Anagni, la Cattedrale di Santa Maria Annunziata.

by / mercoledì, 11 aprile 2018 / Published in Il blog, L'Italia che non ti aspetti, Viaggiando .....

La cattedrale di Santa Maria Annunziata fu costruita, tra il 1072 e il 1104, per opera e volere del vescovo Pietro dei Principi di Salerno, personaggio molto vicino a papa Gregorio VII. Un racconto posto tra la realtà e la leggenda vuole che, l’edificazione della chiesa avvenne grazie alla generosa donazione dell’Imperatore d’Oriente Michele VII Ducas, che sembra, fu guarito del vescovo Pietro con l’intercessione di San Magno. Si tratta di una basilica cattedrale ed è, sicuramente, il luogo di culto cattolico principale di Anagni, è dedicata a Santa Maria Annunziata, ha la dignità di basilica minore ed è tra i più importanti e conosciuti monumenti dell’arte medievale italiana. Anagni vide spesso la presenza dei pontefici, da questo si può capire perché questa cattedrale fu sede d’importanti e fondamentali avvenimenti storici, infatti, in questa basilica furono scomunicati: l’antipapa Vittore IV e l’Imperatore Federico Barbarossa nel 1160, Federico II nel 1239, per la seconda volta e suo figlio Manfredi nel 1254. Sempre in questo luogo fu firmato, nel 1176, il trattato Papato e l’Impero, o meglio, fu siglata, dai rispettivi legati, l’intesa tra Federico Barbarossa e il Papa Alessandro III, dopo la sconfitta a Legnano dell’imperatore, che è ricordato come “Pactum Anagninum”. In questa cattedrale fu eletto Papa, nel 1243, Innocenzo IV, furono canonizzati: Sant’Edoardo, re d’Inghilterra, nel 1161; Bernardo da Chiaravalle, nel 1174; San Pietro eremita vescovo di Trevi, nel 1215; Santa Chiara nel 1255. In definitiva questa cattedrale fu un luogo che riassunse gran parte delle lotte tra il papato, il potere imperiale e i nascenti stati nazionali. La cattedrale di Anagni fu edificata sul punto più alto dell’acropoli usando come fondamenta una chiesa paleocristiana già presente. Sulla facciata della chiesa era posta un’epigrafe del vescovo Pietro, dove era incisa la frase: QUISQUIS AD HOC TEMPLUM TENDIS VENERABILE GRESSUM MOX CONDITOREM CONCTORUM NOSCE FACTOREM, CONDIDIT HIC PETRUS SUMMO CONANIME PRAESUL QUEM GENUIT TELLUS, NOBIS DEDIT ALMA SALERNUS: DIC MISERERE SIBI SUPERNI PATRIS UNICE FILI”. La cui traduzione è: “Chiunque tu sia che volgi i tuoi passi verso questo venerabile tempio, riconosci innanzi tutto l’Artefice Creatore di ogni cosa. Qui con grande sforzo ha costruito il vescovo Pietro che la terra generò e a noi diede l’alta Salerno. Tu, unico figlio dell’Eterno Padre, abbi pietà di lui”. La chiesa esteriormente e di stile romanico e presenta decorazioni vegetali, zoomorfe e geometriche scolpite, sia sulla facciata meridionale sia su quella orientale. Lo stesso tipo di decorazioni si può vedere nelle absidi e sugli archi in corrispondenza delle finestre. La facciata principale, quella che è, ovviamente, attigua al sagrato, è in pietra arenaria, come si è detto, è in stile romanico ma, presenta alcune contaminazioni lombarde. Su questo prospetto si aprono tre ingressi, accanto a quello di sinistra, dietro a una grata, c’è un affresco, del XIV secolo, di una Madonna in trono tra Santa Caterina della Rota e Sant’Antonio Abate, su quello centrale, in alto a destra, si trova un altorilievo zoomorfo che rappresenta un bue e un lupo. Su questa raffigurazione aleggia una leggenda, sembra che un giorno mentre un bue trainava un carro pieno di pietre, che servivano per la costruzione della chiesa, fu assalito da un lupo, il quale, però, fu placato dal vescovo Pietro e si mise a tirare quel pesante carico insieme all’altro animale. Sempre sulla facciata, che presenta una cuspide, poggiano delle semicolonne, mentre alcuni elementi classici, ricavati da materiale di recupero di opere precedenti, adornano i portali. Nella parte occidentale della costruzione fa bella mostra di se la parte esterna del transetto, che è a forma di parallelepipedo ed è decorato da archetti in pietra bianca, qui si affiancano le tre absidi, con lesene, che sono unite da coppie di archi. La parte più alta, dell’abside maggiore, presenta una loggetta con decorazione marmorea, mentre alcuni archetti pensili si poggiano, in modo alternato, su colonne e mensole, quest’ultime decorate con delle figurazioni, questa loggetta ha una cornice scolpita con palmette. Sempre nell’abside maggiore è posta una nicchia con volta ad archi e colonnine. Su questo lato della cattedrale sporge il corpo della Cappella Caetani e, sopra a una loggia ad arcate vi è una terrazza, sulla quale è posta un’edicola in cui si può vedere la statua di Bonifacio VIII seduto, nell’atto di benedire. Il campanile, alto trenta metri, è in stile romanico presenta aperture monofore, bifore e trifore ed è del XII secolo, ha cinque piani e alla base presenta alte arcate a tutto sesto. L’interno della chiesa, divisa in tre navate, è in Gotico lombardo che deriva da un restauro del 1250, che fu eseguito per volontà del vescovo Pandolfo, il quale fece sostituire le capriate di legno, della navata centrale e del transetto, con archi gotici. Le tre navate presentano colonne e pilastri in maniera alternata e terminano con le tre absidi. Molto particolare è il bellissimo e prezioso pavimento cosmatesco che fu eseguito tra il 1224 e il 1227 da Cosma di Jacopo di Lorenzo e dei figli Luca e Jacopo, gli stessi maestri che eseguirono anche il lastricato della cripta, di cui si parlerà in un altro articolo. All’interno, sopra la porta centrale vi è una lunetta in cui è raffigurata una madonna col Bambino posta tra San Magno e Santa Secondina, un’opera risalente al XIII secolo. In questa chiesa il presbiterio è rialzato sopra un gradino e separato da una balaustra con intarsi cosmateschi. Sullo sfondo dell’abside centrale, sopra un panneggio del Cisterna, sono raffigurati, in un’opera del Borgogna del XVII secolo, gli Apostoli, ognuno caratterizzato dal proprio attributo. Sempre nell’abside maggiore si possono ammirare tre pregiate opere eseguite, su commissione del vescovo Landone, dal Vassalletto, del 1263: un’interessante colonna tortile con tarsie marmoree che poggia su sfingi, usata come candelabro per il cero pasquale, la sedia episcopale che è sostenuta da due leoni e decorata con un disco, che andava a formare un’aureola intorno alla testa del vescovo e il ciborio di stile romanico, con loggette su colonnine sovrapposte, che copre l’altare. All’interno della cattedrale si possono ammirare alcune cappelle di grande interesse, sulla navata sinistra si trova la cappella Caetani, di stile Gotico, edificata nel XIII secolo per accogliere le spoglie mortali di alcuni famigliari di Papa Bonifacio VIII, gli affreschi che la decorano sono del XIV secolo. In questa cappella sono posti due sarcofagi, sormontati da una tribuna con cuspide su colonnine e pinnacoli, interamente decorati con disegni cosmateschi e con gli stemmi della famiglia Caetani. Si può, poi, ammirare la cappella Lauri di stile Barocco e il Battistero con un catino romanico. Nella navata di destra spicca la cappella Raoli o di San Carlo con dipinti del XIX secolo e un’interessante e magnifica opera del Frenguelli, si tratta della Madonna della Misericordia che fu data in dono da Leone XIII. Purtroppo non sono molti gli affreschi medioevali “Sopravvissuti” alla trasformazione, che la chiesa a subito nel XVII secolo, che diede all’ambiente un aspetto Barocco, che poi fu eliminato, dopo il 1861 con l’avvento dell’unità d’Italia. Di conseguenza i decori sulle pareti della cattedrale sono dei rifacimenti eseguiti tra il 1930 e il 1940, così come sono moderni gli affreschi che si possono vedere nelle tre absidi, in quello centrale sono raffigurati il Padre Eterno, l’Annunciazione e Santi anagnini, un’opera del XIX dei fratelli Pietro e Giovanni Gagliardi. Degli stessi autori è l’opera pittorica dell’abside di destra in cui sono rappresentati il Matrimonio di San Giuseppe con la Vergine Maria e la Morte di San Giuseppe, mentre in quella di sinistra sono raffigurati i Discepoli di Emmaus e gli Angeli adoranti. La cattedrale di Anagni ha una notevolissima importanza, sia dal punto di vista storico, basta ricordare tutte le vicende vissute dal papato, dai singoli pontefici, i patti stipulati tra la chiesa e l’imperatore e di conseguenza l’influenza sui rapporti tra clero e sovrano, sia per quanto riguarda l’arte e la cultura, basta entrare e guardarsi intorno, poi passare ad ammirare il museo e la MAGNIFICA cripta di San Magno, cosa che faremo tra poco…

Anagni la città dei Papi

Il Palazzo Comunale, la Casa Barnekow, gli Arcazzi, la Chiesa di Santa Chiara, la Chiesa di San Pietro in Vineis.

La Cripta di San Magno.        

Il museo, il Tesoro, l’Oratorio di Thomas Becket, il Lapidario.    (In Preparazione)

 

Il palazzo di Bonifacio VIII.   (In Preparazione)

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Dopo aver visitato Anagni possiamo recarci a quella che fu l’ultima dimora di Celestino V

Fumone, il borgo e il Castello.

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Oppure guarda le foto e cliccaci sopra per ingrandirle…

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