Bronzi di Riace

by / sabato, 16 dicembre 2017 / Published in Archeologia, Francesco, Il blog, Viaggiare

    

 

BRONZI di RIACE 2017

 

 

Quelle che tutti chiamano i Bronzi di Riace sono due statue di bronzo datate intorno al V secolo A.C. Che sono state oggetto di svariate ipotesi, ancora in grande parte incerte, ma provenienti dalla Grecia o dalla Magna Grecia ritrovate in un ottimo stato di conservazione. Le due statue sono state rinvenute da un subacqueo il 16 agosto 1972 vicino a Riace Marina. Una località sul mar Ionio in provincia di Reggio Calabria.

Il 16 agosto 1972 un sub dilettante (Stefano Mariottini) vide a 8 metri di profondità, a 200 metri dalla costa, il braccio che emergeva dal fondale sabbioso. Nella denuncia depositata il giorno successivo si legge: «… dichiara di aver trovato il giorno 16 c.m. durante una immersione subacquea a scopo di pesca, in località Riace, Km 130 circa sulla SS Nazionale ionica, alla distanza di circa 300 metri dal litorale ed alla profondità di 10 metri circa, un gruppo di statue, presumibilmente di bronzo. Le due emergenti rappresentano delle figure maschili nude, l’una adagiata sul dorso, con viso ricoperto di barba fluente, a riccioli, a braccia aperte e con una gamba sopravanzanta rispetto all’altra. L’altra statua risulta coricata su di un fianco con una gamba ripiegata e presenta sul braccio sinistro uno scudo. Le statue sono di colore bruno scuro salvo alcune parti più chiare, si conservano perfettamente, modellato pulito, privo di incrostazioni evidenti. Le dimensioni sono all’incirca di 180 cm.».

Le due state furono denominate statua A e statua B e furono recuperate rispettivamente il 21 ed il 22 agosto.

   

 

 

 

Statua A (il giovane)

Francobollo commemorativo

Statua B (il vecchio)

 

Vista la scarsità di opere simili si può facilmente capire l’importanza del ritrovamento delle statue che dopo un attento lavoro di restauro durato cinque anni a Firenze presso l’Opificio delle Pietre Dure nel 1980 furono esposte in una mostra a Roma e quindi trasportate nel museo archeologico di Reggio Calabria dove sono tuttora esposte.

Oltre alla pulizia totale delle superfici eseguita con strumenti progettati appositamente le statue furono sottoposte ad analisi radiografiche per conoscerne la struttura interna, lo stato di conservazione e lo spessore del metallo. Le indagini hanno evidenziato che: il braccio destro della statua B e l’avambraccio sinistro su cui era saldato lo scudo risultarono di una fusione diversa dal resto della statua, furono infatti saldati in epoca successiva in sostituzione delle braccia originali probabilmente per rimediare ad un danneggiamento. Inoltre che oltre al bronzo sono stati usati argento per i denti della statua A e per le ciglia d’entrambe le statue, avorio e calcare per le sclere, rame per le labbra e le areole dei capezzoli di entrambe le statue. Ignoti sono gli autori, i personaggi raffigurati e la collocazione originale che avevano nell’antichità. Al momento possiamo solo ritenere che si tratti genericamente di due atleti o di due guerrieri, raffigurati come simbolo di vittoria.

Entrambe le statue sono raffigurate nella posizione definita a chiasmo che presenta una notevole elasticità muscolare. La “Statua A” appare di modellato più nervoso e vitale, mentre la “Statua B” ha un aspetto più rilassato e calmo. Ma entrambe trasmettono una grande sensazione di potenza. Il braccio piegato doveva sicuramente sorreggere uno scudo, mentre l’altra mano impugnava con probabilità un’arma.

Partendo dal presupposto che conosciamo pochissimo delle statue sono state fatte molte e spesso contrastanti ipotesi praticamente su tutto. L’unica cosa certa e che sono rimaste incastrate nel fondale per un probabile naufragio per duemila anni prima di ritornare a mostrarci il loro splendore.

Una prima serie di ipotesi sono state formulate tra 1979 ed il 1995 date rispettivamente del primo e del secondo restauro che possono essere sintetizzate nella tabella seguente:

studioso

collocazione antica

Statua A

Statua B

scultore A

scultore B

datazione A

(A.C.)

datazione B

(A.C.)

Stucchi

Magna Grecia

Euthymos

Euthymos

Pitagora di Reggio

artista magnogreco

470

425

Paribeni

Magna Grecia

un eroe, forse Aiace Oileo

uno stratego

artista peloponnesiaco

artista atticizzante

460-450

410-400

Rolley

?

eroe eponimo attico?

eroe eponimo attico

artista attico

scuola fidiaca

460

430

Dontàs

Agorà di Atene

eroe eponimo

eroe eponimo

Mirone

Alkamenes

450

450

Harrison

Olimpia

donario degli Achei

donario degli Achei

Onatas

Onatas

470-460

470-460

Di Vita

Grecia

atleta oplitodromo

atleta oplitodromo

artista attico, forse Mirone

artista attico

460

430

Holloway

Sicilia

ecista fondatore

ecista fondatore

bronzista siceliota

bronzista siceliota.

Metà V secolo

Metà V secolo

Ridgway

Collocazione in epoca romana

guerriero di un poema epico

guerriero di un poema epico

scuola eclettica e classicistica

scuola eclettica e classicistica

I secolo – I secolo D.C.

I secolo – I secolo D.C.

Una seconda serie di ipotesi sono state formulate dopo il secondo restauro che possono essere sintetizzate nella tabella seguente (Si scarta l’ipotesi che si possa trattare di atleti e di personaggi storici, mentre va consolidandosi l’ipotesi che si tratti di due figure mitologiche dei Sette contro Tebe):

studioso

collocazione antica

Statua A

Statua B

scultore A

scultore B

datazione A

(A.C.)

datazione B

(A.C.)

Moreno

Argo

Tideo

Anfiarao

Hageladas

Alkamenes

450

440

Castrizio

Grecia? Argo?

Polinice

Eteocle

Pitagora di Reggio

Pitagora di Reggio

V secolo

V secolo

Spatari

Bruzio ed Etruria

eroe dello Stretto

eroe del fiume Sagra

Vulca di Veio

scuola etrusca

500

520

Brinkmann, Koch-Brinkmann

Atene, Acropoli

Eretteo

Eumolpo

Mirone?

?

440

440

Chi sono quindi i Bronzi di Riace??? Due divinità oppure due eroi mitologici. Dove sono stati esposti nell’antichità? A Reggio a Olimpia a ad Atene. Chi sono gli artisti che li hanno costruiti? Dove li stavano portando?

Con il secondo restauro gli studi, e quindi le ipotesi, sono stati molto influenzati dalle evidenze scientifiche delle analisi approfondite effettuate, come ad esempio la rimozione delle terre di fusione rimaste al loro interno. Mi sono quindi trovato davanti a Tideo e Anfiarao che stanno partecipando alla spedizione della città di Argo contro quella di Tebe.

Oppure mi sono trovato faccia a faccia con i guerrieri eroicizzati Policene e Eteocle. Probabilmente non riuscirò a sapere con certezza la verità ma di sicuro sarà difficile scordare le sensazioni che mi hanno trasmesso.

Una visita interessante e piacevole.

 

Ad Maiora

Francesco

 

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I Bronzi di Riace visti nel loro allestimento al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria (clicca su una singola foto per ingrandirla e poi torna indietro)

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