La Basilica sotterranea di Porta Maggiore

by / venerdì, 13 Febbraio 2015 / Published in Archeologia1, Il blog, Roma Nascosta

A pochi passi dall’attuale Porta Maggiore, dove confluisce il più grande ed importante gruppo degli acquedotti imperiali, sulla sinistra di via Prenestina e sotto circa tredici metri dall’attuale livello della strada, vi è la cosiddetta “Basilica sotterranea di Porta Maggiore o Neopitagorica. La scoperta avvenne per caso, nell’aprile del 1917, dopo un cedimento del terreno su cui transita la linea ferroviaria Roma-Cassino. Dopo circa 1900 anni tornò così alla luce un complesso monumentale unico e praticamente intatto così come fu abbandonato pochi anni dopo la sua costruzione dando l’impressione che il culto, che si praticava nel suo interno, improvvisamente fu vietato dalle autorità imperiali.

In questa area suburbana, all’epoca, era presente un tempio dedicato a Spes, dea della speranza, pertanto tutta la zona era chiamata “Ad Spem Veterem”. Di questo edificio non rimane traccia se non negli antichi scritti giunti sino a noi, tra l’altro, molti autori latini collegano questo luogo alle vaste proprietà della “Gens Statilia”, è a loro che apparteneva il Colombario ancora visibile nella zona.

Il Complesso, orientato da est ad ovest, originalmente prevedeva un lungo ingresso in discesa coperto da una volta a botte, oggi ne rimane soltanto l’ultimo tratto. Il corridoio, molto probabilmente decorato con stucchi, da est, ingresso a livello stradale, scendeva lungo il lato nord della Basilica per poi, attraverso un angolo di novanta gradi, raccordarsi con il vestibolo. Quest’ultimo presenta una pianta quadrangolare ed una volta a padiglione in cui si apre un lucernaio; il pavimento è in marmo bianco con delle strisce nere, le pareti sono decorate con dei bellissimi stucchi e motivi policromi. Dal vestibolo si entra in un’aula rettangolare lunga circa 12 metri larga 9 ed alta 7, la sala principale è divisa in tre navate da 6 pilastri. Le tre navate sono caratterizzate da volte a botte e da pavimenti in mosaico bianco e nero. In fondo a quella centrale, larga 3 metri e quindi più ampia di quelle laterali, vi è un abside semicircolare nel quale era posizionata una “cattedra”, di cui restano solo tracce dei collegamenti che l’ancoravano al muro, nel pavimento vi è una fossa scavata fin sotto le fondazioni dell’abside stesso dove sembra siano stati trovati gli scheletri di alcuni animali, forse resti di qualche sacrificio. La Basilica presenta un’altra caratteristica di notevole importanza, la presenza sulle volte e sulle pareti di pregiati stucchi veramente unici per qualità e quantità. Sulla volta della navata centrale è raffigurato Ganimede rapito da Zeus, nel catino absidale è raffigurata la poetessa Saffo che si getta in mare da una rupe di Leucade, inoltre si possono ammirare: Medea che offre la magica bevanda al drago per far si che Giasone possa impadronirsi del vello d’oro, e poi ancora teste di Medusa, bambini che giocano, vittorie alate, un matrimonio, soggetti infernali, animali, oggetti di culto, maestri e scolari, donne in preghiera, strumenti musicali, rappresentazioni di inizializzazioni ai culti misterici, vi e rappresentato persino il ritorno dalla caccia alla propria capanna di un pigmeo, ecc. ecc. Per quanto riguarda l’interpretazione di tutto l’impianto decorativo sono state fatte svariate ipotesi ma quello che risalta è il fatto che tutto resta aperto alle più svariate teorie, così come rimane sfuggente la funzione reale della Basilica stessa, si parla di tempio Neopitagorico, di Basilica funeraria, di ninfeo, la realtà è che i pareri sono molteplici e discordi, di certo esistono prove che evidenziano l’abbandono della Basilica dopo pochi anni dalla sua costruzione, lo si deduce dal fatto che non vi è traccia di restauri, mentre e stato distrutto l’altare absidale e sono state asportate le targhe sopra le colonne, come se si volesse far sparire ogni riferimento che poteva palesare chi l’aveva voluta e fatta costruire. Forse vi veniva praticato un culto che implicava pratiche magiche e che fu, ad un certo punto, perseguitato e vietato dalle autorità imperiali…

Per evitare che le vibrazioni dei treni danneggiassero la struttura nel 1951 venne costruita una sorta di scatola di cemento armato, ricoperta di lastre di piombo, che ingloba tutto il complesso basilicale, è stata così formata un’intercapedine, tra il terreno e la basilica sotterranea, atta a fermare in maniera definitiva le oscillazioni dovute ai convogli ferroviari. Ulteriori lavori di consolidamento sono stati effettuati nel 2008 quest’ultimi dovrebbero essere efficaci anche contro le infiltrazioni d’acqua. Ma vi è un altro grande pericolo che mina gravemente la conservazione di questo magnifico complesso, un parassita si è infiltrato negli stucchi e li sta corrodendo dall’interno, certo è che fermarlo non si è dimostrato affatto semplice. La speranza è che questo notevole esempio archeologico, artistico e architettonico possa, in qualche modo, giungere intatto alle generazioni future.

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