, spesso, di popolazioni seminomade che comunemente vivevano in pianure vicino a laghi e fiumi, erano dedite principalmente alla caccia, il bisonte era la loro risorsa principale di cibo; di pelli, con le quali si vestivano e costruivano abitazioni; di ossa, con le quali realizzavano attrezzi e utensili. Tuttavia anche nell’America settentrionale ci furono alcune civiltà che lasciarono un loro segno importante, simile a quello lasciato dalle popolazioni Messicane e Andine, per quanto riguarda costruzioni e urbanizzazione nel territorio. Un esempio su tutti sono gli Anasazi, antenati degli odierni Hopi e Zuni, la loro civiltà si sviluppò, nel 1500 a.C. circa, nelle zone deli attuali stati dell’Utah, Colorado, Arizona e Nuovo Messico, erano un popolo agricolo, ma costruì anche dei templi che usavano sia per i rituali sia per ricerche astronomiche, fu questa comunità a costruire le note piramidi di Sand Canyon. In genere le popolazioni precolombiane pur conoscendo la ruota non la utilizzavano per fini pratici, però realizzarono meraviglie architettoniche, compresi i ponti sospesi realizzati interamente con materiali ricavati dalle piante, non facevano grande uso di metalli nemmeno in guerra. Erano però sviluppatissimi in alcuni ambiti culturali come l’osservazione astronomica, la realizzazione di calendari; erano maestri nell’oreficeria e nell’artigianato; edificarono grandi costruzioni religiosi e magnifici templi, come testimoniano i vari ritrovamenti archeologici avvenuti in tutti i territori abitati da queste popolazioni.

La Letteratura.

Come si è più volte accennato queste culture difficilmente hanno lasciato testimonianze scritte e tanto più sono rare le opere letterarie, considerando anche l’attività distruttiva dei conquistadores e dei missionari Cristiani. Questi ultimi distruggevano qualsiasi cosa riferibile alle religioni pagane, il loro credo era: “Noi siamo nel giusto poiché diffondiamo la parola di Cristo, tutto ciò che è blasfemo, va distrutto”, mentre ai primi interessava solo depredare i popoli di tutto ciò era prezioso e se il resto andava distrutto, non importava. Anche se, alcuni Spagnoli hanno conservato documenti, che poi sono stati utili, agli studiosi, per ricostruire la storia di queste civiltà. Le opere più espressive, del Centro e Sud America, giunte fino ai nostri tempi sono: il Popol Vuh che raccoglie leggende e miti sulla creazione del mondo; il poema drammatico Ollantay, un’opera della civiltà incaica che gli studiosi reputano molto importante per la sua purezza linguistica. Mentre del Nord America rimangono unicamente canti di guerra e di caccia; alcuni rituali; delle leggende e miti; il tutto tramandato, quasi esclusivamente, oralmente.

L’Arte.

Il discorso diviene completamente diverso, al precedente, quando si parla di architettura e arte. Le società più progredite svilupparono un grande interesse per le arti figurative e si cimentarono nella costruzione di grandi opere sia pubbliche sia religiose. L’arte precolombiana in generale fu influenzata dalle diverse situazioni che scaturirono dagli svariati presupposti culturali, sociali ed economici, delle popolazioni, non a caso in alcune parti del continente l’arte rimase una produzione di sapore tribale. In Alaska gli Eschimesi decoravano le rocce con pitture figurative, scolpivano piccole statue di legno e di avorio, abbellivano vari oggetti di uso quotidiano, insieme ad arpioni e pipe, con scene di vita reale. Nelle grandi praterie settentrionali si diffuse inizialmente l’arte della pittura con soggetti naturalistici, in seguito lasciarono il posto a motivi geometrici e poi ancora scene di caccia e di guerra, mentre a nord ovest venivano eseguite sculture in pietra che col trascorrere del tempo lasciarono il posto a statue di legno, un esempio sopra a tutti i famosi Totem con immagini animali, umane e fantasiose. Gli uomini scolpivano il legno e le donne filavano tessuti, principalmente coperte, con gli stessi, o simili, contenuti delle sculture. Interessante e fiorente fu la lavorazione di ceramiche e mosaici, in quelle zone che oggi corrispondono all’Arizona e al Nuovo Messico, queste popolazioni realizzavano decorazioni, in maniera figurativa e realistica, di divinità e animali, ma anche affreschi a carattere mitologico, tutto questo intorno al 1000 a.C. e forse anche prima. L’arte nel Centro America iniziò con la civiltà Olmeca, queste popolazioni scolpivano enormi statue e maschere di giada, poi fu il momento di quella Tolteca che, fino al 1000 d.C., realizzarono opere in creta e costruzioni monumentali, mentre gli Zapotechi furono maestri nella lavorazione dei metalli. Arrivò poi il tempo degli Aztechi che dal 1300 d.C., usarono l’arte a fini religiosi e politici realizzando costruzioni piramidali decorate con possenti e maestosi bassorilievi, produssero anche notevoli mosaici e ceramiche, fu, inoltre, molto caratteristica la lavorazione e la decorazione effettuata con l’ausilio di piume. Che dire poi dei Maya, i quali arrivarono certamente all’apice nell’architettura, con i loro templi, monasteri e osservatori astronomici, caratteristica di tutte le costruzioni è la pianta complessa e il soffitto a pseudo volta, le decorazioni raffiguravano cerimonie religiose e sacrifici, anche umani, ed erano eseguite con pitture e colori vivaci, mentre le sculture erano unicamente simboliche. Nel sud America, per la precisione nelle regioni Andine, l’arte ebbe più fasi, si va da un periodo tessile e ceramico a uno scultoreo e architettonico, spesso ricorreva una sorta di demone felino, l’architettura anche qui raggiunse livelli notevoli, basta pensare a Machu Picchu.

La Medicina.

Per quanto riguarda la medicina, se ne hanno esempi che vanno da quella più primitiva, a quella sviluppata, nei momenti in cui erano in le civiltà Maya, Inca e Azteca, passando per lo sciamanesimo, ciò perché questi territori americani hanno visto vari periodi storici, che vanno dal neolitico fino all’invasione europea, hanno ospitato vari tipi civiltà, culture e società diverse. Alcune caratteristiche, però, accomunano quasi tutte le civiltà precolombiane, e cioè le concezioni allo stesso tempo magiche e legate alle divinità. In altre parole la malattia era vista come una punizione divina e poiché esistevano persone molto legate alle divinità, questo dicevano i loro credi, queste avevano la capacità di assumere il ruolo di guaritori. Quindi, al malato, spesso erano date sostanze ricavate da elementi naturali, accompagnate da movimenti o danze rituali.

L’Economia.

Nel Nord America l’economia era basata principalmente sulla caccia e sulla pesca, scarsi erano gli animali domestici a parte i cani e i tacchini, non me ne vengono in mente altri, i cavalli, che nei film si vedono correre nelle praterie nord americane, in realtà furono introdotti dagli europei durante le colonizzazioni, la dieta era integrata da alcuni vegetali. Nelle praterie correvano i bisonti che erano cacciati e utilizzati interamente da queste popolazioni, anche altri piccoli animali erano utilizzati, dagli autoctoni, ma sempre per il proprio sostentamento, non certo come a un certo punto fecero gli europei che uccidevano, queste creature, solo per le pelli o unicamente per divertimento. In Mesoamerica le civiltà erano basate sull’agricoltura e normalmente, le popolazioni, si nutrivano di mais, di fagioli o di zucche, dieta che era integrata da pesci e da cacciagione. In Sud America era molto consumata la patata dolce e le radici di manioca, piante che in questi territori erano coltivate, anche in queste zone il ricavato della caccia e della pesca andavano a completare la dieta. Si deve ricordare che dal continente americano provengono le piante del pomodoro, del peperone, dell’avocado, del merey, delle arachidi, del cacao, dell’ananas e molte altre varietà di frutta, verdura, cereali e legumi. Gli Inca allevavano i porcellini d’India, nome questo che distoglie dalla vera provenienza dell’animale, i cani erano presenti un po’ dappertutto, nelle regioni andine era allevato il lama, un camelide, unico animale usato per il trasporto, l’alpaca era allevato per la sua morbida lana, altri due camelidi la vigogna e il guanaco, non erano addomesticati ma cacciati per ottenere carne pelli e lana. In definitiva un’economia molto semplice, ma che ha permesso lo sviluppo di grandi civiltà.

Infine qui sotto è riportato un elenco delle Civiltà e Culture Precolombiane, non del tutto esaustivo, ma approfondito.

  • America del Nord:

Cultura Clovis, Cultura Folsom, Cultura Dalton, Cultura delle grandi pianure, Culture Paleo artiche, Culture arcaico marittime, Popolo dipinto di rosso, Anasazi, Cultura di Fremont, Cultura Woodland, Cultura del Mississippi, Cultura Oneota.

  • Centro America:

Aztechi, Taino, Ciboney, Huaxtechi, Mixtechi, Maya, Olmechi, Pipil, Taraschi Teotihuacan Tepanechi, Toltechi, Totonachi, Zapotechi.

  • America del Sud:

Chavin, Chimú, Chachapoyas, Huari, Inca, Guane, Moche, Muisca, Nazca, Sicán, Sinù, Tairona, Tiahuanaco.

Piaciuto l’argomento, allora potrebbe interessarvi la descrizione di alcune di queste popolazioni, basta seguire questo link.

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