Cimitero Acattolico di Roma

by / lunedì, 02 ottobre 2017 / Published in Fotografia, Il blog, Viaggiando ....., Viaggiare

 

CIMITERO ACATTOLICO

 

A pochi passi dalla Piramide, anzi attaccato ad essa, si trova il Cimitero Acattolico di Roma.

La Chiesa Cattolica vietava di seppellire in terra consacrata i non Cattolici che dovevano essere seppelliti fuori le mura cittadine: Protestanti, Ebrei, Ortodossi, suicidi ed attori.

Nel XVIII secolo la zona era detta “I prati del popolo romano”. Si trattava di un’area di proprietà pubblica dove i romani andavano a svagarsi o a far pascolare il bestiame. Una delibera del Sant’Uffizio nel 1671 acconsentì che i “Signori non cattolici” cui toccava di morire in città venisse risparmiata l’onta di trovare sepoltura assieme alle prostitute e ai peccatori nel cimitero del Muro Torto. La prima sepoltura di un protestante di cui si abbia notizia fu quella di un scozzese. Nel tempo l’area fu definita come il cimitero degli inglesi.

Le prime sepolture non furono evidenziate da alcuna memoria sepolcrale, esse iniziarono nella seconda metà del ‘700. Inizialmente la zona era praticamente abbandonata a se stessa e solo negli anni 20 dell’ottocento la zona fu chiusa e sistemata. Come d’uso solitamente nei cimiteri anglosassoni, sono assenti fotografie sulle lapidi.

Come indica il nome ufficiale, il Cimitero acattolico di Roma è destinato all’estremo riposo dei non-cattolici stranieri, senza distinzione di nazionalità. A causa dello spazio esiguo a disposizione e per mantenere intatto il carattere del luogo, solo eccezionalmente viene concessa la sepoltura a italiani illustri. Tra loro Antonio Gramsci (poiché marito di una donna russa) e pochi altri.

Attualmente è molto raro che si aggiungano nuove sepolture anche per gli stranieri.

Tra i personaggi illustri qui sepolti troviamo:

John Keats (1795-1821) morto a Roma di tubercolosi. Il suo epitaffio, che non lo cita per nome, fu commissionato dai suoi amici Joseph Severn e Charles Armitage Brown. «This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: “Here lies one whose name was writ in water”» (Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”). Poco distante, una lastra marmorea, in risposta a questa frase mostra la seguente: Keats! Se il tuo caro nome fu scritto sull’acqua, ogni goccia è caduta dal volto di chi ti piange.

Percy Shelley (1792-1822) affogato con il suo vascello al largo della costa toscana e cremato sulla spiaggia di Viareggio. L’epigrafe, in riferimento alla sua morte in mare, riprende tre versi del canto di Ariel dalla “Tempesta” di Shakespeare: “Nothing of him that doth fade, but doth suffer a sea change, into something rich and strange” (Niente di lui si dissolve ma subisce una metamorfosi marina per divenire qualcosa di ricco e strano).

William Wetmore Story (1819-1895) scultore statunitense che scolpì l’Angelo del dolore (Angel of Grief) la scultura installata sulla tomba che lo contiene insieme alla moglie Emelyn e al figlio Joseph. L’artista morì poco dopo averla ultimata.

Antonio Gramsci (1891-1937) – La lapide apposta sopra l’urna contiene le semplici parole “Cinera Antonii Gramscii”. La sepoltura è stata immortalata da Pier Paolo Pasolini ne le ceneri di Gramsci: «Uno straccetto rosso, come quello/ arrotolato al collo ai partigiani/ e, presso l’urna, sul terreno cereo,/ diversamente rossi, due gerani./ Lì tu stai, bandito e con dura eleganza/ non cattolica, elencato tra estranei/ morti: Le ceneri di Gramsci…».

Sul sito ufficiale troviamo che:

Non c’è al mondo altro cimitero che ispiri un tal senso di pace infinita, di speranza e di fede. Nella pace solenne dormono insieme l’ultimo sonno uomini di ogni razza e paese, d’ogni lingua ed età. Quanti però qui riposano all’ombra della Piramide Cestia, fra pini, cipressi, mirti e allori, rose selvatiche e fiammeggianti camelie, hanno tutti potuto godere la felicità di vivere più o meno a lungo nella Città Eterna.

E’ uno dei luoghi di sepoltura tutt’ora in uso più antichi in Europa, in quanto l’inizio del suo utilizzo risale al 1716 circa. Nel 2016 abbiamo festeggiato 300 anni di sepolture ai piedi della Piramide. Quasi 4000 sono le persone che dormono qui l’ultimo sonno: inglesi e tedeschi i più, ma anche molti americani e scandinavi, russi, greci; persino qualche cinese e rappresentante di altri paesi orientali.

La popolazione del Cimitero è eccezionalmente varia, ma anche eccezionalmente ricca di scrittori, pittori, scultori, storici, archeologi, diplomatici, scienziati, architetti e poeti, e tra loro, molti di fama internazionale. Oltre al significativo numero di tombe protestanti e ortodosse orientali, vi si possono trovare tombe appartenenti ad altre religioni quali l’Islam, lo Zoroastrismo, il Buddismo e il Confucianesimo. Le iscrizioni sono in più di quindici diverse lingue: lituano, bulgaro, ceco-slavo, giapponese, russo, greco e avestico, e spesso incise con i tratti della propria scrittura.

A Nostro parere va notato che il nome di “Acattolico” risulta riduttivo poiché è un cimitero aconfessionale, quindi a prescindere in maniera totale dalle religioni rivelate dove si crede solo per fede. Ci ha colpito la scelta di molti intellettuali che hanno qui eletto il loro “Ultimo Domicilio”. Ad esempio Gregory Corso, Arnoldo Foà, Belinda Lee, Dario Bellezza, Carlo Emilio Gadda, Antonio Labriola, Emilio Lusso, Bruno Pontecorvo etc. etc..

In sintesi Noi abbiamo visto un prato verde appoggiato alle mure romane dove troviamo serenità e gatti che vagano indisturbati, al limite fotografati.

Di seguito un piccolo estratto fotografico della passeggiata.

 

 

 

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